Come evidenziato da una recente analisi condotta dall'associazione consumatori Adusbef sulla base delle rilevazioni ufficiali di Banca d'Italia, le spese di gestione dei conti correnti bancari sul territorio nazionale hanno subito un incremento costante negli ultimi dieci anni, passando da una media di 82,2 euro annui nel 2016 a 101,1 euro nel 2026.
A fare da traino ai rincari sono soprattutto le commissioni sui servizi e sulle transazioni quotidiane — tra cui bonifici, prelievi e disposizioni di pagamento —, la cui spesa variabile è cresciuta del 34,2%, a fronte di un aumento più contenuto (+17,6%) dei canoni fissi di tenuta conto.
L'incremento nominale della ricchezza giacente (+28,3% dal 2016) risulta tuttavia fortemente ridimensionato dalla spinta inflazionistica del decennio, che riduce la crescita reale dei risparmi a un +4,7%, delineando una tendenza all'accumulo di liquidità dettata principalmente dalla cautela economica.
A fare da traino ai rincari sono soprattutto le commissioni sui servizi e sulle transazioni quotidiane — tra cui bonifici, prelievi e disposizioni di pagamento —, la cui spesa variabile è cresciuta del 34,2%, a fronte di un aumento più contenuto (+17,6%) dei canoni fissi di tenuta conto.
Italia, stangata sui conti correnti: costi in aumento del 23%
Nonostante l'aggravio dei costi, la liquidità immobilizzata dalle famiglie italiane sui conti senza vincoli di risparmio supera quota 1.163 miliardi di euro. La distribuzione geografica delle somme vede la Lombardia al vertice nazionale con circa 239 miliardi di euro di depositi complessivi, mentre nelle valutazioni pro capite la provincia di Bolzano primeggia con oltre 30.400 euro per residente, contro i circa 9.679 euro registrati a Crotone.L'incremento nominale della ricchezza giacente (+28,3% dal 2016) risulta tuttavia fortemente ridimensionato dalla spinta inflazionistica del decennio, che riduce la crescita reale dei risparmi a un +4,7%, delineando una tendenza all'accumulo di liquidità dettata principalmente dalla cautela economica.

