Il prezzo del petrolio continua a salire, aumenta anche il gas mentre l'oro rimane stabile e l'euro registra variazioni minime. Ecco costa sta succedendo dopo la proposta di accordo dell'Iran sulla riapertura dello stretto di Hormuz.
L’aumento del prezzo del petrolio prosegue, influenzato dagli sviluppi del weekend, tra cui le tensioni legate all’annullamento del viaggio degli inviati americani per i colloqui di pace con l’Iran dopo l’attacco alla cena dei corrispondenti. Il Brent supera i 107 dollari al barile (+2%), mentre il Wti americano per consegna a giugno guadagna l’1,80%, attestandosi a 96,10 dollari.
Apertura in rialzo per il prezzo del gas, con le quotazioni ad Amsterdam che segnano un aumento dell’1,76%, portandosi a 45,65 euro al megawattora, influenzate dalle aspettative legate alla riapertura dello stretto di Hormuz.
L’oro rimane stabile nel mercato spot a 4.711 dollari l’oncia (+0,05%), mentre il contratto per giugno registra una flessione dello 0,31%, scendendo a 4.726 dollari. Mattinata tranquilla per l’euro, che rimane poco variato a 1,1720 dollari (-0,02%).
Anche il cambio con lo yen registra stabilità, con la valuta europea ferma a 186,89 yen. Lo spread tra Btp e Bund apre leggermente al rialzo, con il differenziale tra i due titoli che sale a 79 punti rispetto ai 78 della chiusura di venerdì. Nel frattempo, il rendimento del decennale italiano aumenta al 3,8% dal precedente 3,7%.
Il prezzo del gas e del petrolio aumentano, oro ed euro stabili: cosa sta succedendo dopo la proposta di accordo dell'Iran
Le Borse asiatiche chiudono in positivo, spinte dalla proposta di accordo dell’Iran agli Stati Uniti che include la riapertura dello stretto di Hormuz. Un clima di attesa caratterizza il panorama economico mondiale, con gli investitori che osservano attentamente l’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente e le prossime decisioni delle banche centrali sui tassi di interesse. L’Europa, nel frattempo, si prepara a una partenza positiva, sostenuta dai future in rialzo. A Piazza Affari, Tokyo avanza dell’1,38%, mentre altre piazze asiatiche come Shanghai (+0,1%), Shenzhen (+0,4%), Seul (+2,1%) e Mumbai (+0,5%) mostrano segnali di crescita. Hong Kong fa eccezione, riportando un lieve calo dello 0,2%. Si segnala una giornata povera di indicatori macroeconomici, con l’attesa per i dati sulla fiducia dei consumatori in arrivo dalla Germania.L’aumento del prezzo del petrolio prosegue, influenzato dagli sviluppi del weekend, tra cui le tensioni legate all’annullamento del viaggio degli inviati americani per i colloqui di pace con l’Iran dopo l’attacco alla cena dei corrispondenti. Il Brent supera i 107 dollari al barile (+2%), mentre il Wti americano per consegna a giugno guadagna l’1,80%, attestandosi a 96,10 dollari.
Apertura in rialzo per il prezzo del gas, con le quotazioni ad Amsterdam che segnano un aumento dell’1,76%, portandosi a 45,65 euro al megawattora, influenzate dalle aspettative legate alla riapertura dello stretto di Hormuz.
L’oro rimane stabile nel mercato spot a 4.711 dollari l’oncia (+0,05%), mentre il contratto per giugno registra una flessione dello 0,31%, scendendo a 4.726 dollari. Mattinata tranquilla per l’euro, che rimane poco variato a 1,1720 dollari (-0,02%).
Anche il cambio con lo yen registra stabilità, con la valuta europea ferma a 186,89 yen. Lo spread tra Btp e Bund apre leggermente al rialzo, con il differenziale tra i due titoli che sale a 79 punti rispetto ai 78 della chiusura di venerdì. Nel frattempo, il rendimento del decennale italiano aumenta al 3,8% dal precedente 3,7%.

