Il chirurgo Guido Oppido che ha eseguito il trapianto di cuore poi fallito al piccolo Domenico Caliendo ha rilasciato dichiarazioni alla trasmissione televisiva “Lo stato delle cose”: "Ho fatto tutto quello che doveva fare e bene. Ho salvato 3mila bambini in 11 anni di lavoro, anche io sono una vittima".
Come riportato, la puntata del programma condotto da Massimo Giletti su Rai Tre si occuperà di approfondire la complessa questione. Nel frattempo, il dottor Oppido, primario dell'Unità di Cardiochirurgia Pediatrica e Trapianti al Monaldi e uno dei sette medici indagati, è stato intervistato dalla troupe del programma.
Visibilmente scosso di fronte alle telecamere, il medico ha dichiarato di aver eseguito l’intervento rispettando ogni protocollo: "Ho fatto tutto quello che dovevo fare, e anche bene", ha affermato. Ha poi aggiunto che non si sente meritevole del trattamento ricevuto: "Non merito di essere trattato così". Nel corso dell’intervista ha inoltre detto: "Ho dedicato 11 anni della mia vita a operare sui bambini qui in Campania. Ne ho operati tremila, tremila".
Alla domanda riguardante le procedure dell’intervento, in particolare sulla verifica dell’idoneità del cuore proveniente da Bolzano che ha portato all’espianto dell’organo del piccolo prima della sostituzione, Oppido si è limitato a commentare: "Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici".
Guido Oppido e il trapianto di cuore al piccolo Domenico Caliendo: "Sono anche io una vittima"
Il chirurgo Guido Oppido, che ha eseguito il trapianto di cuore al piccolo Domenico Caliendo all'ospedale Monaldi di Napoli, è intervenuto in alcune dichiarazioni rilasciate alla trasmissione televisiva Lo stato delle cose. L'intervento, purtroppo, si è concluso tragicamente con la morte del bambino di appena due anni e mezzo, e l’intera vicenda è attualmente al centro di un’inchiesta giudiziaria.Come riportato, la puntata del programma condotto da Massimo Giletti su Rai Tre si occuperà di approfondire la complessa questione. Nel frattempo, il dottor Oppido, primario dell'Unità di Cardiochirurgia Pediatrica e Trapianti al Monaldi e uno dei sette medici indagati, è stato intervistato dalla troupe del programma.
Visibilmente scosso di fronte alle telecamere, il medico ha dichiarato di aver eseguito l’intervento rispettando ogni protocollo: "Ho fatto tutto quello che dovevo fare, e anche bene", ha affermato. Ha poi aggiunto che non si sente meritevole del trattamento ricevuto: "Non merito di essere trattato così". Nel corso dell’intervista ha inoltre detto: "Ho dedicato 11 anni della mia vita a operare sui bambini qui in Campania. Ne ho operati tremila, tremila".
Alla domanda riguardante le procedure dell’intervento, in particolare sulla verifica dell’idoneità del cuore proveniente da Bolzano che ha portato all’espianto dell’organo del piccolo prima della sostituzione, Oppido si è limitato a commentare: "Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici".
Nel frattempo, per domani, martedì 3 marzo, è previsto l’incidente probatorio sul caso, seguito dall’esecuzione dell’autopsia sul corpo del bambino. È probabile che i funerali del piccolo Domenico si tengano nei giorni successivi, già mercoledì, presso la cattedrale di Nola, in provincia di Napoli.

