Carmine e Katia non ce l’hanno fatta. La coppia rimasta gravemente ferita nell’esplosione di Cassino del 24 agosto è morta dopo giorni di ricovero al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma. Ora, oltre al dolore che unisce San Valentino Torio e Nocera Superiore, resta una domanda alla quale dovrà rispondere l’inchiesta: cosa ha provocato quella deflagrazione? La Procura di Cassino procede adesso per duplice omicidio colposo.
Esplosione a Cassino, morti Carmine Sirica e Katia Adinolfi: indagine per duplice omicidio colposo
Carmine Sirica, 54 anni, infermiere originario di San Valentino Torio, era morto il 29 agosto dopo cinque giorni. Le sue condizioni erano apparse gravissime fin dai primi momenti successivi all’esplosione con ustioni estese a circa il 90% del corpo ed era stato trasferito d’urgenza al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
A distanza di giorni è arrivato anche il secondo tragico epilogo. Caterina Adinolfi, detta Katia, 40 anni, operatrice socio-sanitaria originaria di Nocera Superiore, era rimasta ricoverata nello stesso ospedale con ustioni sul 70% del corpo.
La donna aveva inoltre subito un delicato intervento di chirurgia vascolare per uno pseudoaneurisma dell’istmo dell’aorta provocato dal trauma dell’esplosione. I sanitari avevano tentato ogni strada, sottoponendola anche a un intervento chirurgico all’addome, ma per la donna non c'è stato nulla da fare.
L’esplosione del 24 agosto a Cassino
La tragedia si è verificata la mattina del 24 agosto, intorno alle 8.40, quando un violento boato aveva investito la palazzina di Cassino nella quale si trovavano Carmine e Katia. Fin dalle prime ore era stata avanzata l’ipotesi di una fuga di gas, ma la causa esatta della deflagrazione non è stata ancora accertata. L’esplosione aveva provocato il crollo di parte dell’edificio e lasciato i due gravemente feriti tra detriti e fiamme.
Nei minuti immediatamente successivi al boato, Condé Mamady, 20 anni, originario della Guinea, e Diao Aliou, 29 anni, senegalese, si erano precipitati verso l’edificio per prestare soccorso. I due si trovavano nelle vicinanze insieme al loro datore di lavoro, Alfonso Sica, imprenditore di Nocera Inferiore. Tra macerie e fiamme erano riusciti a raggiungere Carmine e Katia e a tirarli fuori dall’edificio. Le condizioni della coppia, però, erano apparse da subito disperate.
Il dolore tra Nocera Superiore, San Valentino Torio e Sarno
La morte dei due ha colpito profondamente l’Agro nocerino-sarnese. Carmine e Katia avevano lavorato in diversi presidi ospedalieri del territorio. I familiari del 54enne vivono nella zona periferica di Lavorate, a Sarno, mentre Katia era originaria di Nocera Superiore.
Dopo la notizia della morte della 40enne, il sindaco di Nocera Superiore Gennaro D’Acunzi ha espresso il cordoglio dell’intera comunità. «Una tragedia che ci lascia profondamente addolorati e senza parole. Ci stringiamo con un abbraccio ideale e commosso attorno ai familiari, ai cari e a tutti coloro che piangono questa giovane vita spezzata», ha dichiarato, stringendosi idealmente alla famiglia e a quanti conoscevano Caterina.
La Procura ora indaga per duplice omicidio colposo
Con la morte di entrambi, cambia anche il quadro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Cassino. Il fascicolo, al momento contro ignoti, procede ora per l’ipotesi di duplice omicidio colposo.
Gli accertamenti dovranno stabilire con precisione cosa abbia provocato l’esplosione e se dietro la tragedia possano esserci state condotte o omissioni rilevanti. Tra gli aspetti al vaglio degli investigatori figurano soprattutto le condizioni dell’impianto del gas, gli allacci e i servizi dell’immobile.
L’ipotesi della fuga di gas resta quindi uno degli scenari presi in considerazione, ma sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti tecnici per arrivare a una ricostruzione definitiva. L’inchiesta dovrà ora stabilire non soltanto da dove sia partita la deflagrazione, ma anche se vi siano responsabilità nella gestione dell’immobile o degli impianti.

