Trasformare vecchi siti di smaltimento in spazi sostenibili e produttivi: è questa la sfida lanciata da EcoAmbiente Salerno S.p.A. e dall’Ente d’Ambito durante Open Outdoor Experiences 2026, evento dedicato al turismo e alle attività all’aria aperta, ospitato al NEXT di Capaccio Paestum. Il progetto, presentato nel panel “Oltre le discariche”, punta a cambiare radicalmente l’approccio alla gestione dei rifiuti, trasformando aree compromesse in veri e propri “parchi rigenerati”.
Gestione post-operativa: sicurezza e controllo costante
Come spiegato dal presidente Nicola Ciancio, le cinque discariche presenti nell’ATO di Salerno non sono più attive, ma restano sotto stretto monitoraggio.
Le attività principali riguardano:
- controllo di aria, acqua e suolo
- gestione del percolato
- manutenzione degli impianti
- interventi di recupero ambientale
Le aree coinvolte coprono circa 313.000 metri quadrati, equivalenti a oltre 40 campi da calcio.
Riduzione dei costi e strategie efficienti
Negli ultimi anni si è registrata una significativa riduzione delle spese di gestione:
- 2023: circa 2,7 milioni di euro
- 2025: circa 2,1 milioni di euro
Un risultato ottenuto grazie a un piano di ottimizzazione avviato nel decennio 2015-2025 e sostenuto anche dalle politiche regionali.
Nuovi investimenti e fine dell’era delle discariche
L’Ente d’Ambito ha candidato progetti per oltre 15,5 milioni di euro, destinati alla messa in sicurezza definitiva dei siti di Campagna e Serre.
Parallelamente, la Commissione europea ha ridotto le sanzioni legate alla gestione dei rifiuti in Campania, segno di un miglioramento riconosciuto anche a livello internazionale.
Un passaggio chiave è stato il lavoro istituzionale portato avanti a Bruxelles da Fulvio Bonavitacola, oggi assessore regionale.
Il futuro: energia, ricerca e occupazione
Il prossimo obiettivo è ambizioso: eliminare il concetto stesso di “discarica” e sostituirlo con quello di area rigenerata.
Tra le proposte:
- installazione di impianti fotovoltaici
- collaborazioni con università e centri di ricerca
- progetti formativi con scuole come il Profagri
- nuove opportunità occupazionali green
Secondo il direttore Ferraro, è necessario un cambio culturale per valorizzare territori segnati dal passato.
Il caso Parapoti e il coinvolgimento dei giovani
Particolare attenzione è stata dedicata al sito di Parapoti, simbolo dell’emergenza rifiuti del passato ma oggi al centro di nuove prospettive.
Durante l’evento erano presenti anche:
- Antonio Mutalipassi
- Marianna Ciliberti
È stata annunciata anche la creazione di una fondazione per la gestione delle ex discariche, con iniziative rivolte soprattutto ai giovani.

