Dignità oltre la detenzione: Human Trust International di Salerno in visita alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere

Un’importante occasione di confronto e collaborazione: una rappresentanza dell’associazione salernitana Human Trust International, accompagnata dal Presidente Nadeem Muhammad Waqas, ha fatto visita alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Alla visita hanno partecipato l’Avvocato Nicole Monaco, la Dottoressa Hina Arooj, Presidente della Sezione Femminile, le Dottoresse Ushba Khan e Anum, i Dottori Arbaz Zia e Luigi Petrazzuolo, oltre a Imran Khan, Raja Imran e Abbas Shahid. Durante la permanenza nella struttura, i componenti della delegazione hanno potuto osservare direttamente le diverse iniziative educative e professionali rivolte ai detenuti.
Tra i percorsi presenti figurano quello della pasticceria e quello della sartoria, quest’ultimo impegnato anche nella produzione di indumenti destinati alla Polizia Penitenziaria. Non mancano inoltre attività agricole, servizi di ristorazione e opportunità legate alla formazione universitaria. Un insieme di esperienze che trasforma l’istituto in un ambiente nel quale responsabilizzazione, apprendimento e possibilità di riscatto assumono un ruolo centrale.
Ha suscitato particolare attenzione anche l’area destinata agli incontri affettivi con i familiari, progettata per consentire alle coppie sposate di mantenere una dimensione di vicinanza e intimità durante il periodo di detenzione. Una concezione dell’esecuzione della pena fondata sull’equilibrio tra rispetto delle regole e attenzione alla persona, che riflette l’impostazione della Direttrice dell’istituto, la Dottoressa Donatella Filomena Rotundo.
La gestione di una struttura di questo tipo richiede infatti il mantenimento di ordine e sicurezza, ma anche la capacità di predisporre strumenti concreti per favorire il successivo ritorno dei detenuti nella comunità. Il Presidente Waqas ha rivolto parole di apprezzamento alla Direttrice, sottolineandone la capacità di affrontare una realtà complessa con grande attenzione alla dimensione umana. Secondo quanto evidenziato, mettere a disposizione di una persona detenuta un’attività lavorativa o un’opportunità di studio significa contribuire alla costruzione di condizioni più solide di legalità e sicurezza per l’intera società.
In segno di riconoscimento, Human Trust International ha consegnato alla Direttrice un Attestato di Merito. A sua volta, la delegazione ha ricevuto alcuni portachiavi realizzati artigianalmente dai detenuti e raffiguranti una cravatta, oggetti semplici ma carichi di significato e fiducia nel futuro.
La visita ha interessato anche la biblioteca dell’istituto. In questa occasione l’organizzazione ha manifestato l’intenzione di mettere a disposizione volumi sacri appartenenti a differenti tradizioni religiose e scritti in diverse lingue, tra cui Corani e Bibbie, seguendo le modalità previste e mantenendo il necessario raccordo con la Direzione.
L’iniziativa nasce dalla volontà di sostenere la libertà di coscienza e offrire un riferimento spirituale alle persone detenute, nel rispetto delle diverse sensibilità. Un principio che ricorda come la restrizione della libertà personale non debba tradursi nella limitazione della dignità, della coscienza e della libertà di pensiero.
La giornata si è conclusa con un ulteriore momento di condivisione: la Dottoressa Rotundo ha infatti deciso di entrare personalmente a far parte di Human Trust International. Il Presidente Waqas ha accolto con soddisfazione la sua adesione, precisando che l’appartenenza all’organizzazione sul piano personale non modifica né interferisce con i rispettivi incarichi istituzionali, che restano separati e autonomi. A unire i membri dell’associazione è invece l’impegno comune a favore del rispetto e della dignità della persona.
La delegazione ha quindi lasciato Santa Maria Capua Vetere per fare ritorno a Salerno, portando con sé l’immagine di una realtà nella quale la pena può essere contenuta tra le mura di un istituto, ma dove devono continuare a esistere opportunità concrete legate al lavoro, ai rapporti familiari, alla formazione e alla speranza di un nuovo percorso di vita.
Dignità oltre la detenzione: Human Trust International di Salerno in visita alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere
Un incontro caratterizzato da un forte significato sociale e umano ha collegato il territorio salernitano con la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dando vita a una giornata di particolare interesse sotto il profilo istituzionale e civile. La delegazione di Human Trust International, organizzazione nata e attiva nella provincia di Salerno, era guidata dal Presidente e Fondatore Dott. Nadeem Muhammad Waqas e ha avuto modo di conoscere da vicino la realtà dell’istituto penitenziario casertano, dove la detenzione viene accompagnata da numerose opportunità di formazione e preparazione al reinserimento nella società.Alla visita hanno partecipato l’Avvocato Nicole Monaco, la Dottoressa Hina Arooj, Presidente della Sezione Femminile, le Dottoresse Ushba Khan e Anum, i Dottori Arbaz Zia e Luigi Petrazzuolo, oltre a Imran Khan, Raja Imran e Abbas Shahid. Durante la permanenza nella struttura, i componenti della delegazione hanno potuto osservare direttamente le diverse iniziative educative e professionali rivolte ai detenuti.
Tra i percorsi presenti figurano quello della pasticceria e quello della sartoria, quest’ultimo impegnato anche nella produzione di indumenti destinati alla Polizia Penitenziaria. Non mancano inoltre attività agricole, servizi di ristorazione e opportunità legate alla formazione universitaria. Un insieme di esperienze che trasforma l’istituto in un ambiente nel quale responsabilizzazione, apprendimento e possibilità di riscatto assumono un ruolo centrale.
Ha suscitato particolare attenzione anche l’area destinata agli incontri affettivi con i familiari, progettata per consentire alle coppie sposate di mantenere una dimensione di vicinanza e intimità durante il periodo di detenzione. Una concezione dell’esecuzione della pena fondata sull’equilibrio tra rispetto delle regole e attenzione alla persona, che riflette l’impostazione della Direttrice dell’istituto, la Dottoressa Donatella Filomena Rotundo.
La gestione di una struttura di questo tipo richiede infatti il mantenimento di ordine e sicurezza, ma anche la capacità di predisporre strumenti concreti per favorire il successivo ritorno dei detenuti nella comunità. Il Presidente Waqas ha rivolto parole di apprezzamento alla Direttrice, sottolineandone la capacità di affrontare una realtà complessa con grande attenzione alla dimensione umana. Secondo quanto evidenziato, mettere a disposizione di una persona detenuta un’attività lavorativa o un’opportunità di studio significa contribuire alla costruzione di condizioni più solide di legalità e sicurezza per l’intera società.
In segno di riconoscimento, Human Trust International ha consegnato alla Direttrice un Attestato di Merito. A sua volta, la delegazione ha ricevuto alcuni portachiavi realizzati artigianalmente dai detenuti e raffiguranti una cravatta, oggetti semplici ma carichi di significato e fiducia nel futuro.
La visita ha interessato anche la biblioteca dell’istituto. In questa occasione l’organizzazione ha manifestato l’intenzione di mettere a disposizione volumi sacri appartenenti a differenti tradizioni religiose e scritti in diverse lingue, tra cui Corani e Bibbie, seguendo le modalità previste e mantenendo il necessario raccordo con la Direzione.
L’iniziativa nasce dalla volontà di sostenere la libertà di coscienza e offrire un riferimento spirituale alle persone detenute, nel rispetto delle diverse sensibilità. Un principio che ricorda come la restrizione della libertà personale non debba tradursi nella limitazione della dignità, della coscienza e della libertà di pensiero.
La giornata si è conclusa con un ulteriore momento di condivisione: la Dottoressa Rotundo ha infatti deciso di entrare personalmente a far parte di Human Trust International. Il Presidente Waqas ha accolto con soddisfazione la sua adesione, precisando che l’appartenenza all’organizzazione sul piano personale non modifica né interferisce con i rispettivi incarichi istituzionali, che restano separati e autonomi. A unire i membri dell’associazione è invece l’impegno comune a favore del rispetto e della dignità della persona.
La delegazione ha quindi lasciato Santa Maria Capua Vetere per fare ritorno a Salerno, portando con sé l’immagine di una realtà nella quale la pena può essere contenuta tra le mura di un istituto, ma dove devono continuare a esistere opportunità concrete legate al lavoro, ai rapporti familiari, alla formazione e alla speranza di un nuovo percorso di vita.




