L'aumento dei costi di produzione legati alla crisi in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana DOP. Scatta l'allarme del Consorzio di Tutela.
Secondo l'allarme del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che si è riunito proprio ieri giovedì 9 aprile per discutere dell'emergenza, i numeri sono allarmanti. Logistica, materiali per il confezionamento ed energia sono i principali rincari con il record del gas che ha registrato un picco di quasi il 70%. La somma di questi costi rischia il collasso della filiera. Il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente frenando i progetti e causando instabilità.
"Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell'export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump", commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.
Crisi in Iran, possibile aumento dei costi della mozzarella di bufala campana DOP
L'aumento dei costi di produzione legati alla crisi in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana DOP. Gli incrementi nella filiera e l'allarme carburanti negli aeroporti mettono a rischio anche l'export della Mozzarella di Bufala Campana che costituisce il 35% della produzione.Secondo l'allarme del consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che si è riunito proprio ieri giovedì 9 aprile per discutere dell'emergenza, i numeri sono allarmanti. Logistica, materiali per il confezionamento ed energia sono i principali rincari con il record del gas che ha registrato un picco di quasi il 70%. La somma di questi costi rischia il collasso della filiera. Il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente frenando i progetti e causando instabilità.
"Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell'export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump", commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.

