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Salerno, la Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti fa tappa in città: focus sul Porto e sul Comprensorio di Persano

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Alessia Benincasa04/08/2026
La Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti fa tappa a Salerno con un focus sul Porto e sul comprensorio di Persano. Lo riporta SalernoToday.

Salerno, la Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti fa tappa in città

La Commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti fa tappa a Salerno con un focus sul Porto e sul comprensorio di Persano. Alla presentazione della relazione finale del filone d'indagine intitolato "Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea", svoltasi stamattina presso il Salone Azzurro della Prefettura, hanno partecipato il presidente della Commissione Jacopo Morrone (Lega) e i relatori di maggioranza e minoranza, la senatrice Simona Petrucci (FdI) e il senatore Pietro Lorefice (M5s).

La relazione si concentra anche sulla provincia di Salerno, al centro di due sopralluoghi effettuati presso il porto locale e l'area militare di Persano, a Serre. Al porto di Salerno, le indagini sulle connivenze di alcuni operatori coinvolti nell'esportazione illecita di rifiuti hanno portato all'installazione di un nuovo scanner per i controlli doganali sui container. A Persano, invece, l'attenzione si è focalizzata sullo stoccaggio dei container contenenti rifiuti rigettati e rimpatriati dalla Tunisia, prestando particolare attenzione alle conseguenze ambientali dell'incendio estivo del 2024, che ha distrutto circa 6.000 tonnellate di plastica. L'evento ha richiesto intensi monitoraggi da parte dell'Arpa Campania per valutare gli impatti sull'ambiente.

Uno dei punti centrali emersi dalla relazione riguarda il cosiddetto "giro-bolla", un sofisticato ma semplice meccanismo fraudolento. Attraverso alterazioni nei documenti di accompagnamento e nei registri, rifiuti pericolosi vengono riclassificati come non pericolosi. In alcuni casi, i materiali vengono persino registrati come "materia prima seconda" o "end of waste", bypassando i controlli doganali e circolando con documenti semplificati. Le tratte principali di questo traffico illecito si sviluppano dai porti italiani verso destinazioni in Africa, Europa dell'Est o Asia. Tra i casi più emblematici si segnala quello degli 82 container provenienti dal porto di Salerno e contenenti quasi 10.000 tonnellate di rifiuti, dichiarati finalizzati al recupero ma successivamente scoperti stoccati o addirittura incendiati in un capannone in Tunisia. Dal 2020 al 2023, la plastica è risultata essere il materiale più frequentemente coinvolto in spedizioni illegali dall'Italia, rappresentando il 34% dei casi accertati.

Il presidente della Commissione, Jacopo Morrone, ha sottolineato i miglioramenti nei controlli registrati negli ultimi anni. Ha citato l'introduzione del nuovo scanner al porto di Salerno come esempio positivo rispetto ad altre realtà estere, come quella del porto di Rotterdam, dove i controlli risultano più laschi. Morrone ha inoltre evidenziato l'importanza del lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine in Italia nella lotta contro il traffico illecito di rifiuti transnazionale. Tuttavia, ha ribadito la necessità urgente di un quadro normativo internazionale più coerente: ciò che in Italia costituisce reato ambientale non viene riconosciuto come tale in altri Paesi.

Il caso di Persano viene descritto come paradigmatico: rifiuti esportati in Tunisia sono stati respinti e rimpatriati, rappresentando non solo un danno ambientale e per la salute pubblica, ma anche un onere economico che grava su Regioni, aziende e cittadini attraverso ulteriori tasse. Per scongiurare tali situazioni in futuro, Morrone ha proposto una maggiore attenzione ai processi di tracciabilità dei rifiuti da parte delle imprese, con una possibile revisione del Decreto 231/2001 per rafforzare la responsabilità dei produttori. L'obiettivo sarebbe quello di tutelare le aziende virtuose che operano nel rispetto delle normative ambientali e degli interessi della collettività, contrastando al contempo coloro che sfruttano pratiche illecite per profitto economico a scapito della salute pubblica e dell'ambiente.

All'incontro presso la Prefettura era presente anche il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, rappresentante del territorio salernitano. Ha espresso gratitudine alla Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti per aver scelto Salerno come luogo di presentazione della relazione e per l’impegno dimostrato, in particolare riguardo alla drammatica vicenda del traffico illecito di rifiuti tra Italia e Tunisia, culminata nel devastante incendio di Persano.

L'intervento di Iannone

Durante la sua esperienza nella diciottesima legislatura, Iannone ha avuto l’onore di far parte della commissione e fin da subito ha acceso i riflettori su un episodio preoccupante: una nave che trasportava un carico di rifiuti descritti con caratterizzazioni false. Questa vicenda ha portato, oltre al sequestro dei rifiuti, all’arresto di esponenti del Governo tunisino. Dopo essere stati bloccati per lungo tempo nel porto di Sousse, i rifiuti sono stati rispediti a Salerno, dove la Regione Campania decise di stoccarli a Persano. Poco prima che venisse avviata la rimozione e successiva bonifica, i rifiuti furono incendiati, provocando un grave danno ambientale e alla salute dei cittadini.

Il senatore ha sottolineato l’urgenza nel far piena luce su questa vicenda, identificando responsabilità anche a carico della Regione Campania. Ritiene inammissibile liquidare una questione tanto critica come fosse una mera disgrazia, soprattutto alla luce dei costi pubblici che ne derivano: dalla lunga occupazione della banchina nel porto di Sousse al trasporto dei rifiuti nuovamente verso Salerno, fino alla bonifica dell’area di Persano e allo smaltimento dei residui della bomba ecologica causata dal fallimento della SRA a Polla.

Iannone ha infine espresso fiducia nel lavoro della Magistratura, ma ha ribadito che disastri di tale entità non possono restare impuniti. Ha concluso ringraziando il presidente Morrone, la senatrice Petrucci e tutta la Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti per esser tornati a Salerno per la seconda volta in un anno.

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