Massima attenzione alla foce del fiume Lambro, nel territorio di Centola, dove nei giorni scorsi è stato individuato un presunto ordigno bellico. Le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza in attesa delle verifiche tecniche necessarie. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Centola: possibile ordigno bellico alla foce del Lambro, area interdetta
La Prefettura ha attivato il Gruppo Operativo Sub della Marina Militare, specializzato nelle operazioni di sminamento subacqueo. Il team, proveniente da Napoli, ha già avviato i contatti operativi con la Capitaneria di porto di Palinuro per pianificare l’intervento.
Nel frattempo, il Comune di Centola ha attivato il Centro operativo comunale (Coc) e disposto l’interdizione dell’area a terra con un’ordinanza urgente, mentre la Capitaneria di porto ha vietato la navigazione e qualsiasi attività nello specchio acqueo interessato.
Il sopralluogo
Un primo sopralluogo tecnico è previsto per il 30 marzo, quando gli specialisti analizzeranno l’oggetto individuato nei fondali per stabilirne con certezza la natura. Se verrà confermata la presenza di un ordigno esplosivo, il giorno successivo, 31 marzo, potrebbe essere effettuata un’operazione di brillamento in mare, a distanza di sicurezza dalla costa. L’eventuale intervento richiederà un ulteriore coordinamento tra Marina Militare e Capitaneria di porto, con l’emissione di un’ordinanza per interdire temporaneamente l’area interessata.
Le ipotesi
Dalle prime analisi delle immagini, gli esperti ipotizzano che possa trattarsi di una mina anticarro risalente alla Seconda guerra mondiale, probabilmente trasportata dalle correnti marine. Si tratta di un’eventualità non nuova per il territorio cilentano, dove negli anni sono stati registrati numerosi ritrovamenti di residuati bellici sommersi.
Area interdetta fino al termine delle operazioni
L’area resterà interdetta fino alla conclusione delle verifiche e delle eventuali operazioni di messa in sicurezza. Le autorità invitano cittadini e visitatori a rispettare i divieti e a non avvicinarsi alla zona, in attesa degli esiti del sopralluogo, passaggio fondamentale per chiarire la natura dell’oggetto e definire gli interventi successivi.

