Dall'analisi emerge che il 47% dei contribuenti — pari a quasi 20,2 milioni di persone con redditi fino a 20mila euro annui — contribuisce a poco più del 5% del gettito Irpef totale. Al contrario, la quota di gettito sostenuta dalle fasce medio-alte appare fortemente concentrata: chi dichiara oltre 35mila euro lordi rappresenta il 18,78% dei contribuenti ma versa il 65% dell'imposta, mentre chi supera i 55mila euro (pari al 6,25% della platea) copre oltre il 40% del totale. I redditi superiori a 100mila euro, registrati da circa 745mila cittadini (l'1,75%), garantiscono da soli il 22,25% del prelievo.
Lo studio evidenzia inoltre una netta divergenza strutturale tra l'andamento dei redditi e la crescita della spesa pubblica nell'arco degli ultimi diciassette anni: a fronte di redditi sostanzialmente stagnanti tra il 2008 e il 2024 (+34,54%, in linea con un'inflazione al +32,17%), la spesa statale è passata da 789,45 a 1.108,4 miliardi di euro (+40,4%), trainata in particolar modo dai costi per le prestazioni assistenziali, saliti da 73 a 180 miliardi con un incremento record del 146,5%.