Nel primo trimestre del 2026, oltre 2.000 bolidi luminosi sono stati avvistati nei cieli di tutto il pianeta segnando un record rispetto alla media dell'ultimo quinquennio.
La stagione primaverile, soprattutto per l’emisfero nord, è nota per un aumento della frequenza delle meteore luminose, un fenomeno che la NASA conferma essere particolarmente intenso nel periodo tra febbraio e aprile. Durante queste settimane, in prossimità dell’equinozio di primavera, si può osservare una crescita dei bolidi tra il 10% e il 30%.
Nonostante le cause esatte di questa intensificazione rimangano in parte un mistero, gli ultimi avvistamenti hanno attirato grande attenzione per la loro spettacolarità e frequenza. Tra gli episodi più noti nelle ultime settimane, spiccano il bolide che l’8 marzo ha attraversato i cieli di Francia, Germania, Svizzera, Belgio e Paesi Bassi, quello apparso l’11 marzo sopra la Spagna e il sud della Francia, e altri due fenomeni rilevanti negli Stati Uniti il 17 e 21 marzo, con meteoriti precipitati in Ohio e Texas.
Sebbene il numero complessivo di bolidi avvistati sia rimasto stabile rispetto alla media degli ultimi cinque anni, il conteggio degli esemplari particolarmente grandi – osservati da almeno 50 testimoni – si è quasi raddoppiato nel primo trimestre del 2026. Gli esperti spiegano che si tratta principalmente di detriti di asteroidi con orbite simili a quella della Terra. Questi frammenti seguono una traiettoria nella direzione opposta rispetto al Sole, muovendosi in modo sincronizzato con l’orbita terrestre. La velocità relativa più bassa con cui penetrano nell'atmosfera permette ai bolidi di rimanere visibili più a lungo e di coprire aree più estese. Inoltre, il rallentamento facilita la sopravvivenza di una maggiore quantità di materiale che riesce a raggiungere la superficie sotto forma di meteoriti.
Questo affascinante fenomeno, che sta catturando l’interesse di astronomi e appassionati, potrebbe riservare ulteriori sorprese nei mesi a venire, rendendo la primavera del 2026 un periodo particolarmente significativo per lo studio dei corpi celesti.
Pianeta, oltre 2mila bolidi avvistati nei cieli: record nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026, oltre 2.000 bolidi luminosi sono stati avvistati nei cieli di tutto il pianeta, segnando un’impressionante crescita rispetto alla media dell’ultimo quinquennio. Secondo i dati dell’American Meteor Society, tali eventi spettacolari hanno generato boom sonici nel 79% dei casi, con una media di circa un boato ogni tre giorni. Questo incremento sembra legato a un’insolita concentrazione di meteoroidi di dimensioni significative che la Terra ha intercettato recentemente.La stagione primaverile, soprattutto per l’emisfero nord, è nota per un aumento della frequenza delle meteore luminose, un fenomeno che la NASA conferma essere particolarmente intenso nel periodo tra febbraio e aprile. Durante queste settimane, in prossimità dell’equinozio di primavera, si può osservare una crescita dei bolidi tra il 10% e il 30%.
Nonostante le cause esatte di questa intensificazione rimangano in parte un mistero, gli ultimi avvistamenti hanno attirato grande attenzione per la loro spettacolarità e frequenza. Tra gli episodi più noti nelle ultime settimane, spiccano il bolide che l’8 marzo ha attraversato i cieli di Francia, Germania, Svizzera, Belgio e Paesi Bassi, quello apparso l’11 marzo sopra la Spagna e il sud della Francia, e altri due fenomeni rilevanti negli Stati Uniti il 17 e 21 marzo, con meteoriti precipitati in Ohio e Texas.
Sebbene il numero complessivo di bolidi avvistati sia rimasto stabile rispetto alla media degli ultimi cinque anni, il conteggio degli esemplari particolarmente grandi – osservati da almeno 50 testimoni – si è quasi raddoppiato nel primo trimestre del 2026. Gli esperti spiegano che si tratta principalmente di detriti di asteroidi con orbite simili a quella della Terra. Questi frammenti seguono una traiettoria nella direzione opposta rispetto al Sole, muovendosi in modo sincronizzato con l’orbita terrestre. La velocità relativa più bassa con cui penetrano nell'atmosfera permette ai bolidi di rimanere visibili più a lungo e di coprire aree più estese. Inoltre, il rallentamento facilita la sopravvivenza di una maggiore quantità di materiale che riesce a raggiungere la superficie sotto forma di meteoriti.
Questo affascinante fenomeno, che sta catturando l’interesse di astronomi e appassionati, potrebbe riservare ulteriori sorprese nei mesi a venire, rendendo la primavera del 2026 un periodo particolarmente significativo per lo studio dei corpi celesti.

