Dopo oltre quarant’anni tra pratiche amministrative, ricorsi e decisioni giudiziarie, arriva una svolta definitiva su una delle più longeve controversie urbanistiche di Positano. La Seconda Sezione del Tar di Salerno, con una sentenza pubblicata il 19 marzo, ha accolto il ricorso di un cittadino, annullando l’ultimo stop imposto dal Comune e aprendo la strada alla conclusione della procedura di condono edilizio.
Dalle origini negli anni ’80 al blocco del Comune
La vicenda affonda le radici negli anni Ottanta, quando il proprietario presentò le prime richieste di sanatoria per alcuni immobili. Nel tempo, l’iter aveva registrato anche esiti favorevoli, tra cui il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica nel 2015.
Tuttavia, nel novembre scorso, il Comune aveva deciso di revocare quell’autorizzazione in autotutela, bloccando nuovamente la pratica. Una scelta che i giudici amministrativi hanno giudicato illegittima, definendola una violazione delle precedenti decisioni già passate in giudicato.
Il principio del “one shot”: basta stop ripetuti
Al centro della decisione del Tar c’è il richiamo al principio del cosiddetto “one shot”.
Secondo questa regola:
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l’amministrazione può esprimere la propria valutazione una sola volta
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non può riaprire continuamente la stessa pratica
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non può introdurre nuovi ostacoli su questioni già giudicate
Nel caso di Positano, il Tar ha stabilito che il potere del Comune è ormai esaurito e che la pratica deve essere conclusa senza ulteriori rinvii.
Ultimatum al Comune: 60 giorni per chiudere la pratica
La sentenza impone tempi precisi e stringenti:
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annullato il provvedimento comunale di stop
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obbligo di rilascio del permesso in sanatoria entro 60 giorni
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nomina di un Commissario ad Acta in caso di inerzia
Se gli uffici comunali non dovessero procedere, sarà il Segretario Comunale a intervenire per completare l’iter.
Condanna alle spese per l’Ente
Il Tribunale ha inoltre disposto la condanna del Comune al pagamento delle spese legali, quantificate in 800 euro oltre oneri. Il pronunciamento rappresenta un punto fermo non solo per la vicenda specifica, ma anche per il diritto amministrativo, ribadendo limiti chiari all’azione della pubblica amministrazione.
Un caso emblematico che evidenzia quanto i tempi della burocrazia possano incidere sulla vita dei cittadini, ma anche come la giustizia possa, alla fine, ristabilire equilibrio e certezza.

