Le misure messe in campo per contrastare la diffusione del nuovo Coronavirus porteranno ad un aumento futuro dei casi di influenza stagionale. Ad affermarlo è uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Princeton, nel New Jersey, che ha calcolato l’impatto dei cosiddetti “interventi non-farmaceutici” adottati per ridurre i casi di Covid-19 sulla futura circolazione delle infezioni endemiche nella popolazione.
Le misure anti Covid faranno aumentare i casi di influenza stagionale: lo studio della Princeton University
Gli studiosi hanno osservato che l’introduzione di misure come il
distanziamento interpersonale, la
chiusura delle
scuole, le restrizioni ai
viaggi e l’uso delle
mascherine nei
luoghi pubblici per ridurre la trasmissione del
Covid-19, sta determinando anche un calo nella
diffusione di altri
virus respiratori, come quelli che causano l’
influenza stagionale e il virus respiratorio
sinciziale (RSV), il patogeno che provoca la
bronchiolite e la
polmonite infantile.
Una
mancata circolazione che, nonostante nell’immediato stia determinando una diminuzione del numero di infezioni (negli Stati Uniti si calcola una riduzione di un quinto delle malattie respiratorie endemiche nel 2020), avrà
conseguenze rilevanti nei
prossimi anni perché porterà a un
aumento della
popolazione suscettibile ai
virus endemici.
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Le interruzioni dei modelli di trasmissione stagionale di queste malattie – scrivono i ricercatori nello studio pubblicato sulla rivista Pnas –
possono avere conseguenze per i tempi e gravità dei futuri focolai”.
L'impatto delle misure anti-Covid sull'influenza stagionale e Rsv
Per calcolare gli effetti delle
misure anti-Covid sulla futura trasmissione delle altre
malattie respiratorie, gli studiosi hanno utilizzato un
modello epidemico che ha indicato quale potrà essere l’impatto dei provvedimenti sul futuro andamento di
Rsv e
influenza stagionale.
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Con l’aumentare della suscettibilità per le misure di contrasto alla pandemia – spiegano i ricercatori –
abbiamo osservato che negli anni futuri potrebbero verificarsi focolai sostanziali di altre malattie respiratorie, con picchi probabili nell’inverno 2021-2022”.
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I risultati per l’influenza riprendono ampiamente questo quadro, anche se con una maggiore incertezza: i futuri focolai dipenderanno probabilmente dalla trasmissibilità e dalle dinamiche evolutive dei ceppi circolanti”.
Il sito del Ministero della Salute