Cronaca

Oggi si celebra San Carlo Acutis, il ragazzo che ha trasformato il web in uno strumento di evangelizzazione

Alessia Benincasa
Oggi si celebra San Carlo Acutis, il ragazzo che ha trasformato il web in uno strumento di evangelizzazione
Oggi, 12 ottobre, si celebra San Carlo Acutis: il ragazzo che ha trasformato il web in uno strumento di evangelizzazione.

Oggi si celebra San Carlo Acutis, il ragazzo che ha trasformato il web in uno strumento di evangelizzazione

Il 12 ottobre rappresenta una data significativa per la Chiesa cattolica, che ricorda San Carlo Acutis, il giovane che è riuscito a coniugare la fede cristiana con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. La giornata commemora la sua scomparsa, avvenuta nel 2006, quando aveva appena 15 anni. La canonizzazione, celebrata da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025, lo ha consacrato tra le figure più rappresentative della religiosità moderna, soprattutto per le giovani generazioni.

Carlo nacque nella capitale britannica il 3 maggio 1991, da Andrea Acutis e Antonia Salzano, entrambi italiani. Nel settembre dello stesso anno si trasferì con i genitori a Milano. Durante l’infanzia manifestò una profonda inclinazione verso la dimensione spirituale, sviluppando una fede intensa che non gli impedì di conservare un temperamento allegro, spontaneo e vivace. Il 16 giugno 1998 poté accostarsi alla Comunione per la prima volta in anticipo rispetto all’età abituale, grazie a un’autorizzazione speciale della Chiesa. Nel maggio del 2003 ricevette anche la Cresima.

Nel corso degli studi, inizialmente a scuola e successivamente presso il liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, gestito dai gesuiti, sviluppò un forte interesse per il mondo informatico. Questa inclinazione divenne presto un mezzo attraverso cui diffondere il messaggio cristiano. Contribuì alla creazione della pagina web della sua parrocchia e partecipò ad altri progetti digitali, tra cui quello della Pontificia Accademia Cultorum Martyrum. Parallelamente agli impegni scolastici, dedicava parte del proprio tempo ai bambini e ai ragazzi che si preparavano alla Cresima, svolgendo attività di catechesi nella chiesa di Santa Maria Segreta.

La passione per il digitale non rappresentava, tuttavia, l’unico aspetto della sua esistenza. Carlo nutriva una profonda devozione per la Madonna e per l’Eucaristia. Ogni giorno prendeva parte alla celebrazione della messa e pregava il Rosario, riconoscendo nei sacramenti il fulcro della propria vita religiosa. Era solito affermare: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo», espressione che è diventata il simbolo più rappresentativo della sua spiritualità.

Tra le iniziative che gli diedero notorietà anche oltre i confini nazionali spicca un’esposizione multimediale dedicata ai miracoli eucaristici documentati nei secoli in varie parti del mondo. Attraverso immagini, testi esplicativi e testimonianze, Carlo volle mettere a disposizione del pubblico informazioni religiose facilmente consultabili online. Il progetto rifletteva la sua convinzione che Internet potesse essere impiegato non soltanto per diffondere comunicazioni, ma anche per trasmettere cultura, conoscenze e principi spirituali.

Un legame particolare univa il giovane ad Assisi, località nella quale trascorreva frequentemente le vacanze nell’abitazione della famiglia. Qui ebbe modo di conoscere più a fondo San Francesco e Santa Chiara, maturando ulteriormente la propria sensibilità verso chi viveva situazioni di disagio. Anche a Milano si distingueva per la vicinanza ai poveri, ai senza dimora e alle persone in difficoltà. Spesso utilizzava parte del denaro ricevuto dai genitori per sostenere chi aveva maggiormente bisogno. Un gesto di solidarietà portato avanti con semplicità, insieme alla preghiera e agli impegni quotidiani.

Nell’ottobre del 2006 una grave forma di leucemia acuta pose fine alla sua giovane esistenza. All’inizio i sintomi erano stati confusi con quelli di una forte sindrome influenzale. Dopo il ricovero a Milano e il successivo trasferimento all’ospedale San Gerardo di Monza, Carlo si spense alle 6.45 del 12 ottobre, a pochi giorni dalla comparsa della malattia. Aveva soltanto 15 anni, ma il ricordo della sua testimonianza cristiana continuò a crescere anche dopo la morte.

Inizialmente sepolto nella tomba dei familiari, nel febbraio 2007 il suo corpo venne trasferito nel cimitero comunale di Assisi, rispettando la volontà di riposare nella città legata alla figura di San Francesco. Nell’aprile 2019 le spoglie furono collocate nel Santuario della Spogliazione, all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, meta tuttora frequentata da numerosi pellegrini e devoti. Il 10 ottobre 2020, ad Assisi, Carlo venne proclamato beato dal cardinale Agostino Vallini, delegato pontificio per la celebrazione. Successivamente, il 7 settembre 2025, Papa Leone XIV lo elevò agli onori degli altari, riconoscendolo ufficialmente santo.
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