Dopo la notizia dei tre morti sul lavoro registrati nell'Agro Nocerino Salerno, arriva l'allarme di Feneal Uil Salerno: "Prevenzione e giustizia devono procedere insieme".
Allo stesso tempo, la carenza di personale amministrativo segnalata dal procuratore non può essere considerata soltanto una questione interna agli uffici, perché incide sulla capacità dello Stato di assicurare indagini rapide, accertare le responsabilità e offrire giustizia ai lavoratori e alle loro famiglie.
Come UIL chiediamo da tempo l’istituzione di una Procura nazionale specializzata negli infortuni e nelle morti sul lavoro. Una struttura dotata di competenze specifiche, capace di coordinare le indagini, garantire uniformità di intervento su tutto il territorio nazionale ed evitare che procedimenti complessi vengano rallentati fino al rischio della prescrizione.
A questa proposta si affianca la richiesta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro nei casi in cui la sicurezza venga consapevolmente sacrificata, siano manomessi i dispositivi di protezione o si scelga deliberatamente di risparmiare sulla tutela delle persone. Quando le norme vengono violate volontariamente e la vita dei lavoratori viene esposta a rischi prevedibili, non si può continuare a parlare di fatalità.
La risposta giudiziaria, tuttavia, interviene quando l’infortunio si è già verificato. Per questo deve essere accompagnata da un sistema di prevenzione più forte, fondato sull’aumento degli ispettori e dei tecnici, sul coordinamento tra Ispettorato del lavoro, ASL, INAIL e forze dell’ordine, sulla formazione realmente svolta prima dell’ingresso nei cantieri e su controlli costanti, anche attraverso strumenti digitali in grado di verificare presenze, orari e regolarità dei lavoratori.
È necessario intervenire anche sulla catena degli appalti e dei subappalti, perché i ribassi eccessivi finiscono troppo spesso per comprimere il costo del lavoro, i diritti e la sicurezza. Le imprese devono essere selezionate sulla base della loro reale qualificazione e chi viola gravemente le norme non può continuare a ricevere risorse pubbliche o a partecipare alle gare.
Le nostre proposte seguono, dunque, un unico principio: prevenire gli infortuni, assicurare controlli efficaci e garantire una giustizia rapida e specializzata quando le regole vengono violate. Non basta intervenire dopo una tragedia, così come non basta moltiplicare le norme se mancano il personale e gli strumenti necessari per farle rispettare.
Le parole del procuratore Cannavale possono rappresentare il punto di partenza per promuovere nell’Agro nocerino-sarnese un coordinamento permanente tra Procura, Prefettura, enti ispettivi, ASL, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali ed enti bilaterali.
Di fronte a tre morti e quattordici infortuni non possiamo limitarci al cordoglio né attendere il prossimo drammatico bilancio. La rapidità delle indagini è fondamentale, ma deve procedere insieme alla tempestività della prevenzione. Ogni controllo effettuato in tempo può evitare un’inchiesta successiva. Ogni vita salvata è l’unico risultato che possiamo davvero definire efficace."
Tre morti sul lavoro nell'Agro, l'allarme di Feneal UIL Salerno: "Prevenzione e giustizia devono procedere insieme"
"Le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Luigi Alberto Cannavale, meritano grande attenzione. Tre morti e quattordici infortuni sul lavoro sono, come egli stesso ha sottolineato, numeri inaccettabili per l’Agro nocerino-sarnese e impongono una risposta concreta da parte di tutte le istituzioni. L’impegno annunciato dalla Procura per favorire il rispetto delle norme da parte delle aziende è importante.Allo stesso tempo, la carenza di personale amministrativo segnalata dal procuratore non può essere considerata soltanto una questione interna agli uffici, perché incide sulla capacità dello Stato di assicurare indagini rapide, accertare le responsabilità e offrire giustizia ai lavoratori e alle loro famiglie.
Come UIL chiediamo da tempo l’istituzione di una Procura nazionale specializzata negli infortuni e nelle morti sul lavoro. Una struttura dotata di competenze specifiche, capace di coordinare le indagini, garantire uniformità di intervento su tutto il territorio nazionale ed evitare che procedimenti complessi vengano rallentati fino al rischio della prescrizione.
A questa proposta si affianca la richiesta di introdurre il reato di omicidio sul lavoro nei casi in cui la sicurezza venga consapevolmente sacrificata, siano manomessi i dispositivi di protezione o si scelga deliberatamente di risparmiare sulla tutela delle persone. Quando le norme vengono violate volontariamente e la vita dei lavoratori viene esposta a rischi prevedibili, non si può continuare a parlare di fatalità.
La risposta giudiziaria, tuttavia, interviene quando l’infortunio si è già verificato. Per questo deve essere accompagnata da un sistema di prevenzione più forte, fondato sull’aumento degli ispettori e dei tecnici, sul coordinamento tra Ispettorato del lavoro, ASL, INAIL e forze dell’ordine, sulla formazione realmente svolta prima dell’ingresso nei cantieri e su controlli costanti, anche attraverso strumenti digitali in grado di verificare presenze, orari e regolarità dei lavoratori.
È necessario intervenire anche sulla catena degli appalti e dei subappalti, perché i ribassi eccessivi finiscono troppo spesso per comprimere il costo del lavoro, i diritti e la sicurezza. Le imprese devono essere selezionate sulla base della loro reale qualificazione e chi viola gravemente le norme non può continuare a ricevere risorse pubbliche o a partecipare alle gare.
Le nostre proposte seguono, dunque, un unico principio: prevenire gli infortuni, assicurare controlli efficaci e garantire una giustizia rapida e specializzata quando le regole vengono violate. Non basta intervenire dopo una tragedia, così come non basta moltiplicare le norme se mancano il personale e gli strumenti necessari per farle rispettare.
Le parole del procuratore Cannavale possono rappresentare il punto di partenza per promuovere nell’Agro nocerino-sarnese un coordinamento permanente tra Procura, Prefettura, enti ispettivi, ASL, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali ed enti bilaterali.
Di fronte a tre morti e quattordici infortuni non possiamo limitarci al cordoglio né attendere il prossimo drammatico bilancio. La rapidità delle indagini è fondamentale, ma deve procedere insieme alla tempestività della prevenzione. Ogni controllo effettuato in tempo può evitare un’inchiesta successiva. Ogni vita salvata è l’unico risultato che possiamo davvero definire efficace."

