La strada provinciale 188 ko dopo la frana: i residenti di alcune frazioni di Cava de' Tirreni hanno avviato una petizione per chiedere la riapertura del tratto ormai chiuso da due mesi. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
"Siamo consapevoli che la sicurezza pubblica venga prima di ogni altra cosa e che, in presenza di un pericolo concreto, sia necessario adottare provvedimenti immediati. Ma non possiamo non rappresentare con forza il grande disagio che la chiusura del tratto sta arrecando ai residenti delle frazioni già penalizzate da difficoltà di collegamento, trasporto e viabilità" si legge nella petizione. La chiusura infatti costringe studenti, lavoratori, pendolari, famiglie e anziani a percorsi alternativi che allungano di molto il tratto e talvolta anche tortuosi. Inoltre, si aggiunge anche la difficoltà dei soccorsi di arrivare in tempi brevi per prestare aiuto. Nella petizione, a cui in pochi giorni hanno aderito oltre 300 cittadini, viene chiesto di accelerare i tempi di verifica, analisi e progettazione per l'esecuzione dei dovuti lavori di messa in sicurezza e di verificare la possibilità anche di un senso unico alternato. "Chiediamo risposte e tempi certi. Servono decisioni rapide, presenza istituzionale e volontà di restituire la normalità alla comunità".
Cava de' Tirreni, strada provinciale chiusa dopo la frana: inviata una petizione
I residenti delle frazioni di Marini, Alessia, Arcara, Santi Quaranta e Dupino oltre che a quelli della località Valle San Liberatore hanno inviato un petizione popolare per chiedere la riapertura della strada provinciale 118 chiusa ormai da due mesi dopo il crollo di una parte del muro di sostegno."Siamo consapevoli che la sicurezza pubblica venga prima di ogni altra cosa e che, in presenza di un pericolo concreto, sia necessario adottare provvedimenti immediati. Ma non possiamo non rappresentare con forza il grande disagio che la chiusura del tratto sta arrecando ai residenti delle frazioni già penalizzate da difficoltà di collegamento, trasporto e viabilità" si legge nella petizione. La chiusura infatti costringe studenti, lavoratori, pendolari, famiglie e anziani a percorsi alternativi che allungano di molto il tratto e talvolta anche tortuosi. Inoltre, si aggiunge anche la difficoltà dei soccorsi di arrivare in tempi brevi per prestare aiuto. Nella petizione, a cui in pochi giorni hanno aderito oltre 300 cittadini, viene chiesto di accelerare i tempi di verifica, analisi e progettazione per l'esecuzione dei dovuti lavori di messa in sicurezza e di verificare la possibilità anche di un senso unico alternato. "Chiediamo risposte e tempi certi. Servono decisioni rapide, presenza istituzionale e volontà di restituire la normalità alla comunità".

