Aumentano i prezzi anche delle patatine fritte. Il raddoppio del costo dell'olio di girasole sta creando grosse difficoltà alle aziende che lo usano come materia comprimaria. Questo rincaro, inoltre, si somma a quelli di energia, trasporti e imballaggi. Inevitabile l'aumento dei prezzi del prodotto finito che registra, mediamente, un più 30%.
"La situazione dell'olio di girasole in questo momento, è molto grave, perché ci siamo dovuti approvvigionare, dall'inizio della guerra, a un prezzo altissimo pur di non rimanere senza prodotto. É chiaro che noi friggendo patatine per noi l'olio di girasole è determinante." Alfredo Moratti, Presidente di Amica Chips, non ha dubbi nel disegnare il momento storico che sta attraversando la sua azienda.
In attesa del nuovo raccolto di semi di girasole che potrebbe cambiare qualcosa, anche se non molto, la bilancia dei costi per le industrie alimentari che lo utilizzano continua a segnare un deciso rosso, superate le difficoltà di reperimento dopo lo stop delle esportazioni dei semi di girasole dall'Ucraina, ora il problema è il costo.
"L'esempio è molto semplice” spiega Moratti, “noi consumiamo una cisterna di olio al giorno. Nel 2021 costava dai 45 ai 50mila euro, dopo la guerra la stessa cisterna costa dai 95 ai 100mila euro. Abbiamo fatto tutto il 2021 con un prezzo molto alto riferito al mercato e poi diciamo che la botta finale è stata con l'inizio della guerra, in questo momento ripeto l'olio c'è ma ha un prezzo fuori mercato, carissimo."
Aumentano i prezzi anche delle patatine fritte a causa dell'olio di girasole

