La dieta mediterranea alleata della salute: esperti di Harvard a Salerno spiegano i benefici e le novità della piramide alimentare

La salute non dipende soltanto da ciò che mangiamo, ma anche da come il cibo viene prodotto, dalla biodiversità che preserva e dalle tradizioni alimentari che un territorio riesce a custodire. È questa la visione della dieta mediterranea emersa a Salerno dalla quinta edizione del convegno internazionale "Gut Instinct", ospitato nella sede della Fondazione EBRIS, a conclusione di Percorsi nel Gusto 2026.
Una visione che trova riscontro anche nella nuova piramide alimentare della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), richiamata durante i lavori: non più soltanto frequenze di consumo e indicazioni nutrizionali, ma anche attenzione alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione degli sprechi e alla convivialità. Una prospettiva che amplia il concetto stesso di sana alimentazione, collegando il benessere individuale alla qualità delle filiere produttive, all'ambiente e alla cultura del cibo.
Al centro del convegno il rapporto tra alimentazione, microbiota intestinale e prevenzione delle malattie croniche. Le fibre favoriscono l'equilibrio del microbiota, l'olio extravergine di oliva apporta composti dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, mentre un adeguato apporto proteico contribuisce al mantenimento della massa muscolare e della funzionalità metabolica. Elementi che confermano il valore della dieta mediterranea come modello alimentare associato a importanti benefici per la salute.
Il legame tra alimentazione, ambiente e salute è stato il filo conduttore anche delle visite sul territorio. L'ultima tappa si è svolta a Battipaglia, presso Finagricola, dove la delegazione ha visitato la fattoria didattica di Serroni, un'oasi dedicata all'innovazione agroalimentare. Un luogo in cui ricerca scientifica, sostenibilità ambientale, sperimentazione tecnologica e valorizzazione del territorio dialogano tra loro, con il biolago a rappresentare il simbolo di una nuova visione del rapporto tra uomo e natura. La visita è proseguita nella Sala del Gusto, con una degustazione dei prodotti Finagricola, a partire dalle specialità del brand "Così Com'è".
Il percorso ha fatto tappa anche a Cetara, con la visita al laboratorio Nettuno, specializzato nella lavorazione delle alici e nella produzione della tradizionale colatura, per poi raggiungere i Monti Lattari e la Penisola Sorrentina. A Pimonte, la delegazione ha conosciuto Fattoria Zero, realtà impegnata nell'agricoltura sociale e nella valorizzazione del territorio.
«Le evidenze scientifiche confermano quanto l'alimentazione possa incidere sull'equilibrio del microbiota e sulla salute metabolica», sottolinea Alessio Fasano. «La dieta mediterranea rappresenta un patrimonio straordinario, non soltanto dal punto di vista culturale e gastronomico, ma anche per il suo potenziale nella prevenzione delle malattie croniche. Fibre, legumi, olio extravergine di oliva, pesce e pomodoro sono alimenti i cui benefici trovano riscontro in meccanismi biologici sempre più documentati. Per questo abbiamo scelto di portare i ricercatori direttamente nei luoghi di trasformazione: comprendere come nasce il cibo significa anche comprendere il suo valore per la salute. Un territorio che custodisce queste filiere preserva un patrimonio che riguarda tutti».
In questa prospettiva, le filiere agroalimentari locali assumono un significato che va oltre il valore economico e gastronomico: diventano luoghi in cui la tradizione incontra l'innovazione e in cui la tutela del territorio può contribuire anche alla promozione della salute. A suggellare la conclusione del convegno, l'esibizione musicale di una formazione del Conservatorio "G. Martucci" di Salerno.
Una visione che trova riscontro anche nella nuova piramide alimentare della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), richiamata durante i lavori: non più soltanto frequenze di consumo e indicazioni nutrizionali, ma anche attenzione alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione degli sprechi e alla convivialità. Una prospettiva che amplia il concetto stesso di sana alimentazione, collegando il benessere individuale alla qualità delle filiere produttive, all'ambiente e alla cultura del cibo.
Dieta mediterranea e prevenzione delle malattie, esperti di Harvard a Salerno: cosa cambia con la nuova piramide alimentare
Un approccio che ha trovato una traduzione concreta nel viaggio di cinque giorni compiuto da una delegazione internazionale di ricercatori tra alcune delle eccellenze agroalimentari campane. Dai prodotti della terra alla trasformazione artigianale, dalle tradizioni della pesca alle esperienze di agricoltura sostenibile, Percorsi nel Gusto ha messo in relazione le evidenze della ricerca scientifica con i luoghi, le persone e i processi produttivi che danno forma alla dieta mediterranea.Al centro del convegno il rapporto tra alimentazione, microbiota intestinale e prevenzione delle malattie croniche. Le fibre favoriscono l'equilibrio del microbiota, l'olio extravergine di oliva apporta composti dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, mentre un adeguato apporto proteico contribuisce al mantenimento della massa muscolare e della funzionalità metabolica. Elementi che confermano il valore della dieta mediterranea come modello alimentare associato a importanti benefici per la salute.
L'obesità infantile
Particolare attenzione è stata dedicata all'obesità infantile e all'importanza della prevenzione fin dalle prime fasi della vita, con gli interventi di Alessio Fasano, presidente e direttore scientifico della Fondazione EBRIS, e Frank Hu, direttore del Dipartimento di Nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health. Kathleen O'Neil, fondatrice e direttrice medica di Treat Wellness a Boston, ha approfondito il ruolo della medicina mediterranea nell'era dei farmaci GLP-1, concentrandosi sulla protezione dell'asse intestino-mitocondri. Ilaria Cavecchia, del Centro di Microbiomica Clinica dell'Ospedale Koelliker di Torino, ha approfondito le prospettive cliniche della modulazione del microbiota attraverso l'alimentazione, mentre Massimo Barberi, direttore editoriale di Microbioma.it, ha affrontato il tema della disinformazione alimentare e della necessità di una comunicazione scientifica rigorosa e accessibile. Il convegno è stato moderato da Ronald E. Kleinman della Harvard Medical School.Il legame tra alimentazione, ambiente e salute è stato il filo conduttore anche delle visite sul territorio. L'ultima tappa si è svolta a Battipaglia, presso Finagricola, dove la delegazione ha visitato la fattoria didattica di Serroni, un'oasi dedicata all'innovazione agroalimentare. Un luogo in cui ricerca scientifica, sostenibilità ambientale, sperimentazione tecnologica e valorizzazione del territorio dialogano tra loro, con il biolago a rappresentare il simbolo di una nuova visione del rapporto tra uomo e natura. La visita è proseguita nella Sala del Gusto, con una degustazione dei prodotti Finagricola, a partire dalle specialità del brand "Così Com'è".
I "Percorsi nel Gusto"
L'itinerario aveva preso il via lunedì 12 ottobre dal Cilento, con le visite all'Oasi Fiume Alento e al Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi, per proseguire a Casal Velino alla scoperta della pizza cilentana de L'Ammaccata. Tra le esperienze successive, il laboratorio dedicato alla dieta mediterranea, realizzato a Prignano Cilento con la chef Marisa Iocco e il coinvolgimento di alcune scuole del territorio; la scoperta dell'antica tradizione delle alici di Menaica, custodita da Donatella Marino; la conoscenza dell'olio extravergine di oliva dell'azienda agricola di Piero Matarazzo e della filiera bufalina dell'Azienda Agricola Jemma.Il percorso ha fatto tappa anche a Cetara, con la visita al laboratorio Nettuno, specializzato nella lavorazione delle alici e nella produzione della tradizionale colatura, per poi raggiungere i Monti Lattari e la Penisola Sorrentina. A Pimonte, la delegazione ha conosciuto Fattoria Zero, realtà impegnata nell'agricoltura sociale e nella valorizzazione del territorio.
«Le evidenze scientifiche confermano quanto l'alimentazione possa incidere sull'equilibrio del microbiota e sulla salute metabolica», sottolinea Alessio Fasano. «La dieta mediterranea rappresenta un patrimonio straordinario, non soltanto dal punto di vista culturale e gastronomico, ma anche per il suo potenziale nella prevenzione delle malattie croniche. Fibre, legumi, olio extravergine di oliva, pesce e pomodoro sono alimenti i cui benefici trovano riscontro in meccanismi biologici sempre più documentati. Per questo abbiamo scelto di portare i ricercatori direttamente nei luoghi di trasformazione: comprendere come nasce il cibo significa anche comprendere il suo valore per la salute. Un territorio che custodisce queste filiere preserva un patrimonio che riguarda tutti».
La nuova piramide alimentare
La nuova piramide alimentare richiamata durante il convegno offre così una chiave di lettura dell'intero progetto: la qualità dell'alimentazione non si esaurisce nella composizione nutrizionale dei singoli alimenti, ma si inserisce in un sistema più ampio, fatto di ambiente, pratiche agricole, biodiversità, relazioni sociali e cultura alimentare. La sostenibilità delle produzioni, la tutela delle risorse naturali, la riduzione dello spreco e la convivialità non sono aspetti marginali, ma dimensioni che concorrono a definire un modello alimentare sano e responsabile.In questa prospettiva, le filiere agroalimentari locali assumono un significato che va oltre il valore economico e gastronomico: diventano luoghi in cui la tradizione incontra l'innovazione e in cui la tutela del territorio può contribuire anche alla promozione della salute. A suggellare la conclusione del convegno, l'esibizione musicale di una formazione del Conservatorio "G. Martucci" di Salerno.

