Vincenzo De Luca ha tracciato la rotta per la nuova geografia sportiva della città, promettendo una trasformazione radicale che non ammette passi falsi. Il leader non ha usato giri di parole: l'obiettivo è archiviare le vecchie strutture fatiscenti per dare vita a tre grandi poli atletici, puntando tutto sulla zona orientale e su Sant'Eustachio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Ma è sul lungomare che De Luca alza l'asticella, lanciando la sfida internazionale: trasformare Salerno in una "Montecarlo del Sud". Il piano prevede di sacrificare i piccoli campi da tennis esistenti per fare spazio a un'unica, imponente arena tennistica sul modello di via Caracciolo o del Principato di Monaco, capace di ospitare migliaia di spettatori per eventi di prestigio mondiale.
Tra una stoccata a quella che definisce "politica politicante" e una promessa di investimenti triennali per i campetti di periferia, De Luca ha affrontato anche il nodo delle irregolarità burocratiche. Davanti alle richieste del mondo del rugby cittadino, che opera in una sorta di limbo normativo, ha assicurato il suo interessamento per sanare i ritardi nelle concessioni, ribadendo però che la realizzazione di questi sogni urbanistici passa inevitabilmente per il sostegno elettorale dei quartieri.
De Luca: "Salerno Montecarlo del Sud"
La mossa più audace di De Luca riguarda il pattinodromo. Il candidato ha bollato come uno spreco di risorse — stimando una spesa inutile di milioni di euro — l'ipotesi di ristrutturare l'impianto attuale, troppo esposto ai rischi della costa. La sua visione prevede invece la delocalizzazione della pista in un'area pianeggiante e sicura, trasformando quello che oggi è un problema strutturale in un'opportunità di rilancio per l'entroterra urbano.Ma è sul lungomare che De Luca alza l'asticella, lanciando la sfida internazionale: trasformare Salerno in una "Montecarlo del Sud". Il piano prevede di sacrificare i piccoli campi da tennis esistenti per fare spazio a un'unica, imponente arena tennistica sul modello di via Caracciolo o del Principato di Monaco, capace di ospitare migliaia di spettatori per eventi di prestigio mondiale.
Tra una stoccata a quella che definisce "politica politicante" e una promessa di investimenti triennali per i campetti di periferia, De Luca ha affrontato anche il nodo delle irregolarità burocratiche. Davanti alle richieste del mondo del rugby cittadino, che opera in una sorta di limbo normativo, ha assicurato il suo interessamento per sanare i ritardi nelle concessioni, ribadendo però che la realizzazione di questi sogni urbanistici passa inevitabilmente per il sostegno elettorale dei quartieri.

