Domani, venerdì 17 aprile, in Campania, i lavoratori e lavoratrici della sanità privata, delle RSA e dei centri di riabilitazione saranno coinvolti in uno sciopero generale per il rinnovo dei contratti.
Le motivazioni dello sciopero sono chiare e urgenti. Il contratto nazionale AIOP è scaduto da otto anni e quello di ARIS per le RSA addirittura da quattordici. Nel frattempo, l'inflazione ha pesantemente colpito il potere d'acquisto dei lavoratori: si registra una riduzione del 22% per il settore della sanità privata e del 32% per quello delle RSA. Inoltre, persiste una significativa disparità retributiva rispetto ai dipendenti del settore pubblico: oggi un infermiere della sanità privata percepisce mediamente 500 euro in meno ogni mese rispetto a un collega pubblico con pari competenze e mansioni. Questo divario non è una questione marginale ma rappresenta una vera discriminazione sistemica, come evidenziato anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.
A rendere questa situazione ancora più insostenibile è la crescita economica del settore privato accreditato. I dati Mediobanca indicano che nel 2023 il fatturato complessivo della sanità privata accreditata ha raggiunto il record di 12,02 miliardi di euro, con un incremento del 15,5% rispetto al 2019. L'utile netto è aumentato significativamente, toccando i 449 milioni di euro in un solo anno, mentre la liquidità aziendale si avvicina a 1,8 miliardi di euro. Nonostante questa capacità finanziaria, il settore continua a scaricare i rischi d'impresa sui lavoratori, beneficiando di finanziamenti pubblici garantiti tramite l'accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale.
FP CGIL propone una rivendicazione chiara e strutturale: il rinnovo dei contratti collettivi deve diventare un criterio obbligatorio per l'accreditamento istituzionale. Le aziende che ricevono fondi pubblici per la sanità devono assicurarsi di rispettare le condizioni contrattuali adeguate per i propri lavoratori. Il messaggio è forte: senza rinnovo contrattuale non può esserci accreditamento.
"La mobilitazione di domani rappresenta una protesta necessaria e giustificata. Non è una mera rivendicazione di categoria, ma la voce di 300.000 professionisti che garantiscono il funzionamento di un importante segmento del sistema sanitario italiano. Questi lavoratori operano fianco a fianco con i colleghi del settore pubblico, condividendo competenze e responsabilità ma subendo salari inferiori e diritti meno tutelati. Quattordici anni senza rinnovo contrattuale nelle RSA non sono un semplice ritardo: sono un vero sopruso nei confronti della dignità umana e professionale di chi si dedica quotidianamente alla cura degli anziani e delle persone più vulnerabili. Lo stesso vale per gli otto anni di mancato rinnovo nella sanità privata accreditata: non si tratta solo di disorganizzazione, ma di una scelta deliberata che preferisce premiare gli utili record invece di valorizzare il lavoro essenziale dei propri addetti. FP CGIL Salerno si schiera al fianco di questi lavoratori nella nostra provincia, vittime delle stesse ingiustizie vissute su scala nazionale. L’eccellenza nella cura dei pazienti non può essere separata dalla dignità del lavoro di chi li assiste. Per questo chiediamo con forza un immediato rinnovo contrattuale, condizioni salariali paritarie rispetto al settore pubblico e l'obbligo dell'accreditamento vincolato al rispetto dei contratti nazionali. Domani ci troverete in piazza perché chi cura i cittadini merita rispetto, non infiniti rinvii" dichiara Antonio Capezzuto, Segretario Generale di FP CGIL Salerno.
Campania, sciopero dei lavoratori della sanità privata per il rinnovo dei contratti
Venerdì 17 aprile 2026, le lavoratrici e i lavoratori del settore sanitario privato, delle RSA e dei centri di riabilitazione su scala nazionale intraprendono uno sciopero generale. La mobilitazione, indetta congiuntamente da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, arriva al culmine di una lunga e difficile vertenza che ha visto i sindacati dialogare in modo infruttuoso con il Ministero della Salute. Nonostante le numerose richieste, né AIOP né ARIS – le associazioni che rappresentano i datori di lavoro – hanno mostrato apertura verso l'avvio dei negoziati per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali. La protesta coinvolgerà circa 300.000 professionisti, tra cui infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici, medici e impiegati amministrativi, culminando in una manifestazione nazionale a Piazza Santi Apostoli, Roma.Le motivazioni dello sciopero sono chiare e urgenti. Il contratto nazionale AIOP è scaduto da otto anni e quello di ARIS per le RSA addirittura da quattordici. Nel frattempo, l'inflazione ha pesantemente colpito il potere d'acquisto dei lavoratori: si registra una riduzione del 22% per il settore della sanità privata e del 32% per quello delle RSA. Inoltre, persiste una significativa disparità retributiva rispetto ai dipendenti del settore pubblico: oggi un infermiere della sanità privata percepisce mediamente 500 euro in meno ogni mese rispetto a un collega pubblico con pari competenze e mansioni. Questo divario non è una questione marginale ma rappresenta una vera discriminazione sistemica, come evidenziato anche dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.
A rendere questa situazione ancora più insostenibile è la crescita economica del settore privato accreditato. I dati Mediobanca indicano che nel 2023 il fatturato complessivo della sanità privata accreditata ha raggiunto il record di 12,02 miliardi di euro, con un incremento del 15,5% rispetto al 2019. L'utile netto è aumentato significativamente, toccando i 449 milioni di euro in un solo anno, mentre la liquidità aziendale si avvicina a 1,8 miliardi di euro. Nonostante questa capacità finanziaria, il settore continua a scaricare i rischi d'impresa sui lavoratori, beneficiando di finanziamenti pubblici garantiti tramite l'accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale.
FP CGIL propone una rivendicazione chiara e strutturale: il rinnovo dei contratti collettivi deve diventare un criterio obbligatorio per l'accreditamento istituzionale. Le aziende che ricevono fondi pubblici per la sanità devono assicurarsi di rispettare le condizioni contrattuali adeguate per i propri lavoratori. Il messaggio è forte: senza rinnovo contrattuale non può esserci accreditamento.
"La mobilitazione di domani rappresenta una protesta necessaria e giustificata. Non è una mera rivendicazione di categoria, ma la voce di 300.000 professionisti che garantiscono il funzionamento di un importante segmento del sistema sanitario italiano. Questi lavoratori operano fianco a fianco con i colleghi del settore pubblico, condividendo competenze e responsabilità ma subendo salari inferiori e diritti meno tutelati. Quattordici anni senza rinnovo contrattuale nelle RSA non sono un semplice ritardo: sono un vero sopruso nei confronti della dignità umana e professionale di chi si dedica quotidianamente alla cura degli anziani e delle persone più vulnerabili. Lo stesso vale per gli otto anni di mancato rinnovo nella sanità privata accreditata: non si tratta solo di disorganizzazione, ma di una scelta deliberata che preferisce premiare gli utili record invece di valorizzare il lavoro essenziale dei propri addetti. FP CGIL Salerno si schiera al fianco di questi lavoratori nella nostra provincia, vittime delle stesse ingiustizie vissute su scala nazionale. L’eccellenza nella cura dei pazienti non può essere separata dalla dignità del lavoro di chi li assiste. Per questo chiediamo con forza un immediato rinnovo contrattuale, condizioni salariali paritarie rispetto al settore pubblico e l'obbligo dell'accreditamento vincolato al rispetto dei contratti nazionali. Domani ci troverete in piazza perché chi cura i cittadini merita rispetto, non infiniti rinvii" dichiara Antonio Capezzuto, Segretario Generale di FP CGIL Salerno.

