Il 3 maggio, data già dedicata alla celebrazione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, sarà da quest'anno anche la Giornata Nazionale in Memoria dei Giornalisti Uccisi durante la loro professione. Questa decisione è stata sancita dalla legge approvata definitivamente dal Senato nell’aprile 2026, dopo il via libera della Camera dei Deputati avvenuto nel luglio 2025.
Negli ultimi vent'anni, circa 1.500 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo mentre svolgevano il loro lavoro. La nuova ricorrenza nazionale si inserisce in un contesto di riflessione sulla libertà di stampa e il valore insostituibile dell'informazione.
Il deputato Paolo Emilio Russo di Forza Italia ha spiegato il significato della scelta del 3 maggio, definendola "un segnale importante di attenzione verso una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia, nel bel mezzo di una rivoluzione del settore giornalistico ed editoriale".
Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa sull'importanza dell'iniziativa: "Da oggi in poi, il 3 maggio sarà l'occasione per l'Italia di rendere omaggio a tutti quei giornalisti che hanno sacrificato la loro vita per il diritto fondamentale all'informazione. Grazie al loro impegno, lo sguardo di tutti noi è giunto là dove sarebbe stato impossibile altrimenti, sia in Italia sia all'estero".
Meloni ha voluto ricordare alcune figure emblematiche della lotta per la libera informazione, come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava e molti altri, sottolineando il coraggio e la dedizione che hanno caratterizzato la loro attività. Ha concluso ribadendo che "è un dovere civico e morale onorare la memoria di chi ha posto la propria passione e professionalità al servizio della collettività".
Istituita la Giornata Nazionale in Memoria dei Giornalisti Uccisi: perché è stata scelta la data del 3 maggio
Il 3 maggio, data già dedicata alla celebrazione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, sarà da quest'anno anche il giorno in cui si ricorderanno i giornalisti che hanno perso la vita nell'esercizio della loro professione. Questa decisione è stata sancita dalla legge approvata definitivamente dal Senato nell’aprile 2026, dopo il via libera della Camera dei Deputati avvenuto nel luglio 2025.Negli ultimi vent'anni, circa 1.500 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo mentre svolgevano il loro lavoro. La nuova ricorrenza nazionale si inserisce in un contesto di riflessione sulla libertà di stampa e il valore insostituibile dell'informazione.
Il deputato Paolo Emilio Russo di Forza Italia ha spiegato il significato della scelta del 3 maggio, definendola "un segnale importante di attenzione verso una categoria che ha dato un contributo prezioso alla nostra democrazia, nel bel mezzo di una rivoluzione del settore giornalistico ed editoriale".
Anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa sull'importanza dell'iniziativa: "Da oggi in poi, il 3 maggio sarà l'occasione per l'Italia di rendere omaggio a tutti quei giornalisti che hanno sacrificato la loro vita per il diritto fondamentale all'informazione. Grazie al loro impegno, lo sguardo di tutti noi è giunto là dove sarebbe stato impossibile altrimenti, sia in Italia sia all'estero".
Meloni ha voluto ricordare alcune figure emblematiche della lotta per la libera informazione, come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava e molti altri, sottolineando il coraggio e la dedizione che hanno caratterizzato la loro attività. Ha concluso ribadendo che "è un dovere civico e morale onorare la memoria di chi ha posto la propria passione e professionalità al servizio della collettività".

