La Polizia Municipale di Sala Consilina finisce sotto la lente d'ingrandimento della magistratura per una gestione opaca delle schede carburante.
La Procura di Lagonegro ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per sette persone: tre agenti del corpo urbano e quattro collaboratori esterni impiegati nel servizio "nonno vigile". L'accusa ipotizzata è quella di peculato, per aver utilizzato denaro della collettività a fini strettamente personali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
A incastrare i sette indagati ci sarebbero le riprese dei sistemi di videosorveglianza di un distributore locale. I filmati, acquisiti dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa, mostrerebbero i momenti dei rifornimenti "fantasma" che hanno causato un danno erariale di circa 900 euro. Oltre al peculato, due dei vigili coinvolti devono rispondere anche di falso ideologico: avrebbero infatti firmato attestazioni ufficiali per confermare la regolarità di spese che, secondo la Procura, erano invece del tutto illegittime.
Il Comune di Sala Consilina è stato individuato come parte offesa in questa vicenda e potrebbe decidere di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno e dell'immagine dell'ente. Il destino giudiziario dei coinvolti si deciderà il prossimo 27 maggio, data in cui è stata fissata l'udienza preliminare. Davanti al Gup, le difese cercheranno di smontare il castello accusatorio e contestare la legittimità degli accertamenti, mentre i militari dell'Arma hanno già concluso un lungo lavoro di raccolta documentale presso gli uffici del Palazzo di Città.
La Procura di Lagonegro ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per sette persone: tre agenti del corpo urbano e quattro collaboratori esterni impiegati nel servizio "nonno vigile". L'accusa ipotizzata è quella di peculato, per aver utilizzato denaro della collettività a fini strettamente personali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Carburante pubblico nelle auto private, in 7 verso il processo
L'indagine, scaturita da un esposto dettagliato, ha acceso i fari su un presunto abuso sistematico della card magnetica destinata esclusivamente al rifornimento dei veicoli di servizio. Secondo gli inquirenti, tra la fine del 2024 e la prima metà del 2025, la tessera sarebbe servita per riempire i serbatoi delle autovetture private degli indagati e dei loro familiari. Mentre uno degli agenti avrebbe agito in autonomia, beneficiando direttamente del carburante, per gli altri due vigili l'accusa è di aver agevolato i quattro volontari mettendo a loro disposizione la scheda del Comune.A incastrare i sette indagati ci sarebbero le riprese dei sistemi di videosorveglianza di un distributore locale. I filmati, acquisiti dai Carabinieri dell'Aliquota Operativa, mostrerebbero i momenti dei rifornimenti "fantasma" che hanno causato un danno erariale di circa 900 euro. Oltre al peculato, due dei vigili coinvolti devono rispondere anche di falso ideologico: avrebbero infatti firmato attestazioni ufficiali per confermare la regolarità di spese che, secondo la Procura, erano invece del tutto illegittime.
Il Comune di Sala Consilina è stato individuato come parte offesa in questa vicenda e potrebbe decidere di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno e dell'immagine dell'ente. Il destino giudiziario dei coinvolti si deciderà il prossimo 27 maggio, data in cui è stata fissata l'udienza preliminare. Davanti al Gup, le difese cercheranno di smontare il castello accusatorio e contestare la legittimità degli accertamenti, mentre i militari dell'Arma hanno già concluso un lungo lavoro di raccolta documentale presso gli uffici del Palazzo di Città.

