Si apre un confronto interno alla filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP. Il presidente di Copagri Campania, Salvatore Ciardiello, ha espresso formalmente una forte preoccupazione riguardo alla gestione attuale dell'organismo di tutela, arrivando a sollecitare le dimissioni del presidente del Consorzio, Domenico Raimondo.
Il punto di maggiore attrito riguarda l'analisi dei costi di produzione. Copagri ha ritenuto non condivisibili le recenti affermazioni del Consorzio secondo cui il prezzo del latte di bufala sarebbe attualmente soddisfacente. Secondo l'associazione di categoria, questa lettura non tiene conto dell'impatto reale dei rincari che continuano a gravare sugli allevatori, in particolare per quanto riguarda le forniture energetiche, i carburanti agricoli e le materie prime destinate all'alimentazione del bestiame.
Un altro passaggio critico ha riguardato il funzionamento del regime IVA per le imprese agricole. Copagri ha ritenuto necessario smentire l'interpretazione secondo cui l'imposta possa rappresentare un vantaggio finanziario per i produttori, sottolineando come tale visione rischi di generare confusione sulla reale situazione contabile delle aziende del comparto primario.
Secondo Salvatore Ciardiello, il ruolo del Consorzio deve essere quello di garantire un equilibrio armonico tra la componente agricola e quella industriale della filiera. L'associazione segnala che una parte significativa della base produttiva non si sente più pienamente rappresentata dalle attuali posizioni del vertice.
L'obiettivo della sollecitazione avanzata da Copagri è quello di promuovere un rinnovamento nella gestione dell'ente, necessario per assicurare la sostenibilità economica a lungo termine di tutti gli attori coinvolti nella produzione della terza DOP italiana, valorizzando il lavoro degli allevatori come pilastro fondamentale dell'intera economia del settore.
Mozzarella DOP: Copagri chiede un cambio di passo
Alla base della richiesta vi è una divergenza di vedute su alcuni temi centrali per la tenuta economica delle aziende agricole associate, emersa a seguito di recenti dichiarazioni della presidenza del Consorzio.Il punto di maggiore attrito riguarda l'analisi dei costi di produzione. Copagri ha ritenuto non condivisibili le recenti affermazioni del Consorzio secondo cui il prezzo del latte di bufala sarebbe attualmente soddisfacente. Secondo l'associazione di categoria, questa lettura non tiene conto dell'impatto reale dei rincari che continuano a gravare sugli allevatori, in particolare per quanto riguarda le forniture energetiche, i carburanti agricoli e le materie prime destinate all'alimentazione del bestiame.
Un altro passaggio critico ha riguardato il funzionamento del regime IVA per le imprese agricole. Copagri ha ritenuto necessario smentire l'interpretazione secondo cui l'imposta possa rappresentare un vantaggio finanziario per i produttori, sottolineando come tale visione rischi di generare confusione sulla reale situazione contabile delle aziende del comparto primario.
Secondo Salvatore Ciardiello, il ruolo del Consorzio deve essere quello di garantire un equilibrio armonico tra la componente agricola e quella industriale della filiera. L'associazione segnala che una parte significativa della base produttiva non si sente più pienamente rappresentata dalle attuali posizioni del vertice.
L'obiettivo della sollecitazione avanzata da Copagri è quello di promuovere un rinnovamento nella gestione dell'ente, necessario per assicurare la sostenibilità economica a lungo termine di tutti gli attori coinvolti nella produzione della terza DOP italiana, valorizzando il lavoro degli allevatori come pilastro fondamentale dell'intera economia del settore.

