
Dolore e commozione ai funerali del piccolo Domenico Caliendo a Nola
Si sono svolti oggi, nel Duomo di Nola, i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni scomparso lo scorso 21 febbraio presso l'ospedale Monaldi di Napoli, in seguito a complicazioni legate a un trapianto di cuore. Alla cerimonia ha preso parte anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che, al suo arrivo, ha abbracciato con commozione i genitori del piccolo. Nonostante fosse stata annunciata nei giorni precedenti una diretta televisiva su Canale 21, le telecamere non hanno avuto accesso alla cattedrale. Tuttavia, grazie agli altoparlanti posizionati all'esterno e alle dirette streaming trasmesse da alcune piattaforme social e media locali, centinaia di persone radunate fuori alla chiesa hanno potuto seguire la funzione. L'uscita del feretro è stata accompagnata dalle note di Guerriero di Marco Mengoni e dal grido di alcuni presenti: "Pagheranno per quello che hanno fatto. Giustizia per Domenico!".Il testo integrale dell'omelia
"Fratelli e sorelle tutti nel Signore, nostri carissimi papà Antonio e mamma Patrizia, in questa chiesa cattedrale, casa comune di tutta la diocesi, oggi ci stringiamo a voi in un abbraccio profondo e sentiamo anche realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, infatti, in queste lunghe e atroci settimane è diventato un po’ figlio di tutti noi; e se è vero che i figli sono “pezzi di cuore”, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e di papà, si è spezzato nel dolore di questa assurda tragedia. Come ci suggerisce il vangelo proclamato, siamo noi tutti, quale comunità cristiana e civile insieme con voi genitori, quella madre, la vedova di Nain, che accompagna alla sepoltura il suo unico figlio e che viene incontrata da Gesù", sono le parole espresse dal vescovo durante l'omelia.
"L’evangelista Luca nel brano che abbiamo appena ascoltato (Lc 7,11-17), descrive una grande folla, come noi in questo momento, divisa in due cortei: il primo è una “via crucis”, in essa vediamo la nostra strada della croce che ci affianca come cirenei sul vostro calvario. A cadenzare il passo è, purtroppo, la morte di un giovane figlio. Un futuro che sembra chiudersi per sempre, una speranza ormai spezzata. Una sofferenza che si assomma: questa donna non ha più passato e non ha più futuro. Anche noi ci avvertiamo immediatamente catapultati in questo corteo funebre. Non sappiamo neanche più chi siamo: la lingua italiana, infatti, non ci dà neanche un nome, perché un figlio senza genitori è orfano, ma la perdita del frutto del proprio grembo è così atroce che le parole stesse si tacciono come nei tabù.
Scorrono davanti ai nostri occhi, inondati di lacrime, le immagini di questi mesi: prima l’affannosa speranza del trapianto, il desiderio di un’esistenza nuova, la prospettiva di donare una vita bella a Domenico; poi tutto si è infranto, come una mareggiata, contro gli scogli del fallimento e la durezza fragile di quel cuoricino che, non riuscendo mai a battere, ci ha agghiacciati nel dolore."
Don Mimmo in ginocchio
Don Mimmo Battaglia si è inginocchiato davanti al feretro bianco di Domenico. Un gesto simbolico e ricco di dolore e empatia. L'arcivescovo ha poi abbracciato la mamma. All'interno del Duomo, avvolta da un'atmosfera di profondo raccoglimento, la bara bianca di Domenico è stata posizionata al centro della navata. Tra i momenti di maggiore emozione, l'abbraccio tra Anna Iervolino, direttrice generale dell'ospedale Monaldi, e Patrizia Mercolino, madre del bambino. La direttrice ha espresso la sua vicinanza alla famiglia, assicurando che nessuno dimenticherà Domenico. Dal canto suo, Patrizia ha sottolineato l'importanza di concentrare le responsabilità solo su coloro che hanno sbagliato, evitando di coinvolgere indiscriminatamente tutto il personale medico. L'ospedale Monaldi aveva già disposto un'indagine interna sulle dinamiche che hanno portato alla tragedia; tale indagine ha portato alla sospensione cautelativa del reparto di trapianti pediatrici e di due medici coinvolti nell'intervento.
All’esterno della cattedrale un grande numero di persone si è radunato per partecipare all’ultimo saluto. Tra questi anche Pasquale Mazzocchi, calciatore del Napoli, profondamente colpito dall’accaduto. Arrivato in chiesa visibilmente provato, Mazzocchi è entrato senza fermarsi al sagrato.
Il biglietto sulla bara di Domenico
Sulla bara del piccolo Domenico molti gesti di affetto: accanto a una corona di fiori offerta dalla premier Meloni è stata poggiata una lettera scritta da un bambino. In poche righe, ha voluto salutare Domenico con parole di dolcezza: "Ti voglio bene, troverai tanti angeli che giocheranno con te." Fuori dalla chiesa sono stati affissi ulteriori messaggi da parte di altri bambini, desiderosi di esprimere il loro affetto in questo momento di grande dolore.

