Il Circo Braum arriva a San Cipriano Picentino, l'animalista Nadia Bassano sollecita la sindaca Sonia Alfano a intervenire: «Rinnoviamo la nostra opposizione a uno spettacolo che può divertire i bambini inconsapevoli, ma che impone agli animali una vita fatta di reclusione e catene. Ogni creatura privata della libertà è vittima di sofferenza e sfruttamento». Lo riporta SalernoToday.
A esprimere il proprio dissenso è l’animalista salernitana Nadia Bassano, che torna a criticare una situazione già contestata in passato e si rivolge direttamente all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sonia Alfano. Al centro delle proteste c’è, secondo l’attivista, l’assenza di una risposta concreta da parte delle istituzioni alle richieste del movimento animalista, una questione che si protrarrebbe sin dall’inizio del mandato della prima cittadina.
Bassano ricorda in particolare il luglio del 2019, quando, insieme al movimento Veg in Campania, aveva invitato la neoeletta sindaca di San Cipriano Picentino a esprimersi sulla presenza dei circhi con animali. In quei giorni una struttura circense era infatti presente a Campigliano, nei primi mesi della nuova amministrazione. «Quella richiesta non ha mai ricevuto seguito e oggi nel Comune amministrato dalla stessa sindaca arriva un altro circo che pubblicizza la presenza di numerosi animali durante gli spettacoli», sottolinea l’attivista.
La contestazione, però, non si limita al rapporto tra associazioni e istituzioni. Bassano pone l’attenzione soprattutto sulle condizioni in cui gli animali sarebbero costretti a vivere all’interno delle compagnie circensi, mettendo in discussione l’immagine tradizionale e suggestiva associata a questo tipo di spettacolo.
Le accuse dell’animalista
Secondo Nadia Bassano, gli animali appartenenti a specie abituate in natura a percorrere grandi distanze vengono invece confinati per tutta la loro esistenza all’interno di spazi estremamente ridotti. La vita degli esemplari impiegati nei circhi, sostiene, trascorrerebbe tra mezzi di trasporto, gabbie e recinti, lontano dalle condizioni proprie del loro habitat.
L’attivista critica inoltre le modalità con cui gli animali vengono preparati alle esibizioni. A suo giudizio, dietro gli esercizi proposti al pubblico ci sarebbero tecniche fondate sulla coercizione, sulla paura e sulla minaccia di punizioni, strumenti utilizzati per ottenere da animali selvatici comportamenti che non appartengono alla loro natura.
Bassano sostiene che non sarebbe possibile ottenere determinate prestazioni da animali di grandi dimensioni o da specie selvatiche attraverso semplici metodi basati sulla dolcezza. Elefanti, grandi felini e zebre, secondo la sua denuncia, verrebbero invece sottoposti a forme di controllo fisico e psicologico attraverso strumenti coercitivi e privazioni.
Da qui nasce la richiesta rivolta alle istituzioni affinché assumano una posizione più netta e valutino anche le conseguenze educative che la presenza degli animali negli spettacoli potrebbe avere, soprattutto sui bambini. Per gli attivisti sarebbe necessario avviare un cambiamento culturale che coinvolga anche l’amministrazione comunale.
L’invito alla prima cittadina
L’animalista chiede quindi alla sindaca Sonia Alfano di esprimersi pubblicamente sulla questione e ribadisce la propria contrarietà all’utilizzo degli animali nei circhi. Secondo Bassano, le esibizioni possono suscitare divertimento tra i più piccoli, ma rischiano al tempo stesso di normalizzare una condizione di privazione della libertà e di sfruttamento.
La posizione degli animalisti è che la detenzione degli animali per finalità di intrattenimento rappresenti un modello negativo per i bambini, poiché potrebbe trasmettere l’idea che il più forte abbia il diritto di imporre la propria volontà sul più debole. L’attivista richiama infine l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto e alla sensibilità verso gli altri esseri viventi, indicando nell’empatia uno dei valori fondamentali da trasmettere.
Circo Braum in arrivo a San Cipriano Picentino, l’animalista Bassano accusa: «Esibizioni crudeli e prive di valore educativo»
L’insediamento del Circo Braum nella zona di Ponte Molinello, a San Cipriano Picentino, riapre il dibattito sulla presenza degli animali all’interno degli spettacoli circensi. La compagnia itinerante ha allestito le proprie strutture nel territorio comunale, programmando appuntamenti quotidiani alle 18:30 e alle 21. La partecipazione di cammelli e di altre specie esotiche alle esibizioni ha provocato una dura presa di posizione da parte degli attivisti per la tutela degli animali.A esprimere il proprio dissenso è l’animalista salernitana Nadia Bassano, che torna a criticare una situazione già contestata in passato e si rivolge direttamente all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sonia Alfano. Al centro delle proteste c’è, secondo l’attivista, l’assenza di una risposta concreta da parte delle istituzioni alle richieste del movimento animalista, una questione che si protrarrebbe sin dall’inizio del mandato della prima cittadina.
Bassano ricorda in particolare il luglio del 2019, quando, insieme al movimento Veg in Campania, aveva invitato la neoeletta sindaca di San Cipriano Picentino a esprimersi sulla presenza dei circhi con animali. In quei giorni una struttura circense era infatti presente a Campigliano, nei primi mesi della nuova amministrazione. «Quella richiesta non ha mai ricevuto seguito e oggi nel Comune amministrato dalla stessa sindaca arriva un altro circo che pubblicizza la presenza di numerosi animali durante gli spettacoli», sottolinea l’attivista.
La contestazione, però, non si limita al rapporto tra associazioni e istituzioni. Bassano pone l’attenzione soprattutto sulle condizioni in cui gli animali sarebbero costretti a vivere all’interno delle compagnie circensi, mettendo in discussione l’immagine tradizionale e suggestiva associata a questo tipo di spettacolo.
Le accuse dell’animalista
Secondo Nadia Bassano, gli animali appartenenti a specie abituate in natura a percorrere grandi distanze vengono invece confinati per tutta la loro esistenza all’interno di spazi estremamente ridotti. La vita degli esemplari impiegati nei circhi, sostiene, trascorrerebbe tra mezzi di trasporto, gabbie e recinti, lontano dalle condizioni proprie del loro habitat.
L’attivista critica inoltre le modalità con cui gli animali vengono preparati alle esibizioni. A suo giudizio, dietro gli esercizi proposti al pubblico ci sarebbero tecniche fondate sulla coercizione, sulla paura e sulla minaccia di punizioni, strumenti utilizzati per ottenere da animali selvatici comportamenti che non appartengono alla loro natura.
Bassano sostiene che non sarebbe possibile ottenere determinate prestazioni da animali di grandi dimensioni o da specie selvatiche attraverso semplici metodi basati sulla dolcezza. Elefanti, grandi felini e zebre, secondo la sua denuncia, verrebbero invece sottoposti a forme di controllo fisico e psicologico attraverso strumenti coercitivi e privazioni.
Da qui nasce la richiesta rivolta alle istituzioni affinché assumano una posizione più netta e valutino anche le conseguenze educative che la presenza degli animali negli spettacoli potrebbe avere, soprattutto sui bambini. Per gli attivisti sarebbe necessario avviare un cambiamento culturale che coinvolga anche l’amministrazione comunale.
L’invito alla prima cittadina
L’animalista chiede quindi alla sindaca Sonia Alfano di esprimersi pubblicamente sulla questione e ribadisce la propria contrarietà all’utilizzo degli animali nei circhi. Secondo Bassano, le esibizioni possono suscitare divertimento tra i più piccoli, ma rischiano al tempo stesso di normalizzare una condizione di privazione della libertà e di sfruttamento.
La posizione degli animalisti è che la detenzione degli animali per finalità di intrattenimento rappresenti un modello negativo per i bambini, poiché potrebbe trasmettere l’idea che il più forte abbia il diritto di imporre la propria volontà sul più debole. L’attivista richiama infine l’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto e alla sensibilità verso gli altri esseri viventi, indicando nell’empatia uno dei valori fondamentali da trasmettere.

