A Montecorice, sulla Strada Statale 267, si è svolto questa mattina l’incidente probatorio per determinare le dinamiche e le responsabilità dello schianto mortale avvenuto il 13 marzo alle Ripe Rosse. Lo riporta StileTv.
L'accesso peritale è stato eseguito sotto la supervisione del giudice Giuseppe Saponiero, con un sopralluogo sul luogo dell'incidente alla presenza dei consulenti tecnici e del collegio nominato. Durante l’ispezione sono stati verificati i rilievi della polizia giudiziaria e analizzate le tracce sulla carreggiata, la segnaletica stradale, la pendenza della strada e le barriere di sicurezza. I consulenti hanno anche trovato un pezzo riconducibile alla Volkswagen Polo coinvolta nel sinistro, elemento che potrà aiutare nella ricostruzione della traiettoria del veicolo.
Le operazioni sono continuate in un deposito giudiziario, dove i due mezzi coinvolti, una Volkswagen Polo e un Citroën Berlingo, sono stati esaminati e fotografati insieme ai materiali raccolti durante il sopralluogo. Questi accertamenti rappresentano un passo cruciale per chiarire le cause, la dinamica e le eventuali responsabilità del tragico incidente.
Tra gli indagati figurano Gianluca Fortunato, conducente del furgone Citroën Berlingo, e tre dipendenti della Provincia di Salerno: Guglielmo Somma, Giovanni Sammartano e Angelo Michele Lizio. Sono accusati di non aver garantito la manutenzione e la sicurezza delle barriere di contenimento lungo il tratto stradale interessato. L’accusa per tutti è di omicidio stradale con condotte separate dolose.
I familiari di Michele Pirozzi sono rappresentati dall'avvocato Antonello Natale, mentre quelli di Maria Magliocco sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Caceci e Antonio Mondelli. Gli avvocati Luigi Cafaro, Roberto Lanzi e Francesco Saverio D’Ambrosio formano il collegio difensivo degli indagati.
Tragedia delle Ripe Rosse a Montecorice: incidente probatorio per determinare la dinamica dello schianto mortale sulla SS267
A Montecorice, sulla Strada Statale 267, si è svolto questa mattina l’incidente probatorio per determinare le dinamiche e le responsabilità dello schianto stradale avvenuto il 13 marzo, in cui persero la vita i giovani fidanzati Michele Pirozzi e Maria Magliocco di Capaccio Paestum. Il veicolo in cui viaggiavano cadde in un dirupo a picco sul mare nella località Ripe Rosse, dopo aver sfondato una barriera protettiva.L'accesso peritale è stato eseguito sotto la supervisione del giudice Giuseppe Saponiero, con un sopralluogo sul luogo dell'incidente alla presenza dei consulenti tecnici e del collegio nominato. Durante l’ispezione sono stati verificati i rilievi della polizia giudiziaria e analizzate le tracce sulla carreggiata, la segnaletica stradale, la pendenza della strada e le barriere di sicurezza. I consulenti hanno anche trovato un pezzo riconducibile alla Volkswagen Polo coinvolta nel sinistro, elemento che potrà aiutare nella ricostruzione della traiettoria del veicolo.
Le operazioni sono continuate in un deposito giudiziario, dove i due mezzi coinvolti, una Volkswagen Polo e un Citroën Berlingo, sono stati esaminati e fotografati insieme ai materiali raccolti durante il sopralluogo. Questi accertamenti rappresentano un passo cruciale per chiarire le cause, la dinamica e le eventuali responsabilità del tragico incidente.
Tra gli indagati figurano Gianluca Fortunato, conducente del furgone Citroën Berlingo, e tre dipendenti della Provincia di Salerno: Guglielmo Somma, Giovanni Sammartano e Angelo Michele Lizio. Sono accusati di non aver garantito la manutenzione e la sicurezza delle barriere di contenimento lungo il tratto stradale interessato. L’accusa per tutti è di omicidio stradale con condotte separate dolose.
I familiari di Michele Pirozzi sono rappresentati dall'avvocato Antonello Natale, mentre quelli di Maria Magliocco sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Caceci e Antonio Mondelli. Gli avvocati Luigi Cafaro, Roberto Lanzi e Francesco Saverio D’Ambrosio formano il collegio difensivo degli indagati.

