Le tensioni in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz legata al conflitto in Iran riaccendono i timori su una possibile crisi energetica anche in Italia. Il governo invita alla prudenza, ma mantiene alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione.
Crisi energetica e tensioni in Medio Oriente: Italia in allerta tra piani di emergenza e i possibili scenari di crisi
Dai vertici istituzionali non emerge allarmismo, ma una linea improntata al realismo e al controllo costante degli sviluppi. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sta valutando come riferimento operativo il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale del 2023, uno strumento che prevede diversi livelli di criticità a seconda della disponibilità degli approvvigionamenti.
Il piano distingue tra una fase di preallarme, caratterizzata da segnali concreti di rischio per le forniture, una fase di allarme gestibile con strumenti di mercato e una fase di emergenza in cui tali strumenti non sarebbero più sufficienti.
Le misure allo studio
Parallelamente, si valutano interventi per ridurre i consumi energetici, anche sulla scia delle indicazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia. Tra le ipotesi più concrete rientra l’estensione dello smart working, già ampiamente utilizzato durante la pandemia, insieme a possibili limiti sull’utilizzo di riscaldamenti e condizionatori.
Riduzione dei consumi e mobilità
In esame anche misure sulla mobilità, come l’eventuale introduzione delle targhe alterne, la riduzione dell’illuminazione pubblica e una gestione più restrittiva dei carburanti. Il gas resta il nodo centrale, con l’ipotesi di un rallentamento degli approvvigionamenti già a partire dai prossimi mesi.
Il richiamo alla coesione politica
Il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato dal Corriere della Sera ha evidenziato la complessità dello scenario, spiegando che «è quello che si teme. Non tutto, ma molto», sottolineando come i margini di intervento siano limitati senza un’azione condivisa.
Ha inoltre ribadito la necessità di collaborazione tra le forze politiche, invitando maggioranza e opposizione a lavorare insieme per affrontare una crisi definita senza precedenti.
Strategie europee e autonomia energetica
Anche a livello europeo si punta su misure di contenimento dei consumi, come la riduzione dei limiti di velocità, il ricorso ai trasporti pubblici e la limitazione dell’uso delle auto private. Viene inoltre incentivato lo smart working e scoraggiato l’utilizzo di voli non necessari.
Accanto agli interventi immediati, l’Unione europea ribadisce la necessità di accelerare verso l’autonomia energetica, investendo su fonti rinnovabili e biocarburanti per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati.

