Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'Associazione Nazionale Sapar (Associazione Nazionale Gestori Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative) in merito ai recenti dati sul gioco d'azzardo diffusi da Libera nel territorio campano e salernitano. Attraverso le parole del Presidente della Delegazione Campania, l'associazione di categoria interviene per fornire una lettura tecnica dei numeri, volta a evitare quello che viene definito un "ingiustificato allarme sociale".
In questi volumi è incluso il "rigiocato": se un utente vince una piccola somma e la utilizza per una nuova puntata, il sistema registra una doppia giocata, anche se l'esborso reale dalle tasche del cittadino non è variato. Secondo l'associazione, confondere questi due dati porta a una percezione distorta dell'impatto economico del fenomeno sulle famiglie.
Citando i dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Sapar ridimensiona la portata del fenomeno in regione. La spesa reale per il gioco fisico in Campania si attesta poco sotto gli 1,1 miliardi di euro.
Rapportando questa cifra alla popolazione, si ottiene una spesa pro capite di circa 400 euro l'anno (poco più di 33 euro al mese), un dato che la delegazione campana definisce in linea con la media nazionale. Anche per il comparto online, l'associazione evidenzia come la spesa effettiva resti contenuta se paragonata ai volumi tecnici movimentati.
Oltre alla rettifica dei numeri, Sapar ha ribadito il proprio fermo impegno sul fronte della legalità. L'associazione ha preso le distanze da qualsiasi forma di infiltrazione malavitosa nel settore, confermando il sostegno incondizionato alle forze dell'ordine nel contrasto al gioco illegale e clandestino.
L'intervento mira a riportare il dibattito su binari di rigore statistico, distinguendo chiaramente il "giro d'affari tecnico" del sistema dal reale impatto finanziario sui bilanci dei cittadini campani.
Gioco d’azzardo nel Salernitano, la Sapar precisa: «Nessun allarme»
Il cuore della precisazione risiede nella differenza metodologica tra "raccolta" e "spesa effettiva". Sapar chiarisce che i 165 miliardi di euro citati su scala nazionale e i 4 miliardi riferiti alla provincia di Salerno per il 2025 non rappresentano il denaro perso dai cittadini, bensì la raccolta complessiva (il totale delle giocate effettuate).In questi volumi è incluso il "rigiocato": se un utente vince una piccola somma e la utilizza per una nuova puntata, il sistema registra una doppia giocata, anche se l'esborso reale dalle tasche del cittadino non è variato. Secondo l'associazione, confondere questi due dati porta a una percezione distorta dell'impatto economico del fenomeno sulle famiglie.
Citando i dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Sapar ridimensiona la portata del fenomeno in regione. La spesa reale per il gioco fisico in Campania si attesta poco sotto gli 1,1 miliardi di euro.
Rapportando questa cifra alla popolazione, si ottiene una spesa pro capite di circa 400 euro l'anno (poco più di 33 euro al mese), un dato che la delegazione campana definisce in linea con la media nazionale. Anche per il comparto online, l'associazione evidenzia come la spesa effettiva resti contenuta se paragonata ai volumi tecnici movimentati.
Oltre alla rettifica dei numeri, Sapar ha ribadito il proprio fermo impegno sul fronte della legalità. L'associazione ha preso le distanze da qualsiasi forma di infiltrazione malavitosa nel settore, confermando il sostegno incondizionato alle forze dell'ordine nel contrasto al gioco illegale e clandestino.
L'intervento mira a riportare il dibattito su binari di rigore statistico, distinguendo chiaramente il "giro d'affari tecnico" del sistema dal reale impatto finanziario sui bilanci dei cittadini campani.

