Il "Borgo d'Amore" si prepara a un nuovo capitolo del suo racconto identitario con un’installazione che promette di trasformare il paesaggio cilentano in un palcoscenico onirico.
Entro l'inizio della prossima estate, nei pressi della celebre Terrazza degli Innamorati, sorgerà l'opera "Le Origini - Teogonia Greca: da Kaos a Eros", un progetto ambizioso affidato al talento di Fernando Mangone. L'artista, celebre per la sua capacità di giocare con pigmenti iridescenti e fluorescenti, darà vita a un percorso visivo che esplora le radici profonde della Magna Grecia, integrandosi armoniosamente con l'orizzonte mozzafiato che da Trentinara spazia fino ai templi di Paestum e al mare.
L’impatto più suggestivo è atteso con il calare del sole: grazie ai materiali innovativi scelti da Mangone, l'installazione sprigionerà una luce propria durante le ore notturne, creando un ponte luminoso tra l'arte contemporanea e il mito antico. Questa nuova "porta" sul paesaggio arricchisce l'offerta culturale del borgo, già noto per la sua Via dell'Amore, consolidando l'immagine di Trentinara come luogo in cui la riflessione filosofica e la bellezza architettonica si fondono in un’unica, vibrante visione artistica.
Entro l'inizio della prossima estate, nei pressi della celebre Terrazza degli Innamorati, sorgerà l'opera "Le Origini - Teogonia Greca: da Kaos a Eros", un progetto ambizioso affidato al talento di Fernando Mangone. L'artista, celebre per la sua capacità di giocare con pigmenti iridescenti e fluorescenti, darà vita a un percorso visivo che esplora le radici profonde della Magna Grecia, integrandosi armoniosamente con l'orizzonte mozzafiato che da Trentinara spazia fino ai templi di Paestum e al mare.
Trentinara si illumina di mito con l’abbraccio tra Eros e Kaos
L'intervento non sarà una semplice scultura, ma un’esperienza immersiva che reinterpreta il concetto di amore come forza primordiale. Il richiamo alla teogonia greca pone Eros al centro del percorso: non solo sentimento, ma principio ordinatore capace di dare forma e senso al caos originario. La struttura, concepita per essere aperta e permeabile agli elementi naturali, accompagnerà i visitatori in una sorta di pellegrinaggio culturale e spirituale verso il belvedere, celebrando al contempo Gea, la terra madre, in un dialogo costante con la natura selvaggia e protetta del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.L’impatto più suggestivo è atteso con il calare del sole: grazie ai materiali innovativi scelti da Mangone, l'installazione sprigionerà una luce propria durante le ore notturne, creando un ponte luminoso tra l'arte contemporanea e il mito antico. Questa nuova "porta" sul paesaggio arricchisce l'offerta culturale del borgo, già noto per la sua Via dell'Amore, consolidando l'immagine di Trentinara come luogo in cui la riflessione filosofica e la bellezza architettonica si fondono in un’unica, vibrante visione artistica.

