Cronaca

Gioco in Campania, i dati relativi al 2025 e le verifiche contro le attività abusive

Alessia Benincasa
Gioco in Campania, i dati relativi al 2025 e le verifiche contro le attività abusive
Nel corso del 2025 il volume complessivo delle giocate in Campania ha toccato quota 21 miliardi e 562 milioni di euro, posizionando la regione al secondo posto in Italia, alle spalle della Lombardia.

Gioco in Campania, i dati relativi al 2025 e le verifiche contro le attività abusive

Nel corso del 2025, il volume complessivo delle giocate in Campania ha toccato quota 21 miliardi e 562 milioni di euro, posizionando la regione al secondo posto in Italia, alle spalle della Lombardia. Le cifre derivano dall’analisi condotta da Libera sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ripresa dall’ANSA il 17 aprile. A livello nazionale, il totale ha raggiunto 165 miliardi e 344 milioni di euro, registrando una crescita del 5%. Le puntate effettuate attraverso Internet hanno invece oltrepassato i 100 miliardi e 880 milioni, con un incremento del 9% rispetto al 2024.

Accanto a questa espansione del settore regolamentato emerge con chiarezza la necessità di contrastare le attività clandestine. A gennaio, in un locale dedicato al gioco situato a Cesa, i carabinieri e gli addetti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno individuato undici apparecchi non collegati alla rete telematica statale, definiti slot “fantasma”. Per le irregolarità riscontrate è stata applicata una sanzione di 121mila euro.

Raccolta complessiva e denaro effettivamente speso

Per interpretare correttamente i dati occorre distinguere il volume delle giocate dalla somma realmente persa dai giocatori. La raccolta comprende infatti tutte le puntate effettuate, incluse le vincite che vengono successivamente reinvestite. Se una persona vince dieci euro e li utilizza nuovamente per giocare, quella cifra viene conteggiata due volte.

Nei giochi caratterizzati da turni molto veloci, come le slot disponibili online, la stessa somma può essere utilizzata ripetutamente nell’arco di pochi minuti. Per questo motivo, la spesa effettiva, ossia la quota che rimane agli operatori e alle casse pubbliche, risulta decisamente inferiore rispetto al valore complessivo delle puntate.

La rilevanza del fenomeno in Campania rimane comunque significativa. Stando alla relazione ministeriale relativa al 2025, la regione raccoglie il 16,6% dei conti attivi sulle piattaforme digitali italiane, superando tutte le altre realtà territoriali. Al secondo posto figura la Lombardia, con una percentuale del 13%. Questi numeri evidenziano quanto il gioco attraverso Internet sia ormai radicato nelle abitudini di una parte della popolazione campana.

Il comparto digitale e il nuovo sistema delle concessioni

Dal 13 novembre 2025, il settore italiano delle scommesse e dei giochi online è regolato da un nuovo sistema autorizzativo, che comprende 52 concessioni assegnate a 46 aziende, ciascuna al costo di sette milioni di euro.

Ogni società autorizzata può gestire un solo portale, una modifica che ha posto fine al precedente modello caratterizzato da numerosi siti riconducibili alla stessa licenza. In passato si contavano circa 350 marchi distinti. La riorganizzazione ha quindi ridotto il numero degli operatori presenti sul mercato, concentrando l’offerta in realtà di dimensioni maggiori e rendendo più agevole l’attività di controllo da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per gli utenti, il cambiamento permette di individuare più facilmente i soggetti autorizzati: ciascun marchio regolare è associato a una specifica concessione, verificabile attraverso i canali ufficiali.

Anche gli apparecchi virtuali messi a disposizione dagli operatori autorizzati devono rispettare requisiti di certificazione e risultare collegati ai sistemi informatici dell’Agenzia, attraverso i quali vengono tracciate le singole giocate. Per confrontare le caratteristiche delle piattaforme legali esistono guide dedicate ai migliori siti di slot online ADM, che raccolgono informazioni sulle concessioni, sui giochi disponibili e sulle funzioni di tutela dei consumatori. Questi strumenti informativi non sostituiscono, tuttavia, il controllo diretto dell’autorizzazione sul portale istituzionale.

Cesa, scoperti apparecchi clandestini non collegati ai sistemi statali

Un quadro completamente diverso è emerso nel comune di Cesa, nell’Agro aversano. A gennaio, durante un controllo in una sala giochi, i carabinieri della locale stazione, affiancati dal personale dell’ADM di Caserta, hanno trovato undici dispositivi privi delle necessarie autorizzazioni e scollegati dalla rete telematica pubblica. Le violazioni hanno comportato sanzioni amministrative per complessivi 121mila euro. Il gestore dell’attività è stato inoltre denunciato, senza essere sottoposto a misure restrittive.

Gli apparecchi irregolari costituiscono un problema rilevante proprio perché sottratti ai normali sistemi di sorveglianza. In queste condizioni non è possibile garantire verifiche affidabili sull’età dei partecipanti, sulla correttezza delle partite o sulla movimentazione del denaro. Chi utilizza tali macchine rimane privo delle garanzie previste per il gioco autorizzato, mentre le autorità non dispongono degli stessi strumenti di monitoraggio.

L’evoluzione del mercato negli ultimi anni permette di comprendere meglio il fenomeno. Secondo la documentazione del Ministero, il volume delle giocate sulle slot fisiche è passato dai 25,4 miliardi di euro del 2017 ai 14,9 miliardi registrati nel 2025. Parallelamente, il settore digitale ha continuato a espandersi.

Il consumo si è progressivamente spostato dai locali pubblici agli smartphone e agli altri dispositivi connessi alla rete. Gli episodi di illegalità, come quello scoperto a Cesa, dimostrano però che le verifiche devono interessare tanto il comparto tradizionale quanto quello telematico: la diminuzione delle macchine fisiche non ha eliminato il rischio di attività abusive.

Come verificare la regolarità di un sito di gioco

Per controllare l’affidabilità di una piattaforma, il primo passo consiste nell’individuare il marchio ADM e il codice identificativo della concessione, generalmente riportati nella parte inferiore della pagina. Questi dati devono essere confrontati con l’elenco ufficiale degli operatori pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Se un portale non figura tra quelli riconosciuti, non è autorizzato a operare legalmente in Italia, indipendentemente dalle promesse pubblicitarie. Le piattaforme regolari richiedono inoltre la verifica dei dati personali e dell’età durante l’apertura del conto, impedendo l’accesso ai minorenni. Gli utenti possono anche impostare soglie di spesa e limiti temporali per le sessioni di gioco. È disponibile, inoltre, l’autoesclusione, una misura che permette di sospendere volontariamente l'accesso al gioco per il periodo previsto.

Per chi vive nella provincia di Napoli e avverte difficoltà nel controllare il proprio comportamento legato all’azzardo, è possibile chiedere assistenza ai Servizi per le dipendenze dell’ASL di riferimento oppure contattare il Telefono Verde dell’Istituto Superiore di Sanità, al numero 800 558822, servizio gratuito e anonimo.

È importante ricordare che la partecipazione ai giochi con vincite in denaro è vietata ai minori di 18 anni e che il gioco d’azzardo può provocare dipendenza patologica. I dati regionali confermano dunque l’ampia diffusione del fenomeno in Campania, mentre il caso di Cesa evidenzia la distinzione fondamentale tra attività regolari e clandestine: gli operatori autorizzati registrano e rendono verificabili le giocate attraverso i sistemi previsti, mentre gli apparecchi illegali, scollegati dalla rete pubblica, sfuggono a queste garanzie.
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