Il piano per la riqualificazione degli impianti sportivi di Salerno, centrale anche nel percorso legato alla candidatura della città per Euro 2032, deve fare i conti con un nuovo passaggio tecnico-amministrativo. Come riporta l'edizione odierna de Il Mattino, dopo il via libera al progetto esecutivo del campo Volpe arrivato in conferenza di servizi, l’attenzione si sposta ora sullo sblocco delle risorse e sulle verifiche richieste dalla normativa europea.
Al centro della vicenda ci sono i 140 milioni di euro destinati agli interventi su stadio Arechi, campo Volpe e altre strutture sportive cittadine, fondi che attendono ancora il via libera definitivo per poter essere utilizzati.
Il nodo delle risorse e il passaggio al Cipess
Da fine luglio si attende l’ok del Cipess all’utilizzo delle somme stanziate dalla Regione Campania. Il finanziamento era stato oggetto di una rimodulazione, con il passaggio dai fondi Fesr ai Fondi di Coesione, dopo che la fonte inizialmente individuata era stata ritenuta non adeguata per questo tipo di intervento.
Una soluzione che aveva consentito di evitare lo stop del progetto, ma che non ha ancora portato allo sblocco operativo delle risorse. L’assessora regionale allo Sport Fiorella Zabatta aveva indicato la fine di luglio come possibile momento per il via libera, rassicurazione ripresa anche dal Comune di Salerno. I tempi, però, si sono allungati.
Arus incarica Milan Ingegneria
A spiegare indirettamente le ragioni del rallentamento è un nuovo documento dell’Arus, la società regionale che segue materialmente l’appalto. L’agenzia ha affidato alla Milan Ingegneria, già coinvolta nella fase di fattibilità del progetto Arechi-Volpe, l’incarico di redigere la documentazione necessaria per verificare la compatibilità dell’operazione con la disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Il riferimento è all’articolo 55 del Regolamento Ue 651/2014 Gber, che disciplina gli aiuti destinati alle infrastrutture sportive. L’incarico comprende anche la redazione del piano economico-finanziario degli interventi. Il costo previsto per la prestazione è di 125mila euro.
Le verifiche sugli aiuti di Stato
La normativa europea impone criteri precisi. Gli aiuti pubblici per impianti sportivi possono essere concessi soltanto se l’intervento risponde a una finalità di pubblica utilità e se l’importo del contributo non supera la differenza tra costi di costruzione e gestione dell’opera e l’utile operativo atteso nel tempo.
Per questo servono piani economico-finanziari dettagliati, proiezioni attendibili, analisi delle alternative progettuali escluse, motivazioni tecniche e una valutazione chiara del risultato operativo dell’investimento.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione, proprio su questi aspetti il progetto avrebbe mostrato alcune carenze già nei mesi scorsi, tanto da non superare una prima verifica regionale a gennaio. Da qui la necessità di integrare la documentazione e, ora, di affidare all’esterno una parte decisiva dell’istruttoria.
Il rischio per il maxi piano sportivo
La questione non riguarda soltanto i tempi di avvio dei cantieri. In ballo ci sono il rifacimento di strutture sportive considerate strategiche per Salerno, due delle quali risultano già demolite, e la tenuta complessiva del maxi piano legato all’impiantistica cittadina.
Un eventuale intoppo sul fronte finanziario potrebbe aprire scenari complessi anche nei rapporti con il Consorzio Energos, titolare dell’accordo quadro per la realizzazione del progetto, con possibili richieste di risarcimento nel caso in cui il percorso dovesse subire una battuta d’arresto.
Il nuovo incarico affidato da Arus diventa quindi un passaggio determinante: non un semplice adempimento burocratico, ma una verifica decisiva per capire se il piano potrà procedere senza ulteriori ostacoli.

