La Feneal Uil Salerno ha consegnato un memoriale per le vittime del lavoro a Papa Leone XIV: «Il lavoro è vita, e mai può diventare morte. Ogni vittima del lavoro è una ferita che lacera la fraternità umana». Lo riporta InfoCilento.
Pochi mesi fa la Feneal Uil di Salerno ha consegnato al Papa un un “Memoriale e Invocazione per i Lavoratori”. In quella lettera si affermava: «Il lavoro è vita, e mai può diventare morte. Ogni vittima del lavoro è una ferita che lacera la fraternità umana». La risposta del Santo Padre è arrivata attraverso la Segreteria di Stato: il ricordo delle vittime del lavoro sarà portato all'Altare e l'impegno è stato definito un valore imprescindibile.
Papa Leone ha richiamato un principio: al centro del lavoro deve esserci la persona non il profitto. La Benedizione Apostolica ai lavoratori, alle famiglie e a chi si batte per la sicurezza non deve restare un gesto simbolico. Davanti alla morte di Carmine Albero, diventa evidente che la sicurezza è il confine tra la vita e la morte. La memoria di Carmine deve diventare responsabilità. Non basta il dolore, bisogna agire. Deve esserci prevenzione reale, formazione continua, controlli costanti, cultura della sicurezza.
Patrizia Spinelli ha scelto di fare da tramite per chi non può parlare. Oggi quel dolore diventa urgente. La morte di Carmine non deve essere archiviata ad una tragica fatalità ma deve diventare un punto di svolta.
Salerno, memoriale per le vittime del lavoro consegnato a Papa Leone XIV
Un giovane che perde la vita mentre lavora non può diventare normalità. Non si può parlare di fatalità. La morte di Carmine Albero, rimasto vittima di un fatale episodio mentre lavorava in un cantiere situato in via Fiano a Nocera Inferiore, è una ferita che non si rimargina nella coscienza collettiva, un dolore che attraversa le famiglie, comunità e istituzioni. Ogni volta che il lavoro si trasforma in morte, viene tradita la sicurezza.Pochi mesi fa la Feneal Uil di Salerno ha consegnato al Papa un un “Memoriale e Invocazione per i Lavoratori”. In quella lettera si affermava: «Il lavoro è vita, e mai può diventare morte. Ogni vittima del lavoro è una ferita che lacera la fraternità umana». La risposta del Santo Padre è arrivata attraverso la Segreteria di Stato: il ricordo delle vittime del lavoro sarà portato all'Altare e l'impegno è stato definito un valore imprescindibile.
Papa Leone ha richiamato un principio: al centro del lavoro deve esserci la persona non il profitto. La Benedizione Apostolica ai lavoratori, alle famiglie e a chi si batte per la sicurezza non deve restare un gesto simbolico. Davanti alla morte di Carmine Albero, diventa evidente che la sicurezza è il confine tra la vita e la morte. La memoria di Carmine deve diventare responsabilità. Non basta il dolore, bisogna agire. Deve esserci prevenzione reale, formazione continua, controlli costanti, cultura della sicurezza.
Patrizia Spinelli ha scelto di fare da tramite per chi non può parlare. Oggi quel dolore diventa urgente. La morte di Carmine non deve essere archiviata ad una tragica fatalità ma deve diventare un punto di svolta.

