Scattano i controlli del Fisco sul Modello 730 precompilato e sulla modifiche apportate: a rischio rimborsi sopra i 4mila euro. Tutto quello che bisogna conoscere.
In ogni caso, coloro che necessitano di modificare la dichiarazione devono prestare particolare attenzione nel inserire correttamente le spese detraibili o deducibili eventualmente non incluse nel precompilato. È fondamentale verificare scrupolosamente la coerenza dei dati e conservare ogni documento giustificativo come scontrini, ricevute o fatture per affrontare serenamente un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Modello 730 precompilato, scattano i controlli del Fisco: occhio alle modifiche, a rischio rimborsi sopra i 4mila euro
La stagione della dichiarazione dei redditi entra nel vivo, e per milioni di contribuenti l’obiettivo principale è calcolare i tempi di erogazione dei rimborsi IRPEF. Tuttavia, quest’anno, chiunque scelga di apportare modifiche ai dati precompilati forniti dallo Stato potrebbe dover affrontare tempi più lunghi. Con il provvedimento n. 182408, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito le modalità dei controlli preventivi per la campagna fiscale 2026, adottando un approccio rigoroso per evitare rimborsi errati o indebiti. Mentre queste verifiche costituiscono per l’amministrazione una misura di tutela contro eventuali irregolarità, per molti contribuenti potrebbero tradursi in ritardi anche di mesi sull’accredito del rimborso atteso.Quando scattano i controlli sul Modello 730
Il sistema di controllo non si applica indistintamente a tutti i contribuenti, ma solo a coloro che effettuano modifiche al modello 730 precompilato, in particolare se queste alterazioni hanno un impatto sul reddito complessivo o sull’imposta netta. Le verifiche si concentrano prevalentemente su due situazioni:- Incoerenze significative: queste comprendono discrepanze tra i dati trasmessi dal contribuente e quelli già in possesso dell’anagrafe tributaria, come le Certificazioni Uniche, i versamenti riportati tramite modello F24 o i redditi dichiarati l’anno precedente. Anche eventuali differenze rilevanti rispetto alle informazioni trasmesse da soggetti terzi, come banche, assicurazioni o istituzioni universitarie, sono monitorate con particolare scrupolo.
- Rimborsi superiori a 4mila euro: indipendentemente dalla presenza di anomalie nei dati, i rimborsi che superano questa soglia rappresentano un segnale d’allarme che attiva automaticamente controlli preventivi per escludere errori o possibili frodi.
Tempi d’attesa più lunghi
I contribuenti selezionati per i controlli preventivi dovranno affrontare un percorso più lungo per ottenere il proprio rimborso IRPEF. Le verifiche, che possono avvenire digitalmente o attraverso richieste formali di documentazione (anche se il modello 730 è stato trasmesso tramite CAF o professionisti), seguono una tempistica ben definita:- L’Agenzia delle Entrate dispone di quattro mesi di tempo dall’ultimo giorno utile per la presentazione della dichiarazione per completare i controlli.
- Terminati gli accertamenti e solo in caso di esito positivo, il rimborso deve essere erogato entro i sei mesi successivi.
Scadenze e modalità di invio del Modello 730/2026
Per tutti i contribuenti, il termine ultimo per trasmettere il modello 730/2026 rimane fissato al 30 settembre 2026. Esistono diverse opzioni per procedere all’invio:- Invio diretto online: tramite l’applicazione web dell’Agenzia delle Entrate, accedendo con credenziali digitali;
- Sostituto d’imposta: attraverso il datore di lavoro o l’ente pensionistico, qualora abbiano dichiarato la disponibilità a fornire assistenza fiscale;
- -Intermediari abilitati: rivolgendosi a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o ai professionisti abilitati come commercialisti e consulenti del lavoro.
In ogni caso, coloro che necessitano di modificare la dichiarazione devono prestare particolare attenzione nel inserire correttamente le spese detraibili o deducibili eventualmente non incluse nel precompilato. È fondamentale verificare scrupolosamente la coerenza dei dati e conservare ogni documento giustificativo come scontrini, ricevute o fatture per affrontare serenamente un eventuale controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

