Si chiude dopo decenni una delle ferite urbanistiche più profonde di Nocera Inferiore. L'Acer (Agenzia Campana per l'Edilizia Residenziale) ha inviato una comunicazione ufficiale al Comune confermando che il lotto per il completamento dei fabbricati C e D nel quartiere Montevescovado è totalmente finanziato. Quei giganti di cemento armato, rimasti per quarant'anni come scheletri incompiuti a testimonianza del fallimento della società Iacp Futura, diventeranno finalmente abitazioni moderne ed efficienti come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il volto di Montevescovado sta cambiando radicalmente: nato come insediamento emergenziale dopo il sisma del 1980 con i suoi 17 prefabbricati pesanti, il rione si sta trasformando in uno spazio urbano integrato. Al posto dei prefabbricati abbattuti lo scorso novembre sorgerà una piazza centrale con servizi per i residenti, mentre a pochi metri, in via San Prisco, procedono spediti i lavori per altri 32 alloggi finanziati dal PNRR, la cui consegna è prevista entro la fine di aprile. Per le oltre 300 famiglie del quartiere, la fine dell'era della marginalità sembra oggi un traguardo finalmente raggiungibile.
Nocera Inferiore, addio agli "scheletri" di Montevescovado
L'intervento non si limiterà al semplice completamento delle strutture esistenti, ma punterà sulla riqualificazione impiantistica e sull'efficientamento energetico dei due edifici. Una volta ultimati i lavori, saranno consegnati 32 nuovi appartamenti ad altrettante famiglie che attendono da una vita una sistemazione dignitosa. Il sindaco Paolo De Maio ha accolto la notizia con soddisfazione, sottolineando come questo tassello si inserisca in una strategia più ampia di rigenerazione che include anche i progetti finanziati con i fondi Prius e il nuovo Piano Urbanistico Attuativo (PUA) del quartiere.Il volto di Montevescovado sta cambiando radicalmente: nato come insediamento emergenziale dopo il sisma del 1980 con i suoi 17 prefabbricati pesanti, il rione si sta trasformando in uno spazio urbano integrato. Al posto dei prefabbricati abbattuti lo scorso novembre sorgerà una piazza centrale con servizi per i residenti, mentre a pochi metri, in via San Prisco, procedono spediti i lavori per altri 32 alloggi finanziati dal PNRR, la cui consegna è prevista entro la fine di aprile. Per le oltre 300 famiglie del quartiere, la fine dell'era della marginalità sembra oggi un traguardo finalmente raggiungibile.

