Sessantunomila ragazzi della primaria rimarranno a scuola fino al pomeriggio come vuole il modello 40 ore, con oltre un terzo di loro in Campania.
Poi c'è Napoli, che per grandezza rappresenta il vero fulcro regionale. Gli studenti che frequentano le quaranta ore passano da 29.277 a 31.636, con un incremento di 2.359 in un anno. Le classi aumentano da 1.655 a 1.833, mentre il totale degli iscritti nella primaria diminuisce di 2.481 unità. È quasi una contraddizione demografica: ci sono meno bambini, ma sempre più famiglie decidono di farli rimanere a scuola anche nel pomeriggio. La Quarati supera i 530 studenti, la Vanvitelli arriva a 505, la Leopardi-Doria conta 420 e la Michelangelo-Augusto arriva a 406. A Casalnuovo, l'istituto Madre Teresa di Calcutta raggiunge 492 alunni. Nella provincia di Caserta, gli studenti delle quaranta ore aumentano da 9.646 a 10.250, mentre le classi passano da 631 a 687. In questo stesso intervallo, la primaria perde 966 iscritti. L'incidenza arriva così al 28,7%. Il Cimarosa di Aversa ospita 548 alunni, l'Aversa Terzo 300; nel capoluogo, il Ruggiero-Terzo Circolo conta 251, il Don Milani 233 e il Giannone-De Amicis 208. La medesima tendenza si nota nel Salernitano. Gli iscritti alla primaria calano da 42.129 a 41.545, ma quelli che seguono le quaranta ore aumentano da 10.361 a 10.923, con un incremento di 562. Le classi aumentano da 591 a 622. Bellizzi capoluogo raggiunge 299 studenti, via Guglielmo Costa a Salerno 223, via Leonardo da Vinci ad Angri 217, Vallo della Lucania 212, Matteo Mari di Torrione 207 e Parco Arbostella 200.
Primaria, la rivincita dell'orario completo: 61mila bambini coinvolti nel programma 40 ore
Sessantunomila ragazzi delle scuole primarie rimarranno a scuola fino al pomeriggio, con oltre un terzo di loro in Campania. A partire da settembre, saranno precisamente 61.296 su 210.188, pari al 29,2%, gli studenti coinvolti nel programma delle quaranta ore. Tuttavia, la media regionale maschera un dato ancora più interessante: Benevento raggiunge il 69,4%, Avellino il 50,3%, Caserta il 28,7%, Napoli il 26,7% e Salerno il 26,3%. Questi numeri rappresentano un cambio di paradigma e ridefiniscono il panorama scolastico, che per anni ha visto i servizi mensa e tempo pieno prevalentemente al Centro-Nord. La trasformazione inizia già nei più piccoli, dove le scuole che offrono permanenza fino al pomeriggio con il pranzo rappresentano uno dei servizi più richiesti dalle famiglie. Il cambiamento prosegue poi nella scuola primaria. Non si tratta solo di aggiungere qualche ora di lezione: si trasforma l'intera giornata dei bambini e quella dei genitori che lavorano. Mensa, laboratori, attività creative, recupero delle conoscenze e socializzazione rientrano in un periodo educativo più ampio.I numeri
Il confronto con il Nord evidenzia chiaramente la portata della trasformazione. Nei dati ministeriali comparati, Milano vanta 119.614 alunni nel tempo pieno, pari al 54%, mentre Bologna arriva a 25.575 bambini e Modena a 22.885. In Veneto, ci sono 19.210 studenti a Venezia, circa 18mila a Padova, 16.593 a Verona, 12.387 a Vicenza e 12.339 a Treviso. Lombardia ed Emilia-Romagna restano indubbiamente regioni in cui questo modello è ben radicato da molti anni. Tuttavia, la distanza rispetto al Sud non è più quella di un tempo. Il potenziamento del tempo pieno è parte della strategia del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha focalizzato la propria attenzione sulla riduzione delle disuguaglianze territoriali e sull’ampliamento delle possibilità educative. Più ore di lezione, maggiori servizi e un forte presidio educativo vogliono dire principalmente diminuire il divario tra Nord e Sud.Le aree interne
Il segnale più chiaro proviene dalle zone interne della Campania. A Benevento, su un totale di 5.547 alunni delle scuole primarie, 3.853 partecipano al programma delle quaranta ore. Questo significa che quasi sette bambini su dieci seguono questo modello: una percentuale che supera anche quella di Milano. Il Sasso-Moscati conta 408 alunni, il Padre Isaia Columbro 327, il Bosco Lucarelli 285, il Convitto Giannone 279 e Telese 247. Anche Avellino ha ormai dati paragonabili a quelli delle regioni del Nord. Su 9.205 studenti, ben 4.634 partecipano al tempo pieno: il 50,3%, più di uno ogni due. Serino guida con 284 bambini, seguito da Mercogliano con 256, R. Margherita-L. Vinci con 248, N. Iannaccone con 236 e Giovanni XXIII-Parini con 235.Poi c'è Napoli, che per grandezza rappresenta il vero fulcro regionale. Gli studenti che frequentano le quaranta ore passano da 29.277 a 31.636, con un incremento di 2.359 in un anno. Le classi aumentano da 1.655 a 1.833, mentre il totale degli iscritti nella primaria diminuisce di 2.481 unità. È quasi una contraddizione demografica: ci sono meno bambini, ma sempre più famiglie decidono di farli rimanere a scuola anche nel pomeriggio. La Quarati supera i 530 studenti, la Vanvitelli arriva a 505, la Leopardi-Doria conta 420 e la Michelangelo-Augusto arriva a 406. A Casalnuovo, l'istituto Madre Teresa di Calcutta raggiunge 492 alunni. Nella provincia di Caserta, gli studenti delle quaranta ore aumentano da 9.646 a 10.250, mentre le classi passano da 631 a 687. In questo stesso intervallo, la primaria perde 966 iscritti. L'incidenza arriva così al 28,7%. Il Cimarosa di Aversa ospita 548 alunni, l'Aversa Terzo 300; nel capoluogo, il Ruggiero-Terzo Circolo conta 251, il Don Milani 233 e il Giannone-De Amicis 208. La medesima tendenza si nota nel Salernitano. Gli iscritti alla primaria calano da 42.129 a 41.545, ma quelli che seguono le quaranta ore aumentano da 10.361 a 10.923, con un incremento di 562. Le classi aumentano da 591 a 622. Bellizzi capoluogo raggiunge 299 studenti, via Guglielmo Costa a Salerno 223, via Leonardo da Vinci ad Angri 217, Vallo della Lucania 212, Matteo Mari di Torrione 207 e Parco Arbostella 200.

