Divario nel mercato immobiliare salernitano: ad Amalfi servono oltre 15 anni di stipendio per acquistare una casa, a San Gregorio Magno bastano poche annualità

Gli ultimi rilevamenti dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, analizzati da Quadrivo per la seconda metà del 2025, delineano un territorio salernitano nettamente spaccato in due per quanto riguarda il valore dei mattoni. La media di 670 euro al metro quadrato nasconde infatti una forbice enorme tra le perle della Costiera e i piccoli centri rurali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il picco dei listini si concentra lungo il litorale della Divina. Ad Amalfi la stima di riferimento sfiora i 4.150 euro al metro quadrato, con vertici che toccano i 7.900 euro nelle posizioni più esclusive. Positano stabilisce invece il record assoluto di fascia alta dell'intero territorio provinciale, raggiungendo punte di 8.600 euro al metro quadrato.
La città di Salerno si posiziona al tredicesimo posto della graduatoria generale con un valore medio di 1.810 euro al metro quadrato. L'ampia variazione interna al capoluogo — dove i prezzi oscillano tra 900 e 4.000 euro — rispecchia la forte diversificazione delle sedici micro-zone OMI cittadine, garantendo un rendimento lordo da locazione pari al 3,2%.
Spostando lo sguardo fuori dalla fascia costiera, l'area più cara della provincia corrisponde al territorio di Cava de' Tirreni con 1.730 euro al metro quadrato, seguito dai comuni di Baronissi, Pontecagnano Faiano, Scafati e Fisciano, sostenuti dalla vicinanza ai principali snodi stradali e all'ateneo universitario. Nel comprensorio dell'Agro Nocerino Sarnese si riscontrano cifre intermedie e una forte domanda legata all'abitare quotidiano: i valori oscillano tra i 1.300 euro registrati negli ambiti di Angri e Pagani e le quotazioni comprese tra i 1.250 e i 1.110 euro rilevate tra Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Mercato San Severino e Sarno.
Proseguendo verso meridione, la fascia costiera del Cilento mostra numeri significativi ma inferiori rispetto alla Costiera Amalfitana: i listini si attestano su valori elevati a Castellabate, Agropoli e Pisciotta, per poi ridursi progressivamente nelle località di Camerota, Pollica, Casal Velino e Vallo della Lucania. Nella Piana del Sele le quotazioni mantengono una certa stabilità tra Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum.
I valori più contenuti si registrano nelle zone montane e nell'entroterra profondo. I prezzi minimi si toccano nei territori di Piaggine, Monte San Giacomo, Sanza, Cuccaro Vetere e a San Gregorio Magno, quest'ultima maglia nera della provincia con un valore medio di 510 euro al metro quadrato. Nel Vallo di Diano le cifre si stabilizzano su livelli contenuti a Sala Consilina, Teggiano e Padula.
Dal punto di vista della redditività per gli investitori, l'analisi condotta su dati elaborati da Ernesto Rocco evidenzia una dinamica inversa: le località con le abitazioni più costose offrono i rendimenti percentuali più bassi (pari al 2% ad Amalfi e al 2,1% a Positano e Ravello). Al contrario, comprare immobile risulta particolarmente redditizio nelle aree con costi d'acquisto più contenuti, come dimostrano le percentuali registrate a Battipaglia (4,7%), Bellizzi (4,6%), Capaccio Paestum (4,3%) e in diversi comuni del Vallo di Diano.
In termini di accessibilità economica, incrociando i costi immobiliari con i redditi IRPEF dichiarati nel 2024 per una casa tipo di 80 metri quadrati, la differenza sociale appare netta: se ad Amalfi un lavoratore deve destinare oltre 15 anni di guadagni integrali per comprare casa e a Ravello e Cetara ce ne vogliono più di 12, a Salerno sono sufficienti 6,7 annualità, che scendono a circa 5 anni nel territorio di Battipaglia e fino a 3 o 4 anni nei piccoli comuni interni.
Il picco dei listini si concentra lungo il litorale della Divina. Ad Amalfi la stima di riferimento sfiora i 4.150 euro al metro quadrato, con vertici che toccano i 7.900 euro nelle posizioni più esclusive. Positano stabilisce invece il record assoluto di fascia alta dell'intero territorio provinciale, raggiungendo punte di 8.600 euro al metro quadrato.
Divario nel mercato immobiliare salernitano
La classifica dei borghi marinari più prestigiosi vede protagonisti anche i territori di Ravello, Atrani, Praiano, Cetara e Conca dei Marini, seguiti a breve distanza da Minori, Maiori, Scala e Vietri sul Mare. In queste aree anche la locazione residenziale registra importi sostenuti, arrivando a circa 7 euro mensili per metro quadrato.La città di Salerno si posiziona al tredicesimo posto della graduatoria generale con un valore medio di 1.810 euro al metro quadrato. L'ampia variazione interna al capoluogo — dove i prezzi oscillano tra 900 e 4.000 euro — rispecchia la forte diversificazione delle sedici micro-zone OMI cittadine, garantendo un rendimento lordo da locazione pari al 3,2%.
Spostando lo sguardo fuori dalla fascia costiera, l'area più cara della provincia corrisponde al territorio di Cava de' Tirreni con 1.730 euro al metro quadrato, seguito dai comuni di Baronissi, Pontecagnano Faiano, Scafati e Fisciano, sostenuti dalla vicinanza ai principali snodi stradali e all'ateneo universitario. Nel comprensorio dell'Agro Nocerino Sarnese si riscontrano cifre intermedie e una forte domanda legata all'abitare quotidiano: i valori oscillano tra i 1.300 euro registrati negli ambiti di Angri e Pagani e le quotazioni comprese tra i 1.250 e i 1.110 euro rilevate tra Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Mercato San Severino e Sarno.
Proseguendo verso meridione, la fascia costiera del Cilento mostra numeri significativi ma inferiori rispetto alla Costiera Amalfitana: i listini si attestano su valori elevati a Castellabate, Agropoli e Pisciotta, per poi ridursi progressivamente nelle località di Camerota, Pollica, Casal Velino e Vallo della Lucania. Nella Piana del Sele le quotazioni mantengono una certa stabilità tra Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum.
I valori più contenuti si registrano nelle zone montane e nell'entroterra profondo. I prezzi minimi si toccano nei territori di Piaggine, Monte San Giacomo, Sanza, Cuccaro Vetere e a San Gregorio Magno, quest'ultima maglia nera della provincia con un valore medio di 510 euro al metro quadrato. Nel Vallo di Diano le cifre si stabilizzano su livelli contenuti a Sala Consilina, Teggiano e Padula.
Dal punto di vista della redditività per gli investitori, l'analisi condotta su dati elaborati da Ernesto Rocco evidenzia una dinamica inversa: le località con le abitazioni più costose offrono i rendimenti percentuali più bassi (pari al 2% ad Amalfi e al 2,1% a Positano e Ravello). Al contrario, comprare immobile risulta particolarmente redditizio nelle aree con costi d'acquisto più contenuti, come dimostrano le percentuali registrate a Battipaglia (4,7%), Bellizzi (4,6%), Capaccio Paestum (4,3%) e in diversi comuni del Vallo di Diano.
In termini di accessibilità economica, incrociando i costi immobiliari con i redditi IRPEF dichiarati nel 2024 per una casa tipo di 80 metri quadrati, la differenza sociale appare netta: se ad Amalfi un lavoratore deve destinare oltre 15 anni di guadagni integrali per comprare casa e a Ravello e Cetara ce ne vogliono più di 12, a Salerno sono sufficienti 6,7 annualità, che scendono a circa 5 anni nel territorio di Battipaglia e fino a 3 o 4 anni nei piccoli comuni interni.




