Dopo gli 85 anni, il rinnovo della patente potrebbe non limitarsi più alla sola verifica sanitaria periodica. Nel testo-base del nuovo Codice della Strada è infatti previsto un sistema più stringente per gli automobilisti più anziani, con controlli medici rafforzati e possibili limitazioni alla guida.
La bozza, sulla quale le associazioni coinvolte dal Ministero delle Infrastrutture dovranno esprimersi entro il 13 settembre, introduce un capitolo specifico dedicato ai conducenti in età avanzata.
Le limitazioni previste dopo gli 85 anni
Secondo quanto contenuto nel testo-base, chi rinnova la patente dopo gli 85 anni potrebbe vedersi applicare tre restrizioni principali: niente guida in autostrada, divieto assoluto di mettersi al volante dopo aver assunto alcol e possibilità di circolare solo entro un raggio massimo di 100 chilometri dalla propria residenza o dimora abituale.
Le limitazioni verrebbero riportate direttamente sulla patente attraverso appositi codici: il codice 62 per la guida entro 100 chilometri, il codice 67 per il divieto di circolazione in autostrada e il codice 68 per l’obbligo di non guidare dopo aver bevuto alcol.
Come funziona oggi il rinnovo
Attualmente, per le patenti delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE, il rinnovo segue scadenze progressive in base all’età.
Fino ai 50 anni la patente viene rinnovata ogni 10 anni. Dai 50 ai 70 anni il rinnovo avviene ogni 5 anni. Fino agli 80 anni la scadenza diventa triennale, mentre dopo gli 80 anni il rinnovo è previsto ogni 2 anni.
La possibile riforma manterrebbe in larga parte questa struttura, ma introdurrebbe una distinzione più netta per chi supera gli 85 e i 90 anni.
Il nuovo schema nella bozza
Nel testo in esame, fino agli 80 anni non sarebbero previste modifiche sostanziali rispetto all’impianto attuale.
Dopo gli 80 anni resterebbe il rinnovo biennale, ma con una certificazione rilasciata da un geriatra. Dagli 85 anni, invece, il rinnovo continuerebbe ad avere durata biennale ma con le limitazioni alla guida. Dai 90 anni, infine, il rinnovo diventerebbe annuale e sempre accompagnato dalle restrizioni previste.
La novità più rilevante riguarda dunque gli automobilisti ultraottantacinquenni.
Quando scatterebbero le restrizioni
Le limitazioni scatterebbero automaticamente nel caso in cui il rinnovo venisse effettuato attraverso il normale medico monocratico, come avviene nelle autoscuole, nelle agenzie di pratiche auto o nelle Asl.
In questo caso, per gli over 85, la conferma della validità della patente potrebbe comportare l’applicazione automatica di tutte e tre le misure previste: limite dei 100 chilometri, divieto di autostrada e zero alcol alla guida.
L’alternativa della Commissione medica locale
La bozza prevede però anche una seconda possibilità. Il titolare della patente potrebbe chiedere che l’accertamento dei requisiti fisici e psichici venga effettuato dalla Commissione medica locale.
In questo caso, il conducente dovrebbe autorizzare l’accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico. Dopo aver valutato il quadro clinico complessivo, la Commissione potrebbe decidere se mantenere tutte le limitazioni, eliminarne alcune oppure cancellarle completamente.
La valutazione diventerebbe quindi più personalizzata, basata sulle condizioni effettive del conducente.
Il nodo dei decreti attuativi
Resta però un punto ancora aperto. Le modalità con cui la Commissione medica locale dovrà effettuare questi accertamenti saranno definite solo successivamente con un decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Fino all’emanazione del decreto, non saranno chiare le procedure operative per chiedere la revisione o l’eliminazione delle limitazioni.
Se la bozza venisse confermata senza modifiche, potrebbe quindi aprirsi una fase iniziale in cui gli over 85 sarebbero sottoposti alle restrizioni automatiche senza avere ancora un percorso pienamente definito per farle rivalutare dalla Commissione.

