Cronaca

Centola celebra l’arrivo della reliquia di San Carlo Acutis: fedeli cilentani affollano la chiesa e le vie del paese

Alessia Benincasa
Centola celebra l’arrivo della reliquia di San Carlo Acutis: fedeli cilentani affollano la chiesa e le vie del paese
Una notte all’insegna della spiritualità e della commozione ha interessato Centola dove nella giornata di martedì 13 ottobre è giunta una reliquia ex corpore di San Carlo Acutis, il giovane canonizzato particolarmente apprezzato dai ragazzi e dalle nuove generazioni. Lo riporta Il Mattino.

Centola celebra l’arrivo della reliquia di San Carlo Acutis: fedeli cilentani affollano la chiesa e le vie del paese

Una notte all’insegna della spiritualità e della commozione ha interessato Centola dove nella giornata di martedì 13 ottobre è giunta una reliquia ex corpore di San Carlo Acutis, il giovane canonizzato particolarmente apprezzato dai ragazzi e dalle nuove generazioni.

L’edificio religioso si è riempito di persone, mentre le strade vicine sono state attraversate da numerosi pellegrini provenienti non soltanto dal territorio comunale, ma anche da diverse località cilentane, fra cui Caprioli, Pisciotta, Palinuro, Omignano, Sessa Cilento, Ascea e Vallo della Lucania. Alla cerimonia hanno preso parte esponenti del clero, rappresentanti delle istituzioni, autorità civili e militari e membri di varie associazioni.

La consegna della reliquia è avvenuta per mano di Vincenzo Calvosa, alla guida della Diocesi di Vallo. A ricevere il vescovo è stato il parroco don Walter Santomauro, che ha manifestato la riconoscenza dei cittadini per un dono di notevole valore religioso. Il rapporto fra Centola e Carlo Acutis affonda le proprie radici negli anni della giovinezza del santo, che in passato era solito frequentare il borgo.

La presenza della reliquia rinnova oggi questo legame speciale e richiama gli insegnamenti spirituali del giovane, che aveva fatto dell’amicizia con Gesù e della devozione eucaristica i pilastri della propria esistenza. A esprimere il significato di questo evento è la frase riportata sull’oggetto sacro: «Non io ma Dio. La comunità di Centola, anno Domini 2026».

Prima dell’arrivo della reliquia, la comunità si è riunita in preghiera per ricordare liturgicamente il santo. La funzione religiosa è stata presieduta da don Luigi Marone, con l’accompagnamento dei Figli della Divina Passione.

La grande affluenza ha interessato tutto il comprensorio, testimoniando la coesione di un territorio raccolto attorno ai valori della fede. Per Centola, il reperto sacro costituisce molto più di una testimonianza religiosa da conservare: è uno stimolo a mettere in pratica gli insegnamenti di Carlo Acutis, traducendo la spiritualità in azioni concrete di solidarietà, affetto e cura degli altri, con particolare attenzione alle giovani generazioni.

Il giovane che in passato trascorreva il proprio tempo giocando e correndo lungo le strade del paese continua ancora oggi a essere un riferimento per tanti ragazzi, dimostrando che la santità si può raggiungere anche attraverso la semplicità dei comportamenti e le esperienze della vita quotidiana.

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