NAPOLI. Migranti sfruttati ai concerti con falsi certi della Prefettura. Un meccanismo ben collaudato che è stato scoperto dai Carabinieri di Reggio Emilia.
Napoli, migranti sfruttati ai concerti con falsi certificati della Prefettura
Un meccanismo ben collaudato quello ricostruito dai
carabinieri di Reggio Emilia, nello
sfruttamento dei
migranti per la security dei
grandi eventi, «che di fatto ha esposto decine di migliaia di persone a un rischio incommensurabile in termini di
sicurezza, in un periodo di elevata sensibilità e attenzione in tema di potenziali attentati terroristici», ha detto il colonnello Cristiano Desideri.
Le indagini
Stando alle
indagini i due arrestati reggiani, madre e figlio, attraverso una ditta falsamente operante nel settore di portierato, con la complicità di almeno due
società di sicurezza - formalmente titolari dei contratti di appalto o subappalto con gli organizzatori - avrebbero reclutato un centinaio di persone, tra le quali
profughi richiedenti asilo, sbarcati in Italia dalla Libia da pochi mesi dopo essere stati salvati in mare, nonché nomadi e pregiudicati,
privi di autorizzazioni, dotandoli a poche ore dai singoli eventi di tesserini di riconoscimento con le iscrizioni della Prefettura di Napoli
falsamente attestanti la pubblica certificazione di addetti alla sicurezza.
Solo al momento dell'inizio
dell'evento musicale, poi, incollavano le fototessere degli interessati. Tutti gli addetti alla sicurezza stranieri, incapaci di parlare e comprendere la lingua italiana, venivano
adescati tramite annunci online pubblicati dagli indagati.