In virtù della settimana da incubo iniziata intorno al 20 giugno in cui il valore dei Bitcoin è sceso per la prima volta dopo anni sotto la soglia psicologica dei 20 mila dollari, sono molti gli investitori e gli analisti a chiedersi quali saranno gli scenari futuri e soprattutto se l’odierna crisi che sembra aver colpito interamente il settore delle criptovalute possa essere passeggera o meno.
Bitcoin: qual è la situazione attuale?
Che i Bitcoin, esattamente come tutte le criptovalute, siano soggetti a fenomeni di volatilità è sempre stato ovvio, ma lo scoprire come recentemente la loro quotazione si sia attestato ai livelli pre 2020 con una variazione di valore in negativo superiore al 44% ha, com’è ovvio, allarmato tutti gli investitori e i vari esperti del settore.
Attualmente i Bitcoin stanno attraversando una fase di profonda incertezza figlia di una sorta di tempesta perfetta in cui i fattori in gioco sono molteplici. Molti analisti, ad esempio, sembrano concordare nell’indicare l’inflazione come il responsabile principale di questo crollo, inflazione generata dalle difficoltà socio-economiche derivanti dall’odierno conflitto in Ucraina.
E ovviamente in un panorama simile le voci possono essere molto distanti tra loro. Il 22 giugno, ad esempio, l’agenzia di stampa nazionale cinese Economic Daily ha accusato apertamente l’Occidente per aver contribuito a rendere il Bitcoin così instabile prospettando un futuro in cui il suo valore tornerà a essere quello originale, quindi praticamente nullo. Dichiarazioni forse eccessive, ma che in un certo qual modo rispecchiano un presente in cui sembra essere sempre più difficile individuare degli appigli ottimistici.
Bitcoin: quale futuro?
In questo momento fare qualsiasi previsione sul futuro di questa valuta digitale e delle altre criptovalute in generale rischia di diventare più un esercizio di stile che una seria e posata analisi economica.
È vero che pochissimi giorni dopo il picco massimo della crisi si sono registrati dei timidissimi segnali di ripresa, tuttavia per ora le condizioni per un sostanzioso rimbalzo verso l’alto non sembrano prospettarsi.
Tom DeMark, il CEO e fondatore della società di analisi di mercato DeMark Analytics, è dal canto suo abbastanza negativo su una ripresa per lo meno a breve termine e anzi a tal proposito ha dichiarato come il crollo sia stato così importante che probabilmente ci vorranno anni prima che i Bitcoin riusciranno a toccare i picchi raggiunti in passato.
In tale previsione, però, non ha fatto mancare degli interessanti spunti possibilistici che non vedono come peregrina la probabilità che i Bitcoin possano recuperare più agilmente di quanto si pensi e attestarsi intorno a un valore di 40/50 mila dollari entro qualche mese.
E sempre in tema di futuro dei Bitcoin e delle criptovalute in generale, è molto interessante il commento rilasciato a tal proposito da Jon Cunliffe, il vicegovernatore della Banca d’Inghilterra.
Secondo Cunliffe, infatti, le criptomonete rappresentano ormai una realtà così consolidata e affermata da rendere quanto meno eccessivamente pessimistiche tutte le previsioni che vedono nel recente crollo i prodromi di una tragedia annunciata.
E sempre Cunliffe anzi si dimostra assai possibilista in ottica futura, specialmente quando ha dichiarato come è vero che attualmente le valute digitali stiano attraversando una fase ribassista, ma i progetti che saranno in grado di uscire indenni da questa tempesta sono destinati con ogni probabilità a diventare dei fenomeni leader nel loro mercato di riferimento con tutto ciò che ne consegue sia per i semplici investitori sia per gli analisti e gli addetti ai lavori.
Comunque, un tratto comune che unisce opinioni e analisi così diverse esiste ed è quello che ricorda l’importanza del monitoraggio continuo.
Essere sempre consapevoli dell’attuale valutazione di mercato dei Bitcoin e delle altre criptovalute è l’unico modo per captare eventuali cambiamenti in corso e subodorare gli scenari futuri sia essi in negativo sia in positivo.

