Due giornate dedicate alla musica popolare, alle tradizioni, alla cultura e alla partecipazione collettiva. Si è conclusa la prima edizione di Maiori Risona – Festival delle Culture e delle Tradizioni Popolari, un appuntamento che ha coinvolto cittadini, turisti, artisti e realtà del territorio.
Al termine dell’iniziativa, il Comune di Maiori ha voluto rivolgere un ringraziamento pubblico a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del festival, sottolineando il valore della collaborazione e del lavoro condiviso.
I ringraziamenti del Comune
Un grazie particolare è stato rivolto ai promotori Salvatore Di Martino, Luca Di Martino, Flavia Di Martino, Francesco Dipino e ad Alfonso Pastore, che ha seguito l’organizzazione e lo sviluppo dell’evento.
Il Comune ha poi ringraziato il Forum dei Giovani di Maiori, gli artisti, i musicisti, i cantori, i relatori e tutti coloro che hanno portato nelle piazze e sul palco il proprio contributo, raccontando attraverso musica, ricerca e testimonianza il legame con la cultura popolare.
Il lavoro dietro le quinte
Spazio anche al riconoscimento per chi ha lavorato lontano dai riflettori, ma ha reso possibile lo svolgimento delle due giornate: le squadre impegnate nel montaggio e nello smontaggio del palco e degli impianti, i tecnici, gli operatori e Miramare Service.
Ringraziamenti anche al Comando di Polizia Municipale, al Comando dei Carabinieri, ai P.A. I Colibrì e a tutte le forze impegnate per garantire sicurezza e ordine durante il festival.
Cultura, identità e comunità
Il Comune ha evidenziato anche il lavoro svolto dagli Uffici Comunali del Turismo, impegnati nella gestione e nel coordinamento dell’iniziativa, e dai collaboratori della comunicazione digitale, che hanno raccontato il festival attraverso immagini, video e contenuti.
Un grazie finale è stato rivolto ai cittadini e ai tanti turisti che hanno partecipato, ascoltato, ballato e condiviso lo spirito della manifestazione.
Maiori Risona si chiude così come una festa dell’identità e della cultura popolare: una tradizione che torna a vivere attraverso la comunità e che, proprio per questo, continua a “risuonare”.

