La provincia di Salerno prova a contrastare il calo delle nascite con 22 progetti finanziati: 8,7 milioni di euro per nuovi arredi. Pontecagnano Faiano è il territorio con il finanziamento più consistente. Lo riporta Il Mattino.
La somma rappresenta il 23,3% dei 37 milioni e 559 mila euro assegnati complessivamente alla Campania e costituisce la quota più consistente tra le cinque province. Dopo gli interventi sugli edifici realizzati o recuperati attraverso il Pnrr, l’obiettivo è ora rendere quegli spazi realmente funzionali alle attività educative.
I finanziamenti interessano numerosi comuni dell’intera provincia. In cima alla graduatoria c’è Pontecagnano Faiano, che riceve 1 milione e 136 mila euro per 568 posti. Seguono Palomonte, con 774 mila euro e 387 posti, Baronissi con 734 mila euro e 367 posti, Albanella con 494 mila euro e 247 posti, Nocera Superiore con 454 mila euro e 227 posti e Contursi Terme con 444 mila euro e 222 posti.
A San Mango Piemonte sono destinati 390 mila euro per 195 bambini, mentre Roccadaspide ottiene 372 mila euro per 186 posti. Torre Orsaia e Omignano ricevono 362 mila euro ciascuno, corrispondenti a 181 posti.
Capaccio Paestum beneficia di 330 mila euro per 165 posti, Giffoni Valle Piana di 328 mila euro per 164 e San Marzano sul Sarno di 308 mila euro per 154. Casal Velino e Colliano ottengono 304 mila euro ciascuno, con una capacità di 152 bambini.
A Montecorvino Rovella vanno 282 mila euro per 141 posti, a Nocera Inferiore 264 mila per 132, a San Gregorio Magno 246 mila per 123, mentre Polla riceve 238 mila euro per 119 posti. Chiudono la graduatoria Sala Consilina e Ceraso, con 208 mila euro e 104 posti ciascuno, e Castellabate, destinataria di 202 mila euro per 101 bambini.
Un altro dato significativo riguarda le scuole dell’infanzia che si preparano a tornare operative. Per l’anno scolastico 2026-2027, le strutture statali della provincia di Salerno accoglieranno 19.027 bambini, distribuiti in 996 sezioni, con una media di 19,1 alunni per sezione.
La maggior parte, 17.676 bambini, seguirà il normale orario scolastico all’interno di 931 sezioni, mentre 1.351 saranno inseriti nell’orario ridotto, articolato in 65 sezioni. Sono inoltre 520 gli alunni con disabilità.
Guardando alle fasce d’età, 7.287 bambini hanno meno di quattro anni, mentre 7.699 si collocano tra i quattro e i cinque anni e 4.041 hanno più di cinque anni. Il numero relativo ai bambini più piccoli assume particolare rilevanza in un territorio alle prese con il calo delle nascite. I 7.287 nuovi ingressi rappresentano infatti non soltanto un dato numerico, ma anche un indicatore della presenza di famiglie che continuano a vivere nei diversi comuni della provincia. Per i centri più piccoli e per le aree interne, mantenere attivi i servizi educativi può contribuire a contrastare lo spopolamento.
Una scuola dell’infanzia adeguata e facilmente accessibile può inoltre incidere sulle decisioni delle famiglie, soprattutto quando il servizio riesce a conciliarsi con gli impegni lavorativi dei genitori. Un segnale positivo arriva anche dal tempo pieno nella scuola primaria. Gli alunni interessati passano da 10.140 a 10.461, con un aumento di 321 bambini, pari al 3,2%, distribuiti in 591 classi.
Asili nido, scuole dell’infanzia e tempo pieno si inseriscono così in una stessa rete di servizi destinati a sostenere la continuità educativa e a ridurre il peso dell’assistenza familiare, con possibili ricadute positive anche sull’occupazione femminile.
Le risorse destinate agli arredi arrivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale, all’interno del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027. La prossima sfida sarà trasformare i finanziamenti in servizi educativi di qualità, ambienti adeguati e maggiore fiducia da parte delle famiglie.
In una provincia che deve fare i conti con la diminuzione delle nascite, il futuro passa anche dalla capacità di garantire scuole e servizi capaci di accompagnare i più piccoli e sostenere chi sceglie di restare sul territorio. I quasi 8,7 milioni destinati agli arredi e l’incremento del tempo pieno nella primaria, arrivato a 10.461 alunni, rappresentano in questo senso due tasselli di una rete costruita intorno alle nuove generazioni
Asili e infanzia in provincia di Salerno, 8,7 milioni di euro per nuovi arredi: 22 progetti finanziati
La provincia di Salerno affronta il problema della denatalità puntando sui servizi destinati ai bambini. Nel nuovo programma dedicato agli arredi innovativi per asili nido e scuole dell’infanzia, il territorio salernitano ottiene il finanziamento più elevato tra le province campane: complessivamente 8 milioni e 744 mila euro destinati a 22 interventi, con una capacità potenziale di 4.372 posti per bambini.La somma rappresenta il 23,3% dei 37 milioni e 559 mila euro assegnati complessivamente alla Campania e costituisce la quota più consistente tra le cinque province. Dopo gli interventi sugli edifici realizzati o recuperati attraverso il Pnrr, l’obiettivo è ora rendere quegli spazi realmente funzionali alle attività educative.
Gli interventi
Il programma prevede l’introduzione di arredi e soluzioni pensate per rendere gli ambienti più funzionali e adattabili: sedute modulari, biblioteche, tavoli destinati ai laboratori, spazi morbidi e aree flessibili. Gli interventi, inseriti nel piano del Ministero dell’Istruzione e del Merito, puntano a completare le strutture realizzate o rinnovate con il Pnrr, trasformandole in luoghi dedicati concretamente alla crescita dei bambini, attraverso gioco, socializzazione, autonomia e creatività.I finanziamenti interessano numerosi comuni dell’intera provincia. In cima alla graduatoria c’è Pontecagnano Faiano, che riceve 1 milione e 136 mila euro per 568 posti. Seguono Palomonte, con 774 mila euro e 387 posti, Baronissi con 734 mila euro e 367 posti, Albanella con 494 mila euro e 247 posti, Nocera Superiore con 454 mila euro e 227 posti e Contursi Terme con 444 mila euro e 222 posti.
A San Mango Piemonte sono destinati 390 mila euro per 195 bambini, mentre Roccadaspide ottiene 372 mila euro per 186 posti. Torre Orsaia e Omignano ricevono 362 mila euro ciascuno, corrispondenti a 181 posti.
Capaccio Paestum beneficia di 330 mila euro per 165 posti, Giffoni Valle Piana di 328 mila euro per 164 e San Marzano sul Sarno di 308 mila euro per 154. Casal Velino e Colliano ottengono 304 mila euro ciascuno, con una capacità di 152 bambini.
A Montecorvino Rovella vanno 282 mila euro per 141 posti, a Nocera Inferiore 264 mila per 132, a San Gregorio Magno 246 mila per 123, mentre Polla riceve 238 mila euro per 119 posti. Chiudono la graduatoria Sala Consilina e Ceraso, con 208 mila euro e 104 posti ciascuno, e Castellabate, destinataria di 202 mila euro per 101 bambini.
Un altro dato significativo riguarda le scuole dell’infanzia che si preparano a tornare operative. Per l’anno scolastico 2026-2027, le strutture statali della provincia di Salerno accoglieranno 19.027 bambini, distribuiti in 996 sezioni, con una media di 19,1 alunni per sezione.
La maggior parte, 17.676 bambini, seguirà il normale orario scolastico all’interno di 931 sezioni, mentre 1.351 saranno inseriti nell’orario ridotto, articolato in 65 sezioni. Sono inoltre 520 gli alunni con disabilità.
Guardando alle fasce d’età, 7.287 bambini hanno meno di quattro anni, mentre 7.699 si collocano tra i quattro e i cinque anni e 4.041 hanno più di cinque anni. Il numero relativo ai bambini più piccoli assume particolare rilevanza in un territorio alle prese con il calo delle nascite. I 7.287 nuovi ingressi rappresentano infatti non soltanto un dato numerico, ma anche un indicatore della presenza di famiglie che continuano a vivere nei diversi comuni della provincia. Per i centri più piccoli e per le aree interne, mantenere attivi i servizi educativi può contribuire a contrastare lo spopolamento.
Una scuola dell’infanzia adeguata e facilmente accessibile può inoltre incidere sulle decisioni delle famiglie, soprattutto quando il servizio riesce a conciliarsi con gli impegni lavorativi dei genitori. Un segnale positivo arriva anche dal tempo pieno nella scuola primaria. Gli alunni interessati passano da 10.140 a 10.461, con un aumento di 321 bambini, pari al 3,2%, distribuiti in 591 classi.
Asili nido, scuole dell’infanzia e tempo pieno si inseriscono così in una stessa rete di servizi destinati a sostenere la continuità educativa e a ridurre il peso dell’assistenza familiare, con possibili ricadute positive anche sull’occupazione femminile.
Le risorse destinate agli arredi arrivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale, all’interno del Programma nazionale “Scuola e competenze” 2021-2027. La prossima sfida sarà trasformare i finanziamenti in servizi educativi di qualità, ambienti adeguati e maggiore fiducia da parte delle famiglie.
In una provincia che deve fare i conti con la diminuzione delle nascite, il futuro passa anche dalla capacità di garantire scuole e servizi capaci di accompagnare i più piccoli e sostenere chi sceglie di restare sul territorio. I quasi 8,7 milioni destinati agli arredi e l’incremento del tempo pieno nella primaria, arrivato a 10.461 alunni, rappresentano in questo senso due tasselli di una rete costruita intorno alle nuove generazioni

