Dalla replica pubblica alle vie legali. Il Comune di Atrani ha annunciato che nel corso della prossima settimana presenterà una denuncia-querela in relazione ai fatti che hanno coinvolto il deputato Francesco Emilio Borrelli, dopo le polemiche nate da un post pubblicato il 10 agosto sulle condizioni della foce del torrente. La tutela legale dell’Amministrazione è stata affidata all’avvocato Michele Sarno, presidente della Camera Penale di Salerno.
Atrani, il Comune annuncia una denuncia-querela dopo il caso Borrelli
La decisione arriva dopo giorni di confronto a distanza sulla situazione ambientale segnalata attraverso i social. In una nota, il Comune fa sapere che l’atto sarà formalizzato nel corso della prossima settimana.
Soltanto dopo il deposito della denuncia-querela verrà convocata una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti e all’opinione pubblica le motivazioni alla base dell’iniziativa assunta a tutela dell’Amministrazione comunale e dei cittadini di Atrani. A seguire la vicenda sul piano legale sarà l’avvocato Michele Sarno.
La vicenda aveva avuto inizio il 10 agosto, quando Francesco Emilio Borrelli aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook alcune immagini ricevute da un utente. Nel post si parlava di «liquami maleodoranti provenienti dalla fogna» e di uno «scempio ambientale», richiamando l’attenzione sulla situazione alla foce. Quelle immagini e le considerazioni pubblicate dal parlamentare avevano provocato l’immediata reazione dell’Amministrazione comunale.
Il sopralluogo del sindaco Michele Siravo
Dopo aver appreso della segnalazione, il sindaco Michele Siravo si era recato personalmente sul posto insieme alla Polizia Locale. Nelle verifiche era stato coinvolto anche Ausino, gestore del servizio idrico. Secondo quanto sostenuto dal Comune, il sopralluogo non avrebbe evidenziato la presenza di scarichi, reflui o cattivi odori riconducibili alla rete fognaria.
L’Amministrazione aveva fornito una spiegazione differente rispetto a quella prospettata nella segnalazione social. Il ristagno visibile nelle fotografie sarebbe stato determinato dalla barriera di sabbia presente alla foce e dalla ridotta portata del torrente, collegata al periodo di siccità. Sempre secondo quanto riferito dal Comune, anche Ausino avrebbe escluso anomalie negli impianti fognari e nei sistemi di sollevamento.
«Nessuna segnalazione da bagnanti e addetti al salvataggio»
Tra gli elementi richiamati dall’Amministrazione figurano anche l’assenza di segnalazioni da parte dei bagnanti e degli operatori addetti al salvataggio. Il Comune riferisce inoltre che dall’esame delle immagini del sistema di videosorveglianza non sarebbero emersi scarichi anomali nell’area interessata.
A sostegno della propria posizione, l’Amministrazione richiama anche l’ultimo controllo ARPAC del 3 agosto, che avrebbe confermato la balneabilità delle acque di Atrani, classificate come «eccellenti».
Lo scontro sul metodo utilizzato per la segnalazione
La contestazione del sindaco non si è concentrata soltanto sul contenuto della denuncia pubblica, ma anche sulle modalità con cui la vicenda è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica.
Secondo Siravo, una segnalazione ricevuta attraverso i social sarebbe stata trasformata in un’accusa pubblica di «scempio ambientale» senza che fosse stato effettuato preventivamente un sopralluogo sul posto. Il Comune aveva quindi già chiesto a Borrelli di rimuovere il post oppure pubblicare una rettifica.
Il confronto entra adesso in una nuova fase. L’Amministrazione comunale ha annunciato formalmente il ricorso alle vie legali e chiarirà nel dettaglio il contenuto e le ragioni dell’iniziativa soltanto dopo la presentazione dell’atto.

