Nonostante sia nato a Wayne, nel New Jersey, 49 anni fa, Pellegrino Matarazzo mantiene un legame profondo con l’Italia, e in particolare con la Campania. Le origini familiari raccontano di un padre proveniente da Ospitaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino, e di una madre originaria di Agnone, nel Cilento salernitano. La connessione con il territorio si è consolidata anche nel matrimonio celebrato al Santuario di Montevergine, in Irpinia, un luogo simbolico per la famiglia.
Oltre al calcio, Matarazzo ha coltivato la passione per lo studio, laureandosi in Matematica alla Columbia University. Dopo il percorso accademico torna in Italia, vivendo per alcuni mesi con i nonni paterni a Ospitaletto d’Alpinolo, prima di trasferirsi in Germania, dove inizia la carriera da calciatore come difensore nelle leghe minori. L’esperienza in campo dura circa dieci anni, dopodiché intraprende la carriera tecnica nel settore giovanile del Norimberga, dove resta sette stagioni, prima di approdare all’Hoffenheim come vice allenatore della prima squadra, accanto a Julian Nagelsmann, oggi Ct della Germania.
La svolta arriva nel dicembre 2019: lo Stoccarda lo sceglie per sostituire Tim Walter e Matarazzo riesce a chiudere la stagione con la promozione in Bundesliga. Nel 2023 torna all’Hoffenheim, salva la squadra dalla retrocessione e nel campionato successivo conquista il settimo posto, valido per l’Europa League. Dall’inizio della stagione 2025-2026 guida la Real Sociedad in Spagna, portandola in finale di Coppa del Re contro l’Atletico Madrid e mantenendola vicina ai posti di qualificazione europea nella Liga.
Pur vivendo all’estero, Matarazzo resta legato all’Italia. Torna spesso con la moglie e il figlio, cura la casa di famiglia in Irpinia, possiede un piccolo terreno coltivato a nocciole e mantiene vivi i rapporti con parenti e amici. La sua filosofia calcistica è moderna e offensiva, ispirata da tecnici come Guardiola, Nagelsmann, Sarri e Gasperini, ma sviluppata secondo uno stile personale e riconoscibile, definito dagli osservatori come “calcio alla Pellegrino Matarazzo”.
Le radici salernitane e irpine non sono solo un retaggio familiare, ma un filo conduttore della sua vita personale e professionale, che continua a influenzare scelte e valori in una carriera internazionale di successo, costruita tra Europa e legami con la terra d’origine.
Pellegrino Matarazzo, dalle radici salernitane al calcio internazionale
Fin da bambino, Matarazzo è stato immerso nel mondo del calcio: guardava con attenzione le partite su 90° Minuto insieme al padre e ai fratelli, tra entusiasmo e sogni di gloria. L’ammirazione per i grandi campioni italiani dell’epoca e per Diego Maradona, icona del Napoli, si combinava con l’affetto per l’Avellino, la squadra del cuore di casa, condivisa con il padre e il nonno. Momenti come il Mondiale del 1982 hanno lasciato un ricordo indelebile: lui aveva appena quattro anni, ma ricorda la jeep familiare decorata con i colori della bandiera italiana in segno di festa.Oltre al calcio, Matarazzo ha coltivato la passione per lo studio, laureandosi in Matematica alla Columbia University. Dopo il percorso accademico torna in Italia, vivendo per alcuni mesi con i nonni paterni a Ospitaletto d’Alpinolo, prima di trasferirsi in Germania, dove inizia la carriera da calciatore come difensore nelle leghe minori. L’esperienza in campo dura circa dieci anni, dopodiché intraprende la carriera tecnica nel settore giovanile del Norimberga, dove resta sette stagioni, prima di approdare all’Hoffenheim come vice allenatore della prima squadra, accanto a Julian Nagelsmann, oggi Ct della Germania.
La svolta arriva nel dicembre 2019: lo Stoccarda lo sceglie per sostituire Tim Walter e Matarazzo riesce a chiudere la stagione con la promozione in Bundesliga. Nel 2023 torna all’Hoffenheim, salva la squadra dalla retrocessione e nel campionato successivo conquista il settimo posto, valido per l’Europa League. Dall’inizio della stagione 2025-2026 guida la Real Sociedad in Spagna, portandola in finale di Coppa del Re contro l’Atletico Madrid e mantenendola vicina ai posti di qualificazione europea nella Liga.
Pur vivendo all’estero, Matarazzo resta legato all’Italia. Torna spesso con la moglie e il figlio, cura la casa di famiglia in Irpinia, possiede un piccolo terreno coltivato a nocciole e mantiene vivi i rapporti con parenti e amici. La sua filosofia calcistica è moderna e offensiva, ispirata da tecnici come Guardiola, Nagelsmann, Sarri e Gasperini, ma sviluppata secondo uno stile personale e riconoscibile, definito dagli osservatori come “calcio alla Pellegrino Matarazzo”.
Le radici salernitane e irpine non sono solo un retaggio familiare, ma un filo conduttore della sua vita personale e professionale, che continua a influenzare scelte e valori in una carriera internazionale di successo, costruita tra Europa e legami con la terra d’origine.

