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Redazione Occhio Notizie06/18/2021

Il Presidente Busia spiega l'attività dell'Anac, i nodi irrisolti ed i possibili compiti nell'attuazione del Pnrr

Oggi, 18 giugno, il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, ha presentato la consueta relazione al Parlamento sull'attività annuale. In questa occasione sono state rimarcate tutte le preoccupazioni e le procedure che l'Anac intenderà proseguire per una corretta realizzazione per il Pnrr. A circa dieci anni dalla prima vera legge anticorruzione, ovvero la l.190 del 2012, il presidente dell'Anac ha reso un breve resoconto delle misure e delle possibili modifiche da concretizzare. Ovviamente, tra i tanti temi affrontati, si è posta la dovuta accezione sulla necessità di arginare ogni conflitto di interesse ed ogni possibilità di infiltrazione di organizzazioni criminali, a causa della semplificazione delle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Anzi, l'Anac non allenterà la presa, ha rassicurato il Presidente Busia, e non rallenterà l'attività della Pubblica Amministrazione, ma sarà pronta ad intervenire laddove dovesse accendersi una cd red flags.

Le vittime della corruzione

"L'Italia è attesa da sfide decisive per il proprio futuro, che impongono una riflessione sui valori ai quali ispirare strategie e azioni per ritornare un sentiero di sviluppo e coesione sociale. in tale ambito la prevenzione dei comportamenti corruttivi non può che avere un ruolo centrale e determinante. La corruzione è fenomeno sfuggente, insidioso difficile da scoprire e da estirpare. Ciò, anche perché corrotto e corruttore hanno tutto l'interesse a tenere nascosto il loro accordo e la vittima non è la singola persona, pronta a denunciare, ma la collettività, con un prezzo altissimo, pagato in termini di minori opportunità e servizi più cari, o scadenti. Non conosciamo la sua reale estensione, ma sappiamo che essa spezza quel patto fondativo che è alla base dello stare insieme, come comunità. Erode le radici della convivenza comune, il necessario coesistere di diritti e doveri, sui quali si fondano i vincoli di solidarietà economica e sociale, richiamati dall'articolo due della costituzione. Come ha efficacemente affermato il Presidente Mattarella, in occasione del settantacinquesimo anniversario del referendum del 46, la Repubblica è legalità. La deviazione di risorse a vantaggio di pochi, che sempre accompagna i fenomeni corruttivi, ricade innanzitutto sui più deboli, su chi non ha i mezzi per fare da solo. Per questo la corruzione lede un altro fondamentale principio sancito dalla nostra carta costituzionale, quello dell'uguaglianza".

Anac ed il rispetto dei principi costituzionali

"Lo stesso principio viene leso nel momento in cui, a causa della corruzione, qualcuno viene favorito e passa avanti a chi avrebbe vinto solo se la competizione fosse stata leale. Essa, quindi, distrugge il merito, vanifica i sacrifici di chi ha investito le proprie capacità per avere un impiego, un finanziamento, una commessa, sfuggiti solo a causa di furberie, o inganni. Colpisce chi inseguiva un sogno e lo vede ingiustamente frustrato. Non è tutto. La corruzione è odiosa perché coinvolge la parte pubblica della società, che dovrebbe essere, invece, dalla parte dei cittadini. La costituzione è ancora una volta il nostro faro, richiedendo a chi esercita funzioni pubbliche qualcosa di più, rispetto al generico dovere di osservanza delle leggi ed impegnandolo all'esercizio delle proprie funzioni, con disciplina e onore, come recita il secondo comma dell’articolo 54 della Costituzione. Al fine di garantire il buon andamento e l'imparzialità dell'agire amministrativo, quindi, imparzialità, impegno, lealtà reciproca sono i valori più alti,  che la corruzione invece calpesta. Con essa si tradisce la fede pubblica, provocando non solo sfiducia e frustrazione rispetto al disservizio o all'opportunità sfuggita, ma una vera propria disgregazione sociale. Tutto ciò alimenta un senso di ingiustizia, minaccia un bene prezioso che, soprattutto nei momenti di difficoltà, abbiamo tutti il dovere di preservare: la fiducia nelle istituzioni".

La nascita della prevenzione della corruzione e dell'Anac

"Ecco, dunque, perché non basta contrastare la corruzione attraverso la repressione, ma occorre creare strumenti e regole in grado di prevenirla. Ecco perché, al di là del necessario rispetto degli impegni assunti a livello internazionale, con la convenzione di Merida, la convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione, l'Anac è perno di un sistema posto a tutela dei diritti fondamentali per la promozione della fiducia pubblica. Una scelta felice del legislatore che ha inteso concentrare in un'unica autorità indipendente le funzioni di vigilanza e regolazione, in materia di prevenzione della corruzione, di imparzialità, trasparenza dei contratti pubblici. Un modello innovativo, particolarmente apprezzato a livello internazionale, che favorisce una migliore percezione dell'Italia all'estero, permettendo così di far crescere la fiducia nel nostro paese e anche gli investimenti produttivi verso di esso. Nel mondo, matura sempre di più la consapevolezza della complessità dei fenomeni corruttivi e la necessità di adeguare strategie di prevenzione e di contrasto, come dimostra il memorandum firmato nei giorni scorsi dal presidente statunitense Biden, che ha elevato l'anticorruzione a interesse fondamentale per la sicurezza nazionale. Come testimoniano anche le ulteriori misure di trasparenza sulla prevenzione dei conflitti di interesse, recentemente adottate dallo Stato Città del Vaticano. L'emergenza pandemica impone una riflessione attenta sulle strategie da perseguire e sugli strumenti da mettere in campo per attuarla. Ai considerevoli investimenti previsti nel prossimo futuro si associano anche più alti rischi e quindi maggiori responsabilità. Occorre dunque un impegno collettivo per evitare che la corruzione o la cattiva amministrazione dirottino le risorse nelle mani sbagliate e ne compromettano l'impiego per i beni primari, come l'ambiente, la salute, l'istruzione e le infrastrutture. Ben vengano dunque controlli ai vari livelli di governo, evitando però inutili sovrapposizioni istituzionali e salvaguardando la necessaria indipendenza delle istituzioni di vigilanza e controllo. A questo riguardo, siamo lieti che alcuni testi normativi inizialmente proposti siano stati opportunamente corretti".

Obiettivo dell'Anac e del Pnrr

"La migliore attuazione del Pnrr costituisce obiettivo anche di Anac che vuole farne il fulcro della sua azione, non solo attraverso la vigilanza tradizionale, ma anche e soprattutto supportando le pubbliche amministrazioni e gli operatori economici, in questa fase tanto impegnativa. Tuttavia, affinché la propria azione sia efficace e per garantire il rispetto degli impegni assunti nel Piano Nazionale di Ripresa, è necessario un intervento normativo teso a rafforzare la struttura organizzativa dell'autorità, così ad da assicurare sufficienti mezzi e risorse. Su questo contiamo molto sulla lungimiranza del governo".

corruzione immagine onu

Dieci anni dalla prima L. anticorruzione- L. 190/2012: bilancio dell'Anac

"A quasi 10 anni dall'introduzione della legge 190 del 2012, il primo intervento normativo organico e sistematico sulla prevenzione della corruzione, è opportuna una valutazione del sistema che ha ideato e dei risultati ottenuti, per mettere a disposizione strumenti efficaci di prevenzione, anche di analisi. È noto che gli indici attualmente disponibili, come quello di Transparency International, forniscano indicazioni importanti sul piano della percezione. Occorre ora concentrarsi su indicatori oggettivi, come sta facendo l'Autorità nell'ambito di un apposito progetto europeo, al quale ha chiamato a collaborare altre istituzioni, università, esperti, valorizzando, anche ai fini di misurazione del rischio corruttivo, l’ineguagliato patrimonio informativo, di cui dispone in materia di contratti pubblici. Queste tematiche sono state anche al centro del primo incontro dell'Anti Corruption Working Group, nel quadro dei lavori del G20, sotto la presidenza italiana. Auspichiamo che esso diventi un modello da esportare favorendo così anche una più corretta immagine del nostro Paese nel mondo. Questo è solo un esempio dell'intensissima attività che vede l’Anac impegnata nell'ambito delle principali organizzazioni internazionali, oltre che nei rapporti bilaterali con le corrispondenti istituzioni dei Paesi europei ed extra europei. Bisogna inoltre superare le impostazioni incentrate su meri adempimenti burocratici e procedurali, che hanno in parte caratterizzato alcune applicazioni normative, cogliendo invece la straordinaria opportunità dal momento attuale, per muoversi secondo logiche di sistema, ponendo sempre di più al centro l'amministrazione, la sua organizzazione ed i suoi dipendenti. Per fare questo è necessario sfrondare la normativa vigente, togliendo ciò che non serve e potenziando invece ciò che è utile. L'obiettivo non è naturalmente quello di indebolire i presidi di legalità, ma al contrario, snellire e adeguare le procedure e gli strumenti ai diversi contesti, anche dimensionali, rafforzando e digitalizzando i controlli, affinché siano più rapidi e facilmente attuabili. Dovrà inoltre crescere il dialogo, non soltanto con le istituzioni direttamente interessate, ma anche con le organizzazioni della società civile, chiamate ancor di più oggi ad un ruolo attivo nella verifica di spesa e progetti. Anac è impegnata su questo fronte. È uno dei passaggi su cui investiamo e vogliamo investire di più".

L'apporto ai fini della prevenzione dei Responsabili della prevenzione e della corruzione e della trasparenza (Rpct)

"Vogliamo intensificare il confronto con le amministrazioni, in particolare con coloro che sono in prima linea in questo campo, i Responsabili per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct). Affinché si riconoscano davvero negli strumenti di prevenzione e li utilizzino per promuovere legalità e trasparenza. Per questo, abbiamo istituito il mese del responsabile anticorruzione, un appuntamento che partirà il 24 giugno e che rappresenta una ulteriore testimonianza del nostro approccio e sostegno alle amministrazioni. Intendiamo continuare in questa direzione, valorizzando anche la vigilanza collaborativa, che ottimi risultati sta producendo sul versante dei contratti pubblici. Crediamo infatti che l'adesione convinta e partecipe delle amministrazioni sia più efficace di ogni impostazione meramente repressiva e punitiva".

L'efficacia dell'istituto del Whistleblowing

"Al contempo, servirà far crescere anche l'istituto del whistleblowing, fondamentale per proteggere dalle ritorsioni chi segnala i fatti illeciti commessi all'interno della propria organizzazione. La direttiva europea del 2019 rafforza tale fondamentale figura e accresce i livelli di protezione del segnalante anche nel settore privato. Il suo recepimento costituisce quindi una straordinaria occasione per rilanciare uno strumento che ha mostrato crescente vivacità, dal punto di vista quantitativo anche se dal punto di vista qualitativo sconta ancora il problema di un uso talvolta strumentale per finalità personali. In tale ambito, dobbiamo quindi favorire il ragionamento di nuovi traguardi e vincere una vera e propria sfida culturale, facendo crescere la consapevolezza del fatto che i veri whistleblowers, autentiche vedete civiche, capaci di mettere in gioco i propri interessi, per denunciare comportamenti illeciti, sono una leva fondamentale non solo per far emergere corruzione e malaffare, ma anche per far crescere e migliorare il settore pubblico e quello privato".

Integrità ed imparzialità della Pubblica Amministrazione: redimere i conflitti d'interessi

"Nella prevenzione dei fenomeni corruttivi occorre puntare su integrità ed imparzialità di chi opera nella Pubblica Amministrazione. Tra le azioni principali che impegnano l'Anac vi è la vigilanza sulla corretta applicazione della disciplina sulle inconferibilità e incompatibilità degli incarichi pubblici. In tale contesto, occorre ancora sciogliere alcuni nodi normativi e arrivare a una disciplina compiuta, come tra l'altro si ha avuto modo di segnalare attraverso un'apposita Commissione ministeriale. In particolare, la normativa sul conflitto di interessi dei pubblici funzionari si presenta ancora per molti versi scarna, frammentata e poco chiara. Per questo sarebbe auspicabile un intervento normativo volto a definire in modo organico ed equilibrato tale materia, nel cui ambito l'Anac è pronta a svolgere le proprie funzioni, mettendo a frutto l’esperienza maturata nel suo ruolo di organismo indipendente e specificamente competente nel settore. Siamo convinti che la migliore misura per garantire integrità alla pubblica amministrazione venga dalla presenza di funzionari capaci e competenti, orgogliosi del proprio ruolo al servizio della nazione. Per questo, non può che essere apprezzata la volontà del governo di rafforzare le pubbliche amministrazioni, con l'immissione di nuove risorse e nuove professionalità. Bisognerà prestare particolarmente attenzione alle procedure di reclutamento, che dovranno non solo essere semplici e veloci, ma anche in grado di selezionare le risorse migliori. Su questo si gioca il nostro futuro. Lasciare fuori i giovani bravi e meritevoli sarebbe una perdita irrimediabile per tutti. Invece, dare loro un'occasione è la migliore assicurazione sulla qualità delle amministrazioni di domani".

La trasparenza e gli obblighi di pubblicazione in capo alle amministrazioni pubbliche

"Passo ora alla promozione della trasparenza, altro compito fondamentale di Anac e fondamentale pilastro del sistema di prevenzione, uno dei principali antidoti contro la corruzione e la cattiva amministrazione. Anche in questo ambito serve una valutazione rigorosa dei diversi strumenti previsti, della loro efficacia e dei correttivi necessari. in generale, gli obblighi di pubblicazione stabiliti dal decreto legislativo 33 del 2013 si sono rivelati utili per accrescere la responsabilizzazione dell'amministrazione ed il controllo da parte dei cittadini (controllo diffuso). Al momento, però, alcuni di essi non sono organizzati al meglio e risultano gravosi, soprattutto per gli enti di piccole dimensioni, i più fragili del sistema. Lo strumento dell'accesso civico risulta poco utilizzato, quando sarebbe il sistema più rapido e facile per assicurare la pubblicazione di quanto dovuto. L'altra forma di accesso, ovvero l'accesso generalizzato, troppo spesso è utilizzato per finalità strumentali, attraverso istanze particolarmente estese o variegate che gravano sulle amministrazioni senza che a questo corrisponda una reale utilità, per il richiedente o per la collettività. Anche qui, allora, occorre promuovere una crescita innanzitutto culturale sull'uso di questi strumenti, sia sul versante della pubblica amministrazione, che su quello dei cittadini, affinché se ne comprenda l'altissimo valore e la profonda utilità, favorendone un uso sempre più consapevole e maturo. In un'ottica evolutiva del sistema, abbiamo proposto di creare una piattaforma unica della trasparenza. Un punto di accesso unificato, gestito dall'Anac e basato sull'interconnessione con altre banche dati pubbliche, in grado di semplificare e rendere meno onerosa la pubblicazione dei dati, agevolando al contempo fruibilità e soprattutto confrontabilità tra le diverse informazioni. Siamo lieti che l'iniziativa sia stata inserita nel piano di Pnrr.Si tratta naturalmente di un percorso graduale, che richiederà il coinvolgimento di diversi attori istituzionali. Il punto di arrivo sarà una trasparenza 4.0, meno onerosa per le pubbliche amministrazioni e capace di fornire ai cittadini un'informazione più completa, grazie anche all' immediata disponibilità dei dati per le future elaborazioni".

Contratti pubblici e Pnrr: generare lavoro per i giovani

"Passo ora ai contratti pubblici, da sempre oggetto di particolare attenzione, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli operatori economici e di tutti i cittadini. Nel prossimo futuro lo saranno ancora di più, in quanto è attraverso essi che passerà la parte più significativa delle ingenti risorse legate all'attuazione del piano di ripresa. I contratti pubblici non sono solamente oggetto degli investimenti, ma costituiscono anche uno stimolo significativo alla crescita dell'occupazione. Alcuni studi effettuati in passato dall'autorità hanno infatti evidenziato che gli appalti aumentano in modo significativo le opportunità di impiego. Per ogni miliardo di euro nei lavori pubblici si creano tra i 12mila e i 16mila posti di lavoro. Purtroppo, il codice dei contratti è, da un lato un cantiere sempre aperto, oggetto di continui interventi e modifica normative, dall'altro, è esso stesso un'opera incompiuta, perché mancano ancora dei tasselli fondamentali per la sua attuazione. La qualificazione delle stazioni appaltanti e la digitalizzazione soprattutto. Alcuni correttivi sono necessari per semplificare le procedure e noi stessi ce ne siamo fatti promotori. Non dobbiamo, tuttavia, illuderci. Abbiamo bisogno di recuperare il non giustificabile divario temporale che ci separa da altri Paesi. Tuttavia, falliremmo se tale accelerazione portasse a trascurare che il vero obiettivo è quello di costruire infrastrutture solide e funzionali, di acquisire beni di qualità e a prezzi convenienti, di fornire ai cittadini servizi più efficienti. Ciò garantendo una sana competizione fra operatori economici ed evitando che in essa si inserisca chi usa comportamenti scorretti, o risorse ricavate in modo illecito. Tutto questo è essenziale per non essere poi costretti a cambiare in corsa, o a ricominciare daccapo. Ad esempio, per un progetto sbagliato, o lavori fatti male, con perdita di tempo e di risorse, oltre che di rischi per la sicurezza. Insomma, è doveroso preoccuparsi di fare in fretta, ma non dimentichiamo che il vero obiettivo è fare bene. Se non saremo capaci, avremmo prodotto soltanto debito cattivo, come tanto autorevolmente è stato definito. Non importa se debito nazionale o europeo, tale fardello ricadrà comunque sulle prossime generazioni. Le persone, che opereranno per la realizzazione del Pnrr, sul lato pubblico e su quello privato, sono parte essenziale dello stesso. La loro valorizzazione, a tutti i livelli, costituisce insieme lo strumento e la misura del suo successo. Occorre, dunque, cogliere questa straordinaria opportunità, per coinvolgere e far crescere le professionalità di cui dispone l'Italia in tutti i settori, promuovendo anche un utilizzo innovativo e virtuoso delle clausole sociali, che non devono ridursi a mera garanzia di passaggio di risorse umane da un datore di lavoro ad un altro, ma divenire leva per valorizzare e qualificare i lavoratori, con beneficio non soltanto degli interessati, ma anche delle pubbliche amministrazioni committenti, delle imprese fornitrici e del Paese in generale. Aiutandolo così ad affrontare le sfide del domani. L'obiettivo del Piano di Ripresa sono le persone, la loro crescita ed il loro benessere".

corruzione

Anac sull'esigenze di semplificazione in situazioni di emergenza

"Le semplificazioni, nel periodo di emergenza, hanno riguardato principalmente gli appalti sottosoglia, quelli di minori dimensioni e le stazioni appaltanti hanno fatto un larghissimo ricorso alle nuove procedure, che oggi consentono di assegnare le commesse in via diretta ad un'impresa, anche senza un preliminare confronto tra preventivi. In particolare, spicca l'aumento del 242% dell'affidamento diretto ai lavori fino a 150.000 €, registrato nel secondo semestre del 2020. Tale tendenza, potrebbe essere addirittura accentuata a seguito dell'emanazione del decreto legge 77 dello scorso 31 maggio. Si deve guardare con favore l'indicatore in termini di incremento degli affidamenti, ma occorre anche evidenziare che una tanto ampia sospensione della concorrenza fra imprese, inciderà sull’assetto del mercato, riguardando il 58% degli affidamenti dei lavori ed il 53% di quelli per servizi e forniture. Nei quali opera un tessuto di micro, piccole e medie imprese, tanto rilevanti per l’assetto produttivo del nostro Paese. La durata dei contratti incide negativamente soprattutto sulle opere maggiori, per le quali i tempi di realizzazione possono arrivare fino ad oltre quindici anni. In questo lungo lasso di tempo, l’affidamento, la fase della gara, occupa in media 6 mesi, mentre pesano di più le autorizzazioni, i passaggi amministrativi tra una fase ed un’altra, i ricorsi, i contenziosi, le varianti ed anche i fallimenti delle imprese. Il decreto 77, che prima richiamavo, mira opportunamente ad accorciare la durata di alcuni snodi amministrativi e, affinché tale intento non rimanga sulla carta o conduca a risultati indesiderati, occorre assicurare adeguate risorse alle amministrazioni che tali tempi sono chiamate a garantire".

Discrezionalità amministrativa e paura della firma

"La discrezionalità amministrativa è e deve rimanere una componente essenziale dell’attività contrattuale pubblica. Perché possa essere esercitata correttamente, richiede, però, ancora una volta, stazioni appaltanti adeguatamente strutturate e dotate di elevate competenze specialistiche. La perdurante assenza delle stesse è invece fonte di ritardi e di sprechi, anche quando non sfocia in comportamenti corruttivi. In tempi di emergenza si è inteso ovviare alla cd paura della firma, circoscrivendo eccezionalmente il perimetro del danno erariale. Il perpetuarsi di tale scelta normativa è purtroppo il risultato di un doppio fallimento. Da un lato, l’assenza di disposizioni sufficientemente chiare per definire correttamente l’ambito nel quale può essere esercitata la discrezionalità amministrativa e dall’altro, ancora una volta, l’assenza di competenze adeguate nella Pubblica Amministrazione, indispensabili per esercitare in modo responsabile tale discrezionalità. In questo quadro, l’Autorità ha riformulato alcune proposte per bilanciare, opportunamente, qualità, trasparenza e rapidità di azione, concentrandosi innanzitutto su digitalizzazione dei contratti pubblici e qualificazione delle stazioni appaltanti delle imprese. La completa informatizzazione è un obiettivo richiestoci con forza dall'Ue e si deve accogliere con favore lo sforzo fatto in tale direzione, dal richiamato decreto 77".

La digitalizzazione dell'intero ciclo di affidamento: la qualificazione delle stazioni appaltanti

"Occorre puntare alla digitalizzazione dell'intero ciclo di affidamento, dalla programmazione al collaudo, che troverà elemento centrale nella piena valorizzazione della banca dati nazionale devi contratti pubblici. Essenziale sarà l'istituzione del fascicolo virtuale dell'operatore economico, che l'Autorità intende sviluppare, ampliando i servizi attualmente resi per la verifica dei requisiti di partecipazione alle gare.Questo, nella prospettiva di consentire alle stazioni appaltanti di utilizzare gli accertamenti in precedenza svolti da altri committenti. Il vantaggio è evidente. L'impresa non dovrà più perdere tempo con carte e documenti, perché questi saranno forniti una sola volta e utilizzati per le successive gare. Al fine di raggiungere gli obiettivi del Pnrr è indispensabile dare finalmente attuazione al sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. Occorrerà anche potenziare i soggetti aggregatori regionali, consentendo loro di offrire i servizi anche al di fuori del proprio territorio di riferimento e magari di specializzarsi per settori o ambiti di attività, attraverso un positivo confronto competitivo nell’offerta dei propri servizi.La qualificazione costituisce un passaggio obbligato, per favorire l’efficienza e la qualità degli appalti, selezionando i committenti più attrezzati anche dal punto di vista tecnologico".

firma elettronica

L'Anac non è un freno per la Pubblica Amministrazione

"Al centro della missione istituzionale di Anac è anche il supporto alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici. Una delle attività alle quali dedichiamo, o intendiamo dedicare una parte rilevantissimo delle nostre energie. Lo dimostrano i circa 1700 pareri, cioè quasi 8 per ogni giornata lavorativa, che noi esprimiamo nelle diverse forme. Dalle risposte rese in sede consultiva ai pareri di precontenzioso, da quelli di congruità dei prezzi per gli affidamenti in emergenza, a tutta l'attività di vigilanza collaborativa svolta sia nella forma volontaria, sulla base di appositi protocolli d'intesa, sia in quella prevista dalla legge e attuata con il supporto dell'unità operativa speciale. Nello stesso solco si collocano le quasi 400mila richieste di assistenza e supporto, parte di un complesso di servizi che l'Autorità assicura costantemente ai propri utenti. Lungi dall'essere un freno all'attività amministrativa, l'Anac, al contrario, fornisce supporto e assistenza, aiuto alle stazioni appaltanti ad utilizzare correttamente le risorse pubbliche ed a risparmiare, acquisendo beni e servizi migliori per la stessa amministrazione e per i cittadini. Basti pensare all'individuazione dei prezzi di riferimento dei prodotti di uso corrente, come le risme di carta o i servizi di pulizia, ovvero iniziative ad hoc come quella appena conclusa sull'approvvigionamento di dispositivi medici per il diabete, che ha spinto le stazioni appaltanti verso procedure più trasparenti ed efficaci, con risparmi significativi. A tutto vantaggio dei cittadini.Si tratta di esempi tangibili di come trasparenza e concorrenza riducano i costi, liberando risorse a favore della collettività".

L'attuazione del Pnrr secondo l'Anac

"A differenza di altri Paesi, l'Italia ha deciso di chiedere tutti gli ingentissimi i fondi messi a disposizione dall'Ue. Si tratta di una scelta fondamentale, per assicurare una rapida ripresa economica, ma dobbiamo essere tutti consapevoli che essa implicherà, oltre ad un accrescimento del debito pubblico, anche maggiori costi rispetto a quelli che sarebbero stati necessari se gli stessi fondi fossero stati impiegati in un orizzonte più lungo. Vincoli di capacità produttiva e tempi esecutivi ristretti potrebbero, infatti, causare una lievitazione ulteriore della spesa, che già sconta l'innalzamento dei prezzi delle materie prime, senza che ad essa corrisponda necessariamente una maggiore qualità. Gli affidamenti che saranno posti in essere, per l'attuazione del Pnrr, realizzeranno anche una straordinaria ridistribuzione del potere economico privato di questo Paese, destinato a pesare bene al di là dell'orizzonte del piano medesimo. Per tale ragione, bisogna evitare che affidamenti scarsamente concorrenziali finiscano per premiare unicamente le imprese direttamente conosciute dall'amministrazione committente, ovvero si concentrino nelle mani di pochi operatori, più forti e strutturati, a discapito di altri ugualmente meritevoli. Occorrerà per questo compensare le procedure acceleratori individuate da recenti provvedimenti normativi, con iniezioni massicce di trasparenza, sull'intero ciclo dell'attività svolta. Dall'individuazione del fabbisogno, fino al pagamento dell'ultimo euro corrisposto. Sarà inoltre necessario stabilire criteri semplici e oggettivi, per individuare gli operatori da invitare alle selezioni, garantendo un’adeguata rotazione degli stessi".

Anac: trasparenza e concorrenza fattori essenziali per la realizzazione del Pnrr

"Trasparenza e concorrenza saranno quindi fattori essenziali ed ineliminabili, non solo per spuntare condizioni migliori a vantaggio del pubblico, ma anche per selezionare le imprese più meritevoli ed affidabili. In ogni caso, l’imminente crescita della domanda pubblica, conseguente all’iniezione dei fondi europei, dovrà incontrare imprese all’altezza del compito, in grado di realizzare le opere a regola d’arte e nei tempi preventivati. Obiettivo del Pnrr deve allora essere favorire anche la crescita della parte privata del mercato, che talvolta, sia nelle grandi che nelle piccole opere, ha mostrato segni di fragilità. Ciò non solo per carenze di requisiti o per difficoltà finanziarie, ma anche a causa di operazioni societarie opache o in contiguità con la criminalità organizzata. Per prevenire tali fenomeni, andrebbe altresì introdotto nel codice dei contratti l’obbligo di dichiarare il titolare effettivo degli operatori economici, anche ai fini dell’antiriciclaggio, consentendo alla Pubblica Amministrazione di conoscere davvero i propri partner contrattuali. In questo contesto occorre evitare che l’ingentissimo flusso di capitali pubblici finisca per creare una sorta di effetto di spiazzamento, rispetto alle risorse private, oggi in grande misura inutilizzate e che invece dovrebbero essere attratte verso gli investimenti produttivi, legati al rilancio del Paese, ricevendo così maggiore valorizzazione. Nel dibattito che ha accompagnato l'elaborazione del Pnrr, in materia di contratti pubblici, non si è data forse la giusta attenzione al ruolo che i soggetti privati potranno svolgere, per contribuire all'opera di ricostruzione collettiva. Tutto questo ha probabilmente indotto a concentrarsi soprattutto sull'orizzonte quinquennale, mentre è quantomai fondamentale allungare lo sguardo oltre il 2026. In ciò può venire in aiuto il partenariato pubblico privato. In tempi ordinari, esso è attivato perché le amministrazioni prive di risorse le chiedono al mercato per realizzare opere ed investimenti punto le risorse pubbliche, oggi abbondanti, non devono mettere nell'angolo tale forma di collaborazione virtuosa, che deve essere invece rilanciata, proprio al fine di allungare l'orizzonte temporale e l'ampiezza degli investimenti che si possono realizzare. Occorrerà, quindi, immaginare piani in cui, diversamente da quanto avviene normalmente, la prima fase di investimento pubblico segua una forte mobilizzazione di risorse private. Perché tali operazioni non sfocino, come purtroppo spesso accaduto, nella cattura dell'amministrazione pubblica, da parte del privato, occorre che l'intervento di partenariato sia affidato unicamente ad enti di adeguate dimensioni e dotati di elevate competenze specialistiche, capaci di trasferire al privato la maggior parte dei rischi e di consentire adeguati presidi, in termini di garanzie. Se questo si realizzerà, non solo si eviterà il rischio che dopo il 2026 vi sia una brusca frenata degli investimenti, ma si mobiliteranno risorse anche notevolmente superiori ai tanti miliardi di euro ricompresi nel Pnrr. inoltre, proprio l'effettiva assunzione dei rischi da parte dei privati potrà essere la misura del buon uso delle risorse pubbliche e del loro effettivo indirizzarsi verso investimenti fruttuosi per le prossime generazioni. Si tratta di una straordinaria occasione per la crescita ed il rafforzamento delle imprese e per un nuovo rapporto di fiducia tra privato ed istituzioni pubbliche".

Misure straordinarie di gestione anche all'interno del Pnrr?

"Infine, vorrei soffermarmi sulle misure straordinarie di gestione e di sostegno alle imprese. Nel contrasto ai fenomeni di corruzione del settore, queste misure di presidio hanno dato prova di grande efficacia in molteplici situazioni. Grazie anche allo sforzo corale, con cui le istituzioni coinvolte, prefetture, ministero dell’Interno, autorità giudiziaria ed Anac hanno saputo consolidare sempre più il circuito collaborativo messo in campo a tutela della legalità nel settore degli appalti.Nei prossimi anni sarà quanto mai necessario mettere al riparo gli affidamenti da interferenze illecite, considerato peraltro il continuo aumento, proseguito anche nel 2020, di interdittive antimafia comunicate all'autorità. Nell'ambito del Pnrr, la possibilità di ricorrere a simili forme di presidio risponde al bisogno di realizzare gli interventi nei tempi programmati, senza subire rallentamenti in caso di inchieste giudiziarie per fatti di corruzione, scongiurando così il rischio della perdita di finanziamenti che sappiamo essere elemento essenziale del Piano di ripresa. L'Autorità vuole farsi trovare pronta anche per questa ulteriore e cruciale sfida.Per tale ragione si è fatta promotrice di una proposta di modifica normativa, che auspichiamo possa essere accolta con l'intento di superare alcuni nodi applicativi e di riformare in parte le misure straordinarie, secondo coordinate basate sul valore e sulla rilevanza dei contratti".

Perché è fondamentale il contrasto alla corruzione?

"In uno dei suoi romanzi Honoré de Balzac spiega che gli uomini, per farsi strada, possono usare il proprio talento, impegnandosi per valorizzarlo. Ovvero, farsi largo con la corruzione, superando gli altri con sotterfugi e inganni. I prossimi anni saranno decisivi anche per definire quanto, nel pubblico come nel privato, si allargherà lo spazio per chi lavora per far fruttare i propri talenti, facendo così progredire tutta la comunità, a discapito di chi invece vorrebbe utilizzare altri mezzi in danno della collettività. La prevenzione è indispensabile per la tutela dei diritti fondamentali. L'uguaglianza nelle opportunità, la coesione sociale e la fiducia pubblica. Proteggere questi diritti significa scoraggiare i corruttori, premiare il talento e il merito, tutelare i deboli e dare speranza ai giovani. Nel prossimo futuro, l'Autorità perseguirà la propria missione con questo spirito, lavorando per rafforzare gli strumenti cardine della prevenzione, che sono la buona amministrazione e la buona trasparenza. La vera sfida, per allontanare la corruzione è costruire un'amministrazione capace di fare il proprio dovere, un'amministrazione competente, qualificata, trasparente, che guardi ai risultati e che sappia usare la discrezionalità per assicurare ai cittadini servizi migliori. Per fare questo, occorre un percorso di formazione e di rafforzamento, immettendo nel settore pubblico risorse giovani e competenti, in grado di traghettare il nostro Paese verso il futuro. Un'iniezione di fiducia e di talento, che scacci la corruzione e avvicini l'integrità, la preparazione ed il merito. La pandemia ci ha insegnato che quando si riconosce un bene come universale siete tutti Uniti per difenderlo e si ottengono risultati straordinari. Come la salute pubblica, la legalità è l'essenza del vivere comune e solo con la consapevolezza e l'impegno di tutti è possibile difenderla. Unire legalità, merito, solidarietà e coesione sociale è compito essenziale soprattutto nel tempo presente. La violazione delle regole, invece, uccide la speranza ed il senso di giustizia. Per questo tutti noi siamo chiamati ad attivarci in nome di tali valori e diritti che sono alla base della nostra Costituzione, radice del nostro stare insieme e fondamento del nostro futuro".  

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