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Covid, contagi in risalita tra Europa, Stati Uniti e Asia: attenzione ai soggetti più fragili

Carla Castellano
Covid, contagi in risalita tra Europa, Stati Uniti e Asia: attenzione ai soggetti più fragili

Tornano a crescere alcuni indicatori legati al Covid-19 in diversi Paesi. In Francia, secondo l’ultimo bollettino di Santé publique France, nella settimana compresa tra il 14 e il 20 settembre le visite dai medici di base per casi riconducibili al virus sono aumentate del 76% rispetto alla settimana precedente, coinvolgendo tutte le fasce d’età.

Il rialzo non riguarderebbe soltanto la Francia. Secondo l’epidemiologo Antoine Flahault, professore di Sanità pubblica all’Università Paris-Cité, segnali analoghi vengono osservati anche nel resto d’Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

Aumentano visite mediche e accessi per sospetto Covid

Anche i dati della rete francese Oscour evidenziano un incremento degli accessi legati a sospetti casi di Covid-19.

Flahault parla di una ripresa dei contagi simile a quella osservata nello stesso periodo degli ultimi anni, precisando che l’andamento interessa contemporaneamente diverse aree del mondo.

L’aumento dei casi viene accompagnato dalla crescita di più indicatori sanitari, dalle consultazioni presso i medici di base fino agli accessi nei servizi di emergenza.

Chi rischia maggiormente le complicazioni

L’attenzione resta concentrata soprattutto sulle persone considerate più vulnerabili.

Secondo l’epidemiologo francese, tra i soggetti che possono sviluppare conseguenze più importanti rientrano anziani, immunodepressi e donne in gravidanza.

Per la maggior parte delle persone senza particolari fattori di rischio, sottolinea Flahault, l’infezione tende generalmente ad avere conseguenze meno severe rispetto ai soggetti fragili. Al momento, tra chi non presenta comorbilità o deficit immunitari, non sarebbe stata rilevata una crescita significativa dei ricoveri ospedalieri.

Le sottovarianti di Omicron

Sul fronte delle varianti, in Francia non sarebbe stata individuata al momento una singola nuova variante dominante.

L’ipotesi è che la nuova fase di circolazione sia collegata a diverse sottovarianti di Omicron, caratterizzate da una maggiore capacità di trasmissione e da una più elevata possibilità di superare parte dell’immunità acquisita attraverso precedenti infezioni o vaccinazioni.

Omicron è presente in Europa dall’inizio del 2022 e nel tempo ha dato origine a numerose sottovarianti.

Il ruolo dei vaccini

Secondo Flahault, la vaccinazione continua ad avere soprattutto l’obiettivo di ridurre il rischio di forme gravi della malattia, in particolare nelle persone più vulnerabili.

La protezione dall’infezione e dalla trasmissione non è invece totale, anche perché il virus continua a evolvere.

L’epidemiologo richiama inoltre l’attenzione sulla ridotta adesione ai richiami vaccinali in Francia, evidenziando come la copertura tra le categorie a rischio sia inferiore rispetto ad altri Paesi europei, come il Regno Unito.

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