È dura la critica dei consiglieri comunali di opposizione di Capaccio Paestum contro l’ordinanza firmata dal sindaco che vieta la somministrazione di alcolici dopo l’una di notte sull’intero territorio comunale. In una nota congiunta, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Angelo Quaglia, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza parlano apertamente di “ennesimo errore amministrativo”, accusando l’Amministrazione di improvvisazione e assenza di una strategia chiara.
“Nessuna emergenza che giustifichi il divieto”
Secondo i consiglieri, il provvedimento sarebbe stato adottato con il pretesto di contrastare la cosiddetta “ubriachezza molesta”, ma senza reali presupposti normativi o emergenziali. "La legge già vieta la somministrazione di alcol a persone in stato di ebbrezza. Non esiste alcuna urgenza che giustifichi un divieto generalizzato", sottolineano gli esponenti dell’opposizione.
Attività penalizzate senza distinzione
Nel mirino finisce soprattutto l’impostazione dell’ordinanza, che colpisce indistintamente bar, ristoranti, pub, lidi e discoteche, senza differenziare tra chi rispetta le regole e chi genera reali criticità. "Ancora una volta si puniscono tutti per colpa di pochi, scaricando sulle attività produttive il peso di una gestione inefficace della sicurezza urbana", affermano i consiglieri.
L’opposizione contesta anche il contenuto del provvedimento, definito lungo, disorganico e incoerente, perché mescola temi diversi come:
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consumo di alcol,
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uso del vetro e della plastica,
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rumore e decoro urbano,
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riferimenti al piano acustico,
senza una visione complessiva né strumenti concreti di applicazione.
I timori per l’economia e l’attrattività
Secondo i firmatari della nota, l’ordinanza rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati, rendendo Capaccio Paestum:
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meno attrattiva,
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più fragile economicamente,
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penalizzante per lavoratori e imprese del settore turistico e della ristorazione.
Un impatto che, a loro avviso, ricadrebbe anche sulle famiglie e sull’intero tessuto sociale.
La richiesta: revoca e cambio di metodo
La conclusione dell’intervento è netta: revoca immediata dell’ordinanza e avvio di un confronto reale con operatori, forze sociali e politiche. "Basta decisioni calate dall’alto. Servono competenza, dialogo e soluzioni vere", concludono i consiglieri di opposizione.

