Napoli, settantanovenne telefona alla Polizia chiedendo aiuto: «Mi manca da mangiare». Poi confessa: «Ero sola, cercavo qualcuno con cui parlare»

Una donna di 79enne telefona alla Polizia chiedendo aiuto a Napoli: "Mi manca da mangiare". Poi confessa loro di essere sola: "Cercavo qualcuno con cui parlare".
È quanto accaduto nei vicoli del Cavone, nei pressi di piazza Dante, nel centro storico di Napoli. Una donna anziana, sopraffatta dalla solitudine tra le mura della propria abitazione, ha contattato il numero di emergenza lanciando un appello: «Non ho cibo in casa, potete aiutarmi?».
La segnalazione ha portato in pochi minuti gli operatori della Squadra Volanti del commissariato Montecalvario all’indirizzo indicato. Una volta arrivati, i poliziotti hanno scoperto che dietro quella richiesta si nascondeva un bisogno diverso da quello inizialmente descritto: la donna desiderava soprattutto avere qualcuno accanto, parlare e trovare una persona disposta ad ascoltarla. Di fronte alla sua sofferenza, gli agenti hanno scelto di fermarsi e dedicarle il proprio tempo, trascorrendo con lei quasi due ore tra racconti, ricordi del passato e una tazzina di caffè.
Una volta entrati, gli agenti non si sono trovati davanti a una situazione di pericolo per la sicurezza pubblica né a una casa priva di provviste, ma a una donna che viveva da sola. Perfettamente lucida, appariva tuttavia provata da un lungo periodo di isolamento.
La signora Raffaella ha raccontato quindi il vero motivo della telefonata: non cercava soltanto un intervento per una necessità materiale, ma aveva bisogno di un contatto umano. «Avevo solo bisogno di fare due chiacchiere con persone di fiducia», ha spiegato.
Gli agenti si sono seduti nel soggiorno e le hanno dato ascolto, alternando i racconti a qualche battuta nel tentativo di regalarle un sorriso e alleggerire, almeno temporaneamente, il peso dell’isolamento e dell’età.
La visita è proseguita per circa due ore, fino a quando la donna ha ritrovato un po’ di tranquillità. Prima di congedarsi, i poliziotti le hanno lasciato una promessa: «Ci chiami in qualsiasi momento e in ogni caso ci rivediamo a inizio novembre per il vostro compleanno».
Napoli, settantanovenne telefona alla Polizia chiedendo aiuto: «Mi manca da mangiare». Poi confessa: «Ero sola, cercavo qualcuno con cui parlare»
Nel lavoro quotidiano delle forze dell’ordine ci sono interventi urgenti, attività contro la criminalità organizzata e operazioni per contrastare la circolazione delle armi tra i più giovani. Accanto a queste situazioni, però, ci sono vicende umane segnate dall’isolamento e dalla sofferenza, nelle quali la vicinanza di chi indossa una divisa può fare la differenza.È quanto accaduto nei vicoli del Cavone, nei pressi di piazza Dante, nel centro storico di Napoli. Una donna anziana, sopraffatta dalla solitudine tra le mura della propria abitazione, ha contattato il numero di emergenza lanciando un appello: «Non ho cibo in casa, potete aiutarmi?».
La segnalazione ha portato in pochi minuti gli operatori della Squadra Volanti del commissariato Montecalvario all’indirizzo indicato. Una volta arrivati, i poliziotti hanno scoperto che dietro quella richiesta si nascondeva un bisogno diverso da quello inizialmente descritto: la donna desiderava soprattutto avere qualcuno accanto, parlare e trovare una persona disposta ad ascoltarla. Di fronte alla sua sofferenza, gli agenti hanno scelto di fermarsi e dedicarle il proprio tempo, trascorrendo con lei quasi due ore tra racconti, ricordi del passato e una tazzina di caffè.
La telefonata al 113 e la scoperta della solitudine
L’intervento è scattato intorno alle 20 della giornata precedente, quando l’anziana aveva chiamato il 113 riferendo di non avere in casa neppure «il cibo e l’acqua». Ricevuta la segnalazione, la pattuglia del commissariato Montecalvario ha raggiunto rapidamente l’abitazione.Una volta entrati, gli agenti non si sono trovati davanti a una situazione di pericolo per la sicurezza pubblica né a una casa priva di provviste, ma a una donna che viveva da sola. Perfettamente lucida, appariva tuttavia provata da un lungo periodo di isolamento.
La signora Raffaella ha raccontato quindi il vero motivo della telefonata: non cercava soltanto un intervento per una necessità materiale, ma aveva bisogno di un contatto umano. «Avevo solo bisogno di fare due chiacchiere con persone di fiducia», ha spiegato.
Due ore di racconti e una promessa per il compleanno
Nel corso della conversazione, l’anziana ha ripercorso alcuni momenti della propria vita. Ha parlato di un nipote che vede raramente, dei trent’anni trascorsi lavorando come ragioniera, della passione per il canto e delle amicizie di un tempo, interrotte progressivamente con il passare degli anni.Gli agenti si sono seduti nel soggiorno e le hanno dato ascolto, alternando i racconti a qualche battuta nel tentativo di regalarle un sorriso e alleggerire, almeno temporaneamente, il peso dell’isolamento e dell’età.
La visita è proseguita per circa due ore, fino a quando la donna ha ritrovato un po’ di tranquillità. Prima di congedarsi, i poliziotti le hanno lasciato una promessa: «Ci chiami in qualsiasi momento e in ogni caso ci rivediamo a inizio novembre per il vostro compleanno».




