Il Tribunale ha rigettato la richiesta di Ivano Perrone di ottenere il riconoscimento dello status di vittima innocente di camorra ad Ercolano. Ci sarebbero dubbi sul collegamento con ambienti criminali.
Dopo 17 anni, il 26 febbraio scorso, il Tribunale di Napoli ha negato la richiesta di accesso ai benefici previsti dalla legge n. 302 del 1990, che consente il riconoscimento di tale status. Secondo i giudici, Perrone non può essere considerato completamente estraneo agli ambienti della criminalità organizzata, poiché in passato è stato fermato dalla polizia in compagnia di persone legate ai clan camorristici.
L'avvocato di Perrone, Vincenzo Piccolo, ha fortemente contestato la decisione. "La sentenza si basa su errori fattuali e giuridici gravi" – ha dichiarato il legale – "Ignorando una puntuale contestazione delle ricostruzioni amministrative e privilegiando informative prefettizie prive di riscontri concreti rispetto a prove testimoniali formate in sede processuale. È una distorsione dei principi fondamentali del giusto processo e riflette una logica inammissibile di 'colpa d’ambiente'. In appello, chiediamo che venga ripristinato il principio della corretta valutazione delle prove e del rispetto del contraddittorio. Confidiamo che la Corte ristabilisca giustizia e riconosca la totale estraneità del sig. Perrone ai contesti criminali, garantendogli i benefici previsti per le vittime della criminalità organizzata".
Anche Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano e avvocato, è intervenuto sottolineando l'importanza di far chiarezza sulla vicenda. "Si tratta di un caso complesso che va analizzato con grande attenzione per verificare se Perrone fosse davvero vicino agli ambienti della camorra oppure del tutto estraneo, come sostiene la difesa. È una distinzione chiave non solo dal punto di vista giuridico, ma anche umano e morale. Conosco il contesto di Ercolano e so quanto profondamente questa città sia stata segnata dalla piaga della camorra. Molte persone perbene si sono trovate a vivere vicino a soggetti legati ai clan, magari senza rendersene conto o senza possibilità di evitarlo. Come uomo delle istituzioni e professionista del diritto, ho piena fiducia nella magistratura e spero che l'appello possa fare piena luce su questa difficile vicenda".
Ercolano, Ivano Perrone non ottiene lo status di vittima innocente di camorra
Il tribunale ha rigettato la richiesta di Ivano Perrone di ottenere il riconoscimento dello status di vittima innocente di camorra. L’episodio risale al 29 gennaio 2009, quando due sicari aprirono il fuoco all’esterno di un bar in Corso Resina, a Ercolano. Ivano Perrone si trovava seduto a un tavolo accanto al bersaglio dell’agguato, Antonio Iuliano. Un proiettile lo colpì alla testa, lasciandolo gravemente ferito e provocandogli un’emiparesi permanente.Dopo 17 anni, il 26 febbraio scorso, il Tribunale di Napoli ha negato la richiesta di accesso ai benefici previsti dalla legge n. 302 del 1990, che consente il riconoscimento di tale status. Secondo i giudici, Perrone non può essere considerato completamente estraneo agli ambienti della criminalità organizzata, poiché in passato è stato fermato dalla polizia in compagnia di persone legate ai clan camorristici.
L'avvocato di Perrone, Vincenzo Piccolo, ha fortemente contestato la decisione. "La sentenza si basa su errori fattuali e giuridici gravi" – ha dichiarato il legale – "Ignorando una puntuale contestazione delle ricostruzioni amministrative e privilegiando informative prefettizie prive di riscontri concreti rispetto a prove testimoniali formate in sede processuale. È una distorsione dei principi fondamentali del giusto processo e riflette una logica inammissibile di 'colpa d’ambiente'. In appello, chiediamo che venga ripristinato il principio della corretta valutazione delle prove e del rispetto del contraddittorio. Confidiamo che la Corte ristabilisca giustizia e riconosca la totale estraneità del sig. Perrone ai contesti criminali, garantendogli i benefici previsti per le vittime della criminalità organizzata".
Anche Ciro Buonajuto, ex sindaco di Ercolano e avvocato, è intervenuto sottolineando l'importanza di far chiarezza sulla vicenda. "Si tratta di un caso complesso che va analizzato con grande attenzione per verificare se Perrone fosse davvero vicino agli ambienti della camorra oppure del tutto estraneo, come sostiene la difesa. È una distinzione chiave non solo dal punto di vista giuridico, ma anche umano e morale. Conosco il contesto di Ercolano e so quanto profondamente questa città sia stata segnata dalla piaga della camorra. Molte persone perbene si sono trovate a vivere vicino a soggetti legati ai clan, magari senza rendersene conto o senza possibilità di evitarlo. Come uomo delle istituzioni e professionista del diritto, ho piena fiducia nella magistratura e spero che l'appello possa fare piena luce su questa difficile vicenda".

