La presenza femminile nelle amministrazioni comunali italiane continua a crescere e nel 2026 raggiunge quota 44.402, pari al 35% del totale degli eletti. Il dato emerge dal dossier “Donne in Comune” dell’ANCI, elaborato in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e del primo voto universale maschile e femminile.
Secondo l’analisi territoriale, la rappresentanza femminile risulta più consistente nelle regioni del Nord-Est (37,9%) e del Centro (36,4%), mentre nel Sud e nelle Isole si attesta al 32,9%, leggermente sotto la media nazionale. Le differenze emergono anche in relazione alle diverse cariche: il 43,7% delle sindache e il 39,2% delle vicesindache operano nei Comuni del Nord-Ovest, mentre la presidenza dei Consigli comunali è più frequente nel Sud e nelle Isole, dove raggiunge il 52,8%.
Le amministratrici comunali risultano mediamente più giovani e più istruite dei colleghi uomini. L’età media delle donne è di 49 anni, tre anni inferiore a quella dei maschi, e il 49% possiede una laurea o un titolo post-laurea, rispetto al 34% degli uomini. Anche la distribuzione delle deleghe mostra un progressivo superamento dei tradizionali ruoli legati al welfare: nel 2026 il 23,7% delle deleghe assegnate alle assessore riguarda ancora “casa, famiglia, scuola, politiche sociali e pari opportunità”, ma cresce la presenza femminile in ambiti strategici come ambiente e territorio (+8,6 punti percentuali), lavori pubblici (+8,4), risorse strategiche e patrimonio (+6,2) e mobilità e trasporti (+3,7).
Nei Comuni italiani operano oltre 321 mila persone, di cui il 58% sono donne, con una femminilizzazione crescente dell’impiego: in 253 Comuni tutti i dipendenti sono donne. La leadership femminile si consolida anche tra dirigenti e segretari comunali: il 56% dei segretari è donna e le dirigenti rappresentano circa quattro su dieci incarichi.
Tra i casi più giovani si segnalano Maria Vittoria Rusca, sindaca di Fontevivo (Parma), che ha assunto l’incarico a 25 anni, e Valentina Gottardi, consigliera eletta nel 2025 a Segonzano (Trento) all’età di 18 anni. Nei piccoli centri si registrano esperienze emblematiche come a Monteleone Rocca Doria, in provincia di Sassari, dove la giunta è interamente composta da donne: la sindaca Giovannina Fresi è affiancata da una vice e due assessore.
Donne nei Comuni, la rappresentanza cresce
Le donne sindaco rappresentano ormai il 15,4% del totale: negli ultimi 40 anni il numero di sindache è cresciuto più di otto volte, passando dalle 145 del 1986 alle 1.187 attuali. Un dato che testimonia un progressivo avvicinamento alla parità di genere, sebbene il 43,9% dei Comuni abbia avuto nel recente passato una donna al vertice dell’amministrazione. Percentuali ancora più alte si registrano nelle altre cariche: il 32,3% dei vicesindaci, il 35,3% dei consiglieri e il 44,5% degli assessori sono donne. La presenza femminile tra i presidenti del Consiglio comunale è invece del 29,6%.Secondo l’analisi territoriale, la rappresentanza femminile risulta più consistente nelle regioni del Nord-Est (37,9%) e del Centro (36,4%), mentre nel Sud e nelle Isole si attesta al 32,9%, leggermente sotto la media nazionale. Le differenze emergono anche in relazione alle diverse cariche: il 43,7% delle sindache e il 39,2% delle vicesindache operano nei Comuni del Nord-Ovest, mentre la presidenza dei Consigli comunali è più frequente nel Sud e nelle Isole, dove raggiunge il 52,8%.
Le amministratrici comunali risultano mediamente più giovani e più istruite dei colleghi uomini. L’età media delle donne è di 49 anni, tre anni inferiore a quella dei maschi, e il 49% possiede una laurea o un titolo post-laurea, rispetto al 34% degli uomini. Anche la distribuzione delle deleghe mostra un progressivo superamento dei tradizionali ruoli legati al welfare: nel 2026 il 23,7% delle deleghe assegnate alle assessore riguarda ancora “casa, famiglia, scuola, politiche sociali e pari opportunità”, ma cresce la presenza femminile in ambiti strategici come ambiente e territorio (+8,6 punti percentuali), lavori pubblici (+8,4), risorse strategiche e patrimonio (+6,2) e mobilità e trasporti (+3,7).
Nei Comuni italiani operano oltre 321 mila persone, di cui il 58% sono donne, con una femminilizzazione crescente dell’impiego: in 253 Comuni tutti i dipendenti sono donne. La leadership femminile si consolida anche tra dirigenti e segretari comunali: il 56% dei segretari è donna e le dirigenti rappresentano circa quattro su dieci incarichi.
Tra i casi più giovani si segnalano Maria Vittoria Rusca, sindaca di Fontevivo (Parma), che ha assunto l’incarico a 25 anni, e Valentina Gottardi, consigliera eletta nel 2025 a Segonzano (Trento) all’età di 18 anni. Nei piccoli centri si registrano esperienze emblematiche come a Monteleone Rocca Doria, in provincia di Sassari, dove la giunta è interamente composta da donne: la sindaca Giovannina Fresi è affiancata da una vice e due assessore.

